MONTENERO DI BISACCIA. Il vano tentativo di rimetterlo su è costato tremila euro, di cui mille alle casse comunali, il resto a una compagnia di assicurazione. Torna a far parlare di sé il dissuasore idraulico in piazza a distanza di mesi dalla probabilmente definitiva rimessa sottoterra. È datata 15 settembre ma è uscita oggi sull'albo pretorio la determina che assegna il risarcimento a una delle macchine vittime del pistone killer. Mille euro, il che significa non superare il limite di franchigia e, pertanto, a sborsarli sarà il Comune e non l'assicurazione.
Una cifra che sommata all'altra fa arrivare a tremila euro il "danno" complessivo. Se a vedersi spaccata la base del motore fossero stati mezzi più nuovi e costosi, anziché due vecchie Fiat Stilo e Lancia Dedra, sarebbe andata in maniera ben più onerosa. E difatti a far discutere, nella vicenda pistone di piazza Giovanni XXIII, non è tanto il danno economico, quanto il racconto di come siano andate le cose e, per certi versi, l'insistenza degli amministratori comunali. Poi scontratasi con la realtà e sconfitta dalla stessa.
Il pistone idraulico per regolare l'accesso alla piazzetta davanti alla chiesa fu installato nel 2009. Era stata appena ristrutturata l'area e si pensò a un dissuasore idraulico a scomparsa che, tramite radiocomando, potesse essere abbassato per far passare chi avesse regolare permesso (residenti, carro funebre, carico e scarico merci ecc.). Tuttavia, che qualcosa non andasse per il verso giusto, fu notato subito, tant'è che il pistone non fu messo in funzione.
E così perdurò per sedici anni, fino all'autunno 2024. Due sindaci dopo, in sostanza, l'amministrazione comunale decideva che quell'arnese dovesse funzionare. La determina emessa a novembre di due anni fa specificava che "il dissuasore mobile a scomparsa non è mai entrato in funzione per l’assenza di alcuni elementi che ne consentissero il funzionamento in totale sicurezza". Un documento che sanciva l'avvio di una procedura che consisteva in lavori di manutenzione, acquisto di telecomandi, fotocellule, collaudo ecc.
Durante l'estate 2025 i telecomandi sono arrivati e poco dopo è stato finalmente attivato il pistone. Lo stesso di fronte al quale, prima di Simona Contucci, si erano arresi Nicola Travaglini e Giuseppe D'Ascenzo (quest'ultimo lo aveva installato a fine mandato).
Eppure è bastato aspettare qualche settimana per avere i primi segnali che non tutto andasse così liscio. Oppure che andasse troppo liscio, visto che ogni volta c'era grande dispersione a terra di olio.
La prima vittima accertata è stata una Lancia Dedra che, con i suoi oltre seicentomila chilometri, era ancora perfettamente funzionante. 13 ottobre 2025: il conducente ha trovato il pistone abbassato ed è entrato in piazza Giovanni XXIII. In quel momento il dissuasore si è rialzato e ha spaccato quel che poteva sotto il muso della vecchia Dedra. Olio a terra, carro attrezzi, curiosi accorsi da ogni dove, un articolo su Monteneronotizie e divisione dell'opinione pubblica. Da una parte chi focalizzava l'attenzione sul fatto che non fosse autorizzato a entrare, dall'altra chi notava – già allora – che le fotocellule non dovevano funzionare granché, se non si erano accorte in tempo che arrivava un mezzo. Avrà ragione la seconda fazione, mentre dal Palazzo dirimpetto (il municipio è proprio lì davanti) non risulta ci sia stato, in quella fase, un minimo dubbio sulla validità del sistema.
La seconda vittima accertata ha segnato un cambio di passo deciso. 26 novembre 2025: il pistone non si è premurato di rialzarsi mentre passava una Fiat Stilo e come al solito ha spaccato quello che ha potuto. L'auto era condotta da una signora residente, quindi autorizzata. Il pistone era abbassato perché era entrata un'altra macchina e, ormai diventava evidente, il sistema di fotocellule si attivava in ritardo. O meglio, i sensori erano troppo vicini. Tant'è che noi di Monteneronotizie abbiamo avviato una mini inchiesta e dimostrato, manuali dei costruttori alla mano e foto di altri dissuasori in altre città, che le fotocellule devono stare ad almeno un metro dal pistone. Viceversa, quando arriva il comando che lo fa rientrare, la coppa dell'olio è già rotta. La dimostrazione plastica a Montenero.
Il cambio di passo, in questo caso, arriva perché il marito della signora ha chiesto al Comune il risarcimento danni. Ma prima si è assistito a un teatrino idraulico-politico: il pistone è stato attivato, staccato, sono seguite discussioni in maggioranza, infine è stato abbassato definitivamente, con qualche malumore nelle stanze del potere. Nel periodo di Natale 2025 per esempio è rimasto giù, ma è stato rialzato a inizio anno. Le solite voci di corridoio volevano che in maggioranza ci fossero due linee: una rassegnata di fronte all'evidenza (se spacca le macchine...) e l'altra decisa a lasciare il dissuasore attivo.
Finché, dal 26 gennaio 2026, il pistone non è rimasto definitivamente nelle viscere della congiunzione fra le piazze della Libertà e Giovanni XXIII. A convincere anche i più irriducibili sostenitori del pistone killer sarebbe stata la visita del perito dell'assicurazione: consapevoli che c'era da risarcire, che si aveva torto, deve essere diventato più facile in maggioranza convincere i pistonisti più irriducibili.
A rimarcare la sconfitta per gli amministratori comunali arrivava, nel febbraio 2026, anche un'altra richiesta di risarcimento: quella del proprietario della Lancia Dedra. I contenziosi diventavano due e si risolvevano uno ad aprile (2000 euro per la Stilo), l'altro in questi giorni (1000 euro).
In questo ultimo caso, come detto, non pagherà l'assicurazione ma il Comune, non superando l'importo la franchigia stabilita dalla polizza.
Si è fatto cenno più volte a "vittime" accertate perché oltre ai due episodi citati (e risarciti) ce ne sono stati altri due, con danni parecchio minori, che non hanno sporto denuncia. I malcapitati ne hanno parlato con Monteneronotizie, non anche con il Comune, il che li rende ufficiosi e non ufficiali. Ma sono avvenuti.
Cosa resta quando è passato un anno? Restano l'errore iniziale del 2009 (le fotocellule troppo vicine), ma anche l'insistenza dei pistonisti del 2025, fermata solo dall'incombenza delle batoste risarcitorie. E restano i quattro bassi paletti delle fotocellule che ancora emergono dal suolo e sui quali, riferisce qualche lettore, è capitato che passanti abbiano battuto gli stinchi. Dopo le coppe dell'olio capiterà di risarcire la tibia a qualcuno?
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Il manuale di installazione di un dissuasore trovato in rete