MONTENERO DI BISACCIA. Dopo i ricorsi al Tar accolti la competizione è ancora tutta da cominciare, ma certo si può parlare di un primo punto agli avversari della maggioranza uscente. Che quest'ultima caldeggiasse la tesi delle liste presentate in ritardo lo si può desumere dall'irruzione di sindaca e assessore nell'ufficio del segretario comunale, raccontata dai delegati della lista Montenero dignitosa e riportata persino in uno dei ricorsi legali. Oggetto dell'incursione, pare con toni anche accesi, era il ritardo, non si poteva più presentare. E perciò sindrome petacciatese (una sola lista) ma nella variante montenerese. Non per mancanza di volenterosi candidati, ma per esclusione.
Nel pomeriggio un punto alla maggioranza: la Sottocommissione escludeva le due liste avversarie. Prevedibili i ricorsi al Tribunale amministrativo, che oggi ha dato ragione agli esclusi. Le due liste vanno riammesse, Simona Contucci non marcerà trionfalmente verso la riconferma a sindaca senza avversari.
Ma perché il Tar ha dato ragione ai candidati sindaci sfidanti Gaetano De Risio e Nicola Travaglini? Vale la pena di esaminare per sommi capi alcuni punti della sentenza emessa oggi, perché ripercorrono tesi che su Monteneronotizie si spiegano da giorni.
I due documenti sono pressoché identici nella parte più sostanziale, quella che qui si vuole riassumere. In particolare sono quattro i presupposti che hanno spinto i giudici del Tar Molise a ribaltare il verdetto della Sottocommissione elettorale. Eccoli.
a) "I presentatori della lista (...) erano già presenti all’interno dei locali comunali entro il termine (nel caso di specie le ore 12.00 del 25.4.2026) ex lege previsto per la presentazione delle liste".
A conferma di ciò è stata fondamentale la dichiarazione di due dipendenti comunali, i quali hanno messo un sigillo istituzionale a quanto da giorni anche su questa testata si ripeteva, essendo lì due nostri cronisti.
b) "La documentazione richiesta ai fini della regolare presentazione della lista risultava completa".
Difatti nel verbale della Sottocommissione era contestato solo l'orario e non anche altri elementi, come si era ipotizzato, ma anche vociferato, il pomeriggio del 25 aprile.
c) "Lo sforamento temporale rispetto a quello normativamente previsto è pari a soli (dodici minuti in un caso, venticinque nell'altro n.d.r.) e può, pertanto, ritenersi 'minimo'”.
Un fattore questo tenuto in considerazione anche dalla giurisprudenza sull'argomento: non è la stessa cosa arrivare alle 12:25 (specie se si è trovata la fila) oppure alle sei del pomeriggio.
d) "La concomitanza nel medesimo, e ristretto, arco temporale - tra le 11.30 e le 12.00 - dei presentatori di due liste elettorali all’interno dei locali del Comune e le esternazioni del segretario comunale, il quale, nel confermare di aver detto 'a mezzogiorno chiudete le porte, chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori, e chi esce non può rientrare', precisando che chi era già all’interno degli uffici avrebbe potuto continuare nella procedura di deposito della lista, ha ragionevolmente ingenerato un affidamento da parte dei presentatori della lista (...), presenti all’interno dei locali del Comune alle ore 12.00 e muniti della documentazione richiesta per la presentazione, di poter utilmente completare le operazioni concernenti la presentazione della lista, integrano ragioni eccezionali ed imprevedibili del pur esiguo ritardo, che non possono dirsi imputabili ai soggetti interessati".
Il Tar Molise, infine, si esprime anche sul cosiddetto favor partecipationis: “per quanto sia previsto un termine orario di scadenza per la presentazione delle liste elettorali (...), è tollerabile un ritardo rispetto a tale termine qualora: i presentatori si trovino nella sede comunale all'orario previsto; la documentazione sia completa; lo scostamento dell’orario sia minimo; (...) allo scopo di contemperare il carattere rigoroso del predetto termine e delle formalità che governano il procedimento elettorale con l’esigenza di massima partecipazione alla competizione elettorale, corollario del principio democratico che fonda lo Stato di diritto".
Sindrome petacciatese nella variante montenerese scongiurata, ci saranno tre liste alle comunali di maggio. La maggioranza uscente con una settimana di campagna elettorale di vantaggio. Santini già stampati e pubblicati sui social, sede in piazza affittata e tappezzata con gigantografie della sindaca uscente Contucci; data di presentazione già fissata. Per gli altri tutto da incominciare. Però non nascondono la soddisfazione di averla spuntata al Tar.
Immagine in alto realizzata con intelligenza artificiale
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