MONTENERO DI BISACCIA. Non bisognerà attendere che qualche giorno per conoscere il destino delle elezioni comunali. E sapere se la sindrome montenerese evolverà nella lista unica oppure no.
I ricorsi presentati per chiedere la riammissione delle liste escluse si muovono su due binari paralleli: Commissione elettorale circondariale e Tribunale amministrativo regionale. A quest'ultimo è già stato presentato il ricorso da una delle due liste escluse (capeggiate da Gaetano De Risio e Nicola Travaglini), l'altra dovrebbe farlo oggi. Una delle due, inoltre, ha inoltrato l'istanza anche alla Commissione elettorale.
Argomento della contesa è l'esclusione dalla competizione elettorale del 24 e 25 maggio, quando si deciderà il rinnovo di sindaco e Consiglio comunale. Le liste sono state presentate sabato 25 aprile, ma due sono state escluse perché depositate poco dopo le 12:00. Eppure i delegati erano in municipio da prima, questo il nodo della questione, in punto di diritto, purché sia dimostrabile.
Visti i tempi ristretti, e la necessità di avviare la campagna elettorale, le risposte dovranno necessariamente arrivare molto presto. In particolare il Tar è tenuto a riunirsi entro tre giorni dal deposito ed emettere la sentenza il giorno stesso. Ne deriva che la prima decisione dovrebbe arrivare al massimo entro lunedì 4 maggio, considerando che in mezzo ci sono vari festivi, come il 1 maggio e un fine settimana. L'altro ricorso, se presentato oggi, dovrebbe avere identica tempistica. Si saprà pertanto se le due liste saranno state riammesse o meno. Non dovessero andare a buon fine i ricorsi, gli interessati hanno fatto capire di voler andare avanti e tentare anche la carta del successivo grado di giudizio, il Consiglio di Stato.
Ad ambedue le liste, di Nicola Travaglini come di Gaetano De Risio, è unicamente contestata la consegna in ritardo. Si evince infatti dal verbale redatto dalla Sottocommissione circondariale che tutti gli altri adempimenti sono in regola. Numero di firme, requisiti dei firmatari, correttezza nelle generalità dei candidati, rispetto delle quote maschi-femmine, consegna programma amministrativo, certificati ecc. Un lungo elenco riportato minuziosamente, specificando la regolarità di ogni singola voce. Tranne una, indicata per ultima: "la lista è stata presentata oltre il termine di presentazione delle liste e candidature previsto dall’art. 28, ottavo comma, e dall’articolo 32, ottavo comma, del testo unico n.570/1960".
Un fattore che ha spinto la Sottocommissione ad escludere due delle tre liste in campo. Finisse così, rimarrebbe un'unica scelta sulla scheda, la lista della sindaca uscente Contucci. Sindrome petacciatese, lista unica, ma con variante montenerese: non perché nessuno si è presentato, ma per inciampi burocratici. Ma davvero sono state presentate in ritardo le liste? Persone di provata esperienza elettorale come Gianluca Monturano per Montenero dignitosa e Nicola Travaglini per Montenero futura commettono leggerezze simili? Possibile che siano arrivati in municipio dopo le 12:00 sapendo benissimo che così sarebbero stati fatti fuori? Limitatamente a quest'ultima domanda la risposta è no, i loro delegati erano in municipio ben prima.
E sono ben tre sentenze del Consiglio di Stato (come evidenziato in precedenti articoli) a sancire che un ritardo di pochi minuti nel deposito, se non dovuto ai presentatori e se gli stessi sono entrati prima del termine nella sede preposta, non porta all'esclusione. Detto più facile: basta entrare prima delle 12:00, avere la documentazione a posto e aspettare il proprio turno. Ancora più semplice? Se il personale comunale è impegnato a trovare certificati che spetta al Comune produrre, e se questo comporta un ritardo, non è colpa dei candidati.
Se così stanno le cose, perché tanto trambusto? Perché, al momento, sono fuori dalla disputa De Risio e Travaglini? Come al solito la vicenda è più complicata di quanto sembra.
Ambedue i delegati delle liste erano in municipio prima delle 12:00. Lo possono riferire decine di persone che erano lì (due cronisti di Monteneronotizie compresi), come la richiesta di alcuni documenti agli uffici comunali. Ed è stata probabilmente la produzione di queste carte a far sforare nei tempi, tant'è che Montenero dignitosa ha depositato alle 12:12 e Montenero futura poco dopo, arrivato il suo turno.
Un ritardo di pochi minuti non dovuto a inadempienze dei presentatori, come sancisce il Consiglio di Stato. Così sembrerebbe, perché l'evidenza è che sul verbale arrivato poco dopo a Termoli, in sede di Sottocommissione circondariale, si rileva solo che le liste sono state consegnate oltre il termine. Tant'è che la notizia dell'esclusione, trapelata già la sera stessa, è stata accolta con incredulità dagli interessati. Al punto che inizialmente si sono chiesti se fossero loro sfuggiti altri errori, essendo sicuri e tranquilli sul fattore orario. In tal senso, come la lista di Gaetano De Risio ha spiegato in un comunicato, sarebbero stati rassicurati dallo stesso segretario comunale. Poco dopo la doccia fredda.
Una vicenda che si tinge di giallo anche per un altro motivo e precisamente l'irruzione della sindaca Simona Contucci e dell'assessore Nicola Marraffino. A raccontare l'episodio, qualche minuto dopo l'accaduto, è stato Nicola D'Ascanio, uno dei delegati della lista Montenero dignitosa. A confermarlo il citato comunicato uscito qualche giorno dopo. Prima cittadina e assessore sarebbero entrati nella stanza durante il deposito dei documenti, contestando "con modalità e toni accesi" il superamento dei termini di presentazione. D'Ascanio ha riferito di averli cacciati dalla stanza, non avendo nessun titolo per essere lì in quel momento.
Poco dopo i rappresentanti delle due liste sono andati via, mentre la sindaca Contucci era ancora in municipio. Intorno alle 13:00 dalla piazzetta antistante il municipio si sono sentite grida provenire dall'ultimo piano. Lo stesso dove era stato attrezzato anche l'ufficio per presentare le liste. Chi gridava deve essersi accorto di destare curiosità e per questo la finestra è stata chiusa.
Poco dopo la Contucci è uscita dal municipio e si è unita al gruppo di suoi sostenitori e candidati in piazza Giovanni XXIII. Non era difficile, per chi stava nei paraggi, ascoltare già commenti sul ritardo delle altre due liste. Difficile che non sapessero, se non tutti quasi, che la conseguenza, in tali casi, è l'esclusione, una sola lista e pertanto la sindrome petacciatese. Variante montenerese.
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