Caso Ilaria Forgione: udienza il 6 luglio, verdetto forse in giornata

Per la morte della giovane in un incidente è accusato il convivente. A suo carico test dell'alcol e velocità eccessiva

La Redazione
22/06/2026
Cronaca
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LARINO. La data inizialmente fissata era per oggi, ma per ragioni tecniche è slittata al 6 luglio. Arriva alla fase processuale il caso di Ilaria Forgione, venticinquenne incinta all'ottavo mese morta in un incidente stradale il 28 settembre scorso lungo la Provinciale 55. Si tratterà di stabilire se il fidanzato Alex D'Angelo, trentenne di Campobasso che era alla guida, sia colpevole o meno di omicidio stradale pluriaggravato. Questa l'accusa ai suoi danni formulata dalla Procura di Larino.
Quel tardo pomeriggio di settembre, Ilaria aveva festeggiato il suo compleanno e tornava da San Salvo a bordo di una Golf, condotta dal convivente, mentre sul sedile posteriore c'era un minore. La giovane è deceduta sul colpo, dopo che l'auto ha urtato violentemente contro un pozzetto dell'irrigazione, divellendolo. Il mezzo è volato per diversi metri, finendo la corsa sul terreno, con direzione inversa rispetto all'originario senso di marcia, e capovolta su un lato. 
Feriti il conducente e l'altro ragazzo, si è subito capito che non c'era niente da fare per Ilaria Forgione. Sul posto i soccorsi del 118, i Vigili del fuoco di Termoli e i Carabinieri della locale stazione.
A carico di Alex D'Angelo la Procura di Larino ha avviato un'indagine con l'accusa di omicidio stradale pluriaggravato. A peggiorare il quadro indiziario la positività all'alcol test del trentenne e, una volta terminate le perizie tecniche, l'accertamento che la velocità del mezzo fosse di parecchio superiore a quella consentita: 120 chilometri all'ora contro il limite fissato in loco a 50. 
La difesa, affidata all'avvocata Anna Cerbone del Foro di Napoli, ha subito impostato la propria linea sulla scelta del rito abbreviato. Ciò che si traduce in una fase processuale più veloce e, in caso di condanna, dello sconto di pena di un terzo per D'Angelo.
Questi si trova ancora agli arresti domiciliari dalla metà di ottobre, ma può usufruire di permessi per lavorare e, fa sapere la legale, anche per visitare occasionalmente la tomba della compagna nel cimitero di Montenero di Bisaccia. Ad assistere legalmente la famiglia di Ilaria Forgione, la parte civile, è l'avvocato Stefano Sabatini. Una strategia, la loro, improntata alla massima fiducia verso il lavoro della Procura.
Lo spostamento della causa al 6 luglio è stato dovuto a ragioni puramente tecniche, ossia il fatto che sia stato chiesto, e accettato, il giudizio abbreviato. La data originaria del 22 giugno era quella del rito ordinario.
Il processo dovrebbe svolgersi in tempi molto veloci. Il giorno stesso, difatti, è prevista la requisitoria del Pubblico ministero e la discussione della tesi difensiva. A quel punto il Giudice per le indagini preliminari dovrà emettere la sentenza che, almeno nel dispositivo, potrebbe conoscersi lo stesso giorno.
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