MONTENERO DI BISACCIA. All'inaugurazione dello sportello nel suo paese arriverà certo più tranquillo dopo l'endorsement di ieri in Consiglio regionale. Teresio Di Pietro non è incompatibile con l'incarico in Sviluppo Italia perché non più segretario regionale Udc almeno dal 2019. Che da allora si sia più volte presentato pubblicamente in quella veste è evidentemente un dettaglio.
La parola fine a una querelle che si trascina da un anno è arrivata ieri in Consiglio regionale del Molise, dove Vincenzo Niro ha risposto all'interpellanza del collega di minoranza Roberto Gravina.
Questi, difatti, ha sollevato l'anno scorso il tema dell'incompatibilità di Teresio Di Pietro quale membro del Consiglio di amministrazione di Sviluppo Italia. Si tratta di un'agenzia a partecipazione regionale che si occupa di sviluppo economico, assistenza alle aziende ecc. I suoi membri sono di squisita nomina politica: se al potere c'è il centrodestra si scelgono nello scacchiere conservatore (come Teresio Di Pietro), a parti inverse succede il contrario.
I problemi sono nati quando Gravina ha fatto osservare che in quanto segretario dell'Unione di centro era incompatibile. A sancirlo il regolamento dell'avviso pubblico e anche il modulo di domanda compilato dai singoli candidati. Per poter essere scelti, difatti, occorreva: "non aver rivestito negli ultimi due anni cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali (...)".
A quel punto non è stato difficile, per Gravina come per Monteneronotizie, trovare persino sul sito del partito foto e articoli in cui Di Pietro era presentato come segretario regionale dell'Udc. Tuttavia la denuncia del consigliere di minoranza è finita in un nulla di fatto, poiché è stato inserito nel Consiglio di amministrazione di Sviluppo Italia. Per lui 15.000 euro lordi l'anno. A carico dei contribuenti, è inteso.
A sistemare tutto un documento dell'Udc nazionale, nel quale è stato dichiarato che non era più segretario regionale. Allora chi era (ed è)? Mistero, ma occorre arrivarci per gradi.
Il 13 settembre 2025 c'è stato il congresso nazionale Udc a Roma, dove Teresio Di Pietro non solo è andato in giro, ma si è fatto fotografare con il pass che lo indicava quale "segretario regionale". Tant'è che poco dopo ha partecipato ai lavori e si è messo in posa per la foto di gruppo accanto ai "colleghi" di tutta Italia, oltre che al gotha nazionale Udc.
Due giorni dopo inviamo una mail alla segreteria nazionale di partito, chiedendo chi fosse il loro rappresentante in Molise. Non è arrivata nessuna risposta, ma da alcune fonti abbiamo saputo che la mail è giunta a destinazione.
Si arriva così al Consiglio regionale di ieri, andato in scena come di consueto a Campobasso. La risposta di Vincenzo Niro a Roberto Gravina è stata lunga e articolata, corredata di norme e dati. Ma la parte più interessante è probabilmente la seguente, poiché risponde al particolare della segreteria di partito e conseguente incompatibilità. "L'avvocato Di Pietro all'atto della presentazione della propria manifestazione di interesse aveva dichiarato di essere stato rieletto dagli iscritti dell'Udc del Molise nel congresso tenutosi nel dicembre del 2016. A mente dell'articolo 16 dello statuto del partito, tale carica aveva durata biennale e quindi dal 2016 al 2018. In pratica è ovviamente cessata anche quella nomina, prorogabile al massimo di un ulteriore anno in casi particolari, quindi saremmo potuti arrivare: 2016, 2018, 2019. (...) superati i termini così prorogati gli organi decadono automaticamente. (...) l'avvocato Di Pietro non aveva e non ha alcuna incompatibilità avendo terminato il suo incarico di segretario regionale a dicembre del 2019".
Niro ha detto la sua anche sulla presenza del sito dell'Udc di foto e articoli ben oltre il 2019, dove compariva (e compare) come segretario regionale: "Il fatto che ancora il sito risulti non aggiornato (...) è un fatto gestionale che ricade in mano a chi è il manutentore del sito. Ivi compreso il sedere in un congresso come semplice iscritto, come uditore, non significa che c'è una causa di inconferibilità perché uno è componente di un partito".
Provando a tradurre: aver indossato il pass di segretario regionale al congresso nazionale è stato un escamotage per entrare dappertutto? Come quelli che si procurano un lasciapassare prima del concerto per farsi le foto con il cantante preferito?
Inoltre, la mancata risposta alla nostra mail, ma anche il fatto che in questi anni in diverse occasioni sia stato ancora indicato segretario, significa che la carica è dal 2019 vacante? Mistero.
Passando dal capoluogo regionale al paese di Teresio Di Pietro, Montenero di Bisaccia, è di due giorni fa la notizia che aprirà uno sportello di Sviluppo Italia. La sede individuata è l'ex caserma dei Carabinieri, da qualche anno sede del Comando di Polizia locale, oltre che di associazioni varie. Una stanza sarà concessa alla Regione Molise, che attraverso lo sportello potrà "raggiungere in maniera capillare gli imprenditori", si legge nella delibera di giunta comunale. Un qualcosa che farà "avvicinare la pubblica amministrazione ai cittadini anche nelle aree marginali della regione, aumentando così la possibilità di utilizzo delle opportunità derivanti dalle policy pubbliche".
Chissà, all'inaugurazione potrebbe partecipare anche Teresio Di Pietro, fare gli onori di casa, spiegare in quanto membro del Cda cosa potrà fare per le imprese lo sportello. Facendo attenzione a non farsi scappare nulla sulla segreteria Udc.
Immagine in alto: Teresio Di Pietro, foto elaborata digitalmente con intelligenza artificiale
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Link al video del Consiglio regionale del 17 marzo 2026