MONTENERO DI BISACCIA. Aspettando l'esito dei ricorsi che contano maggiormente, arriva un nuovo episodio per la sindrome montenerese. Bocciato il primo ricorso per la riammissione di una delle due liste escluse. Va però considerato che è stato presentato alla stessa figura istituzionale che aveva bocciato in prima battuta. Come chiedere al vigile che ha multato di stracciare la sua contravvenzione.
Per la lista di Nicola Travaglini arriva una prima battuta di arresto, ma non al Tar, particolare cui va prestata attenzione. A ribadire che non deve prendere parte alle elezioni comunali di maggio è di nuovo la Sottocommissione circondariale che si è espressa il 25 aprile. Composta dai tre medesimi componenti, due donne e un uomo, che hanno ritenuto fatale il ritardo nella presentazione.
Un ricorso che non ha nulla da spartire con quello giuridicamente più rilevante, al Tribunale amministrativo, presso il quale sia Travaglini sia l'altro candidato sindaco escluso, Gaetano De Risio, si sono appellati. La discussione è prevista per domani almeno per una delle due liste, si vedrà se per entrambe.
A loro sfavore l'orario registrato dal segretario comunale di presentazione: 12:12 e 12:25, a fronte di un termine che prevede non si debba andare oltre le 12:00. Dal canto loro gli esclusi fanno osservare che si trovavano in municipio da ben prima e che il ritardo è stato dovuto ad adempimenti burocratici degli uffici, produzione di documenti, non imputabili a loro. Ciò che prevede anche la giurisprudenza specifica, in particolare con tre sentenze del Consiglio di Stato: se si è dentro prima delle 12:00, il ritardo è lieve e non dipende dai presentatori, è tutto regolare.
Invece a Montenero, il giorno della Liberazione, qualcosa non è andato come previsto. E c'è stata persino un'irruzione della sindaca Simona Contucci e dell'assessore Nicola Marraffino. Secondo quanto riferito dai presentatori – e come si evince anche nel testo del ricorso al Tar – i due sono entrati all'improvviso nell'ufficio del segretario comunale, lamentando il ritardo rispetto ai termini. L'ex politico Nicola D'Ascanio, uno dei delegati della lista Montenero dignitosa, ha riferito di averli cacciati con decisione. La lista di Travaglini, Montenero futura, è stata presentata ancora alcuni minuti dopo, arrivato il suo turno. Ambedue erano in municipio prima delle 12:00: una perché ha raccolto le firme all'ultimo e chiesto documenti in extremis, l'altra è stata vista entrare alle 11:30. Alle 12:00 in punto, così sul ricorso al Tar di entrambe le liste, il municipio è stato chiuso. Chi era dentro era dentro, chi era fuori non poteva più entrare.
Quanto basta per dimostrare che si era perfettamente nei termini di legge per gli esclusi; di avviso opposto la Sottocommissione che poco dopo ha esaminato i verbali e, ieri, bocciato di nuovo. Il segretario comunale è stato interpellato dalla Sottocommissione (nota 27361 del 28/04/2026) e lo stesso ha risposto (nota 27447 del 28/04/2026) nel seguente modo: "Alle ore 12:00 osservavo ancora una volta l'assenza di qualsivoglia soggetto in attesa di essere ricevuto (…) alle ore 12:25, i ricorrenti – lista elettorale Montenero futura – presentavano la documentazione al sottoscritto, giusto verbale prodotto dalla Sottocommissione elettorale (…)".
Dichiarazioni in netto contrasto con quelle della lista esclusa: nel ricorso al Tar indica che i suoi delegati sono arrivati in municipio alle 11:30 e subito hanno richiesto i certificati elettorali. Avviato l'iter per la presentazione, in sostanza, ben prima delle 12:00. Il giallo della sindrome montenerese continua.
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