MONTENERO DI BISACCIA. Il nodo è sapere se l'esclusione sia dovuta al presunto ritardo nella presentazione oppure a errori di altro tipo. Un fattore parecchio importante per le due liste escluse dalle elezioni comunali di maggio. Sono Montenero futura, capeggiata da Nicola Travaglini, e Montenero dignitosa, guidata da Gaetano De Risio. Ieri mattina la presentazione, subito problemi, verso l'orario di cena è trapelata la notizia dalla Prefettura sull'irregolarità della documentazione necessaria. Di più non si sa, ma stando così le cose rimarrebbe in campo solo la lista della sindaca uscente Simona Contucci. Vittoria assicurata e tutti i candidati eletti, a patto di raggiungere il quorum.
Nel frattempo vale la pena di analizzare le due ipotesi citate in apertura sul perché la Sottocommissione elettorale circondariale abbia escluso ben due liste. Analisi fatta quando ancora non arriva agli interessati la comunicazione ufficiale che ne spiega i motivi, in base ai quali presentare l'eventuale ricorso e, in caso di accoglimento, partecipare alle elezioni.
Ipotesi ritardo. Le tre liste sono state presentate tutte ben oltre le undici di mattina, laddove il termine ultimo era alle 12:00. Ma occorre fare attenzione a un fattore: tutti i presentatori di lista erano dentro il municipio ben prima delle 12:00. Questo è il dato più importante da tenere presente.
I militanti della lista Montenero dignitosa (Gaetano De Risio) sono stati ininterrottamente in municipio almeno dalle 10.00. Questo perché hanno preparato la lista all'ultimo momento, raccogliendo le firme durante la mattina, molte intercettando conoscenti nella vicina villa comunale, oltre che con concitate e anche urlate telefonate a propri fidati.
Le sessanta firme necessarie sono state raccolte e portate in municipio prima delle 12:00. Due cronisti di Monteneronotizie erano lì fuori ad assistere, per poi entrare, precisamente alle 11:55. Qualche minuto dopo il "chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori". Tradotto: porte chiuse, nessuno può più entrare per presentare la lista. Ma erano già tutti dentro.
I presentatori della lista di Simona Contucci sono stati i primi a entrare nell'ufficio del segretario comunale e depositare gli atti. Dopo di loro quelli della lista di De Risio e nel frattempo erano da poco passate le 12:00. Uno dei loro presentatori era Nicola D'Ascanio, ex politico di lungo corso, che poco dopo ha riferito di aver intimato alla sindaca Contucci e all'assessore Nicola Marraffino di uscire dall'ufficio del segretario, dove si erano introdotti. Scopo dell'irruzione segnalare al segretario il fatto che fossero trascorsi i termini, oltre le 12:00 in sostanza. Secondo D'Ascanio (e non solo) l'importante è essere dentro prima dell'orario ultimo.
Ancora alcuni minuti dopo, pertanto poco prima delle 12:30, hanno presentato anche i rappresentanti di Nicola Travaglini. Anche loro erano dentro il municipio da circa mezzora prima delle 12:00.
Il seguito è fatto di urla sentite fuori dal municipio, almeno fino a quando la finestra non è stata chiusa. Poco dopo è uscita la sindaca Contucci.
Lì fuori componenti e sostenitori della maggioranza si dicevano convinti che gli avversari avessero presentato in ritardo le liste. Il che, se vero, significa esclusione dalla competizione elettorale.
Cosa dice la giurisprudenza in merito. Sono in particolare due sentenze del Consiglio di Stato, raccolte in un documento pubblicato dal Ministero dell'Interno, a spiegare che conta l'orario di ingresso, non quello di effettiva presentazione. Anche nel caso che il ritardo fosse dovuto al rilascio dei certificati elettorali dei firmatari, come può essere quello della lista di Gaetano De Risio. "Il superamento, per alcuni minuti, del termine per la consegna della lista elettorale, dovuto a un ritardo nella consegna, da parte del Comune, dei certificati elettorali a causa del cattivo funzionamento dei macchinari, non costituisce motivo sufficiente per l’esclusione della lista stessa dalla competizione elettorale" (Consiglio di Stato, Sezione quinta, decisione 12 aprile 2001, n. 2297).
Ed è sempre la stessa suprema Corte amministrativa a chiarire che conta entrare in orario, non effettivamente consegnare. "Non può costituire presupposto per una valida esclusione della lista un breve ritardo nella presentazione stessa non imputabile al presentatore della lista, bensì alle modalità di ricevimento, condizionate da fattori accidentali, di cui non può farsi carico il presentatore che risulti presente nei locali dove deve avvenire la presentazione al momento della scadenza del termine di legge" (Consiglio di Stato, Sezione quinta, decisione 4 marzo 2002, n. 1271).
Adattato al contesto montenerese: le due liste escluse erano dentro ben prima delle 12:00, ma hanno presentato poco dopo perché gli uffici erano impegnati.
Se il motivo dell'esclusione da parte della Sottocommissione fosse questo, sembrano essere ben fondati i motivi di ricorso. Mentre cambiano le cose se ci sono altre ragioni, come errori nella documentazione, nella raccolta firme ecc. Si scoprirà solo quando arriverà la comunicazione agli interessati, i quali sembrano decisi a tentare la via del ricorso per partecipare alle elezioni comunali di maggio.
Immagine in alto generata con intelligenza artificiale
Link al documento del Ministero dell'Interno

