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Risarcita l'auto spaccata dal pistone killer in piazza: cittadino vince battaglia

Il dissuasore idraulico torna in letargo dopo aver colpito quattro volte in pochi mesi, infine la rassegnata decisione dell'amministrazione di farlo tornare giù, com'è stato per 16 anni

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MONTENERO DI BISACCIA. Ci fosse capitata un'auto più nuova, o peggio di lusso, il risarcimento sarebbe stato ben superiore a duemila euro. Ma se non altro la cifra chiude il capitolo pistone killer di coppe dell'olio in piazza.
Porta la data del 23 aprile il bonifico ricevuto da un cittadino, la cui moglie è transitata sul dissuasore idraulico all'ingresso di piazza Giovanni XXIII. A emetterlo la compagnia di assicurazione con cui l'amministrazione comunale ha stipulato una polizza. Una vicenda iniziata nel novembre scorso, quando una signora con regolare autorizzazione, e munita di telecomando fornito dal Comune, stava entrando con la sua Fiat Stilo nella piazzetta davanti alla chiesa. Ha abbassato il pistone, ma ha dovuto aspettare un furgone che stava uscendo da un parcheggio. Secondi di attesa fatali: il dissuasore si è rialzato mentre passava, spaccando di tutto nella parte inferiore dell'avantreno. Olio a terra, carro attrezzi e un particolare che ha differenziato questo incidente dai tre precedenti: il marito ha chiesto di essere risarcito del danno subìto. E ci è riuscito, come attesta la ricevuta del bonifico pubblicata a corredo di questo articolo.
Ma arrivare al risarcimento, ma soprattutto alla consapevolezza che quel pistone va tenuto giù, è stato più complicato. Una materia a cui Monteneronotizie ha dedicato un'inchiesta in diretta e ad animarla è stata una domanda iniziale: se il dissuasore a scomparsa è stato installato nel 2009 perché non è mai entrato in funzione? Infatti solo sedici anni e due sindaci dopo il meccanismo per limitare il transito nella piazzetta è stato messo in funzione. Per tutto quel tempo è rimasto nelle viscere della terra, tanto che quasi nessuno sapeva che vi fosse. Allora, perché è rimasto giù?
Una risposta può arrivare proprio dalla frequenza di incidenti che ha causato una volta attivato. Quattro in pochi mesi, dall'estate all'autunno 2025. Due casi sono conosciuti anche al Comune, poiché ci sono stati danni seri alle autovetture ed è stato necessario il trasporto con carro attrezzi, oltre che pulire l'olio versato sull'asfalto. Altri due sono stati confidati a Monteneronotizie e i danni sono stati in un caso molto limitati, nell'altro si è rotto lo spoiler. Non è stata sporta denuncia.
In tutti i quattro casi il problema è sempre stato lo stesso: i sensori ai lati del pistone non hanno fatto in tempo a far ritrarre lo stesso, tanto che c'è stato l'urto.
Per dimostrarlo noi di Monteneronotizie siamo andati sul posto armati di strumenti di misurazione, dimostrando che le fotocellule si trovavano (e si trovano) a soli trenta centimetri. Abbiamo anche scovato in rete il manuale di un costruttore, che indicava in almeno un metro tale distanza. Questo per dare il tempo al dissuasore di rientrare in caso di passaggio accidentale oppure ritardato per qualche motivo, come nel caso della signora poi risarcita.
Nel frattempo un lettore inviava le foto scattate in una città del Nord Italia, dove un dissuasore molto simile era equipaggiato di sensori ben più distanti rispetto a Montenero. 
Riepilogando: almeno due incidenti documentati, più due "taciuti", ma solo uno ha ingaggiato una battaglia con l'amministrazione comunale. La stessa, è trapelato, era divisa al suo interno, fra chi si ostinava a voler tenere in funzione il pistone con già all'attivo due auto massacrate, e chi invece propendeva per lasciarlo giù. Come in fondo avevano fatto i predecessori, compresi quelli che avevano ristrutturato piazza Giovanni XXIII e mai attivato il pistone. Forse perché consapevoli che i sensori erano inefficaci, posti così vicini.
La divisione interna all'amministrazione si è ripercorsa sul pistone, manco a dirlo: nel periodo dicembre 2025-gennaio 2026 è stato un po' su, attivato, un po' giù. Nel periodo di Natale inattivo, poi riattivato per un po', infine lasciato definitivamente giù intorno alla metà di gennaio. Presumibilmente fra i mugugni della parte di amministratori favorevole al suo uso e il sollievo degli altri. Perché la richiesta di risarcimento era sempre lì. E difatti dopo perizie, preventivi, osservazione sul posto ecc. la pratica è infine stata archiviata in questi giorni, con la somma di duemila euro a parziale copertura del danno causato alla vecchia Fiat Stilo.
Il dissuasore intanto è stato rimesso a riposo, a riprendere un sotterraneo letargo già durato sedici anni. Chiuso in una scatola d'acciaio assieme ai suoi trofei: due coppe dell'olio, uno spoiler anteriore e un graffio sul paraurti. E chissà, forse avrebbe preferito scassare un'auto più costosa intuendo che lo avrebbero rinchiuso di nuovo.
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Il manuale di installazione di un dissuasore trovato in rete
In basso alcune immagini del pistone, con la chiazza di olio subito dopo uno degli urti; ricevuta del bonifico per il risarcimento


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