MONTENERO DI BISACCIA. Pare che la decisione sia arrivata dopo un conflitto interiore nella maggioranza. Conflitto interiore diverso dall'espediente narrativo che rende avvincenti racconti e romanzi. Qui il romanzo parla di un dissuasore che, dopo aver scassato la quarta macchina, pare essere stato messo finalmente a riposo. Come in fondo già c'era da quindici anni, poiché si sapeva che qualcosa non andasse. Sempre che ora possa dirsi concluso il capitolo dissuasore idraulico in piazza che rompe le macchine. Intanto è fermo da due settimane. E abbassato è stato anche durante il periodo natalizio. Poi rialzato. Dal 26 gennaio di nuovo abbassato e, secondo indiscrezioni, stavolta è per sempre. Un conflitto interiore all'amministrazione comunale, come detto.
Il pistone idraulico che impedisce l'accesso ai non autorizzati si trova in piazza Giovanni XXIII. Interrato in occasione della ristrutturazione dell'area, nel 2009, ma mai usato fino all'anno scorso. Questo "per l’assenza di alcuni elementi che ne consentissero il funzionamento in totale sicurezza", le virgolette non sono casuali: è scritto così nella determina che, nel novembre 2024, dava il via libera alla sua messa in funzione, in pratica la sua inaugurazione, dopo alcune operazioni di manutenzione (già), acquisto telecomandi per i residenti, collaudo ecc.
I telecomandi arrivano durante l'estate 2025, sono consegnati ai residenti o esercenti che hanno un'attività in piazza Giovanni XXIII. Basta schiacciare il pulsante, far abbassare il pistone e passare. Nel caso qualcuno si trovi a transitare mentre si sta rialzando ci sono le fotocellule che gli ordinano di tornare nelle viscere della piazza. Semplice? Mica tanto, se la prima vittima arriva ben presto.
Passa un'auto, chi segue arriva mentre il pistone sta risalendo (lo ha visto abbassato) e si accorge a danno fatto che avrebbe dovuto aspettare: rotto lo spoiler anteriore. Non è un residente, ma ha un permesso provvisorio e pare non abbia protestato presso il Comune. Ma già qui si evidenzia una potenziale criticità: quando le fotocellule hanno avvertito la presenza di un mezzo il pistone aveva già colpito.
È invece ottobre quando fa più danno: una Lancia Dedra, con all'attivo settecentomila chilometri, si vede spaccata l'ancora immacolata coppa dell'olio. Non è guidata da un residente, non dovrebbe passare, ma lo fa perché reduce da un intervento, cammina con difficoltà e con le stampelle. Trova il pistone abbassato perché prima di lui è passata un'altra macchina, autorizzata. Il dissuasore si rialza mentre col muso vi è arrivato sopra; i sensori – ancora – non sono stati "tempestivi". Eh, però non era autorizzato! Dirà più di qualcuno, finché un mese dopo il pistone non devasta l'avantreno di una macchina, dal rivestimento alle parti meccaniche. È condotta da una donna, che è residente eccome; è arrivata con alcuni secondi di troppo perché ha dovuto aspettare che uscisse da un vicino parcheggio un furgone. Transita mentre il pistone si rialza e patatrac: quattromila euro di danno. L'auto è vecchia, sì, ma intanto "portava a cavallo", per dirla alla montenerese, e lo avrebbe fatto ancora a lungo a quanto pare.
Si scopre che ancora un'altra auto, di un residente, ha subito la stessa sorte, sebbene con danni molto limitati. Ed è a questo punto che succede l'imponderabile: il proprietario dell'ultima vittima del pistone killer reagisce e presenta regolare denuncia all'assicurazione del Comune.
Intanto escono altri nostri articoli, compreso quello in cui si evidenza che i sensori sono troppo vicini, non fanno in tempo ad "avvisare" il dissuasore e farlo tornare giù. Quando avvertono la presenza di un'auto, questa è già sul pistone.
Andiamo sul posto armati di flessometro con banda di acciaio, che non si flette nel dimostrare che ci sono solo trenta centimetri. Troviamo in rete il manuale di un produttore, che indica in almeno un metro tale distanza. Un lettore invia foto di dissuasori in una città del Milanese: sono ben più lontane dal pistone le fotocellule.
Tornando a Montenero, a questo punto secondo indiscrezioni comincerebbe il conflitto interiore nella maggioranza. Convincersi che aveva ragione chi lo aveva tenuto abbassato per tanti anni, probabilmente proprio perché i sensori erano stati piazzati male dall'inizio? Non si sa, mentre è certo che comincia una sorta di tira e molla, di su e giù come cantavano i Vernice negli anni Novanta. Nel periodo natalizio inattivo, poi riattivato a inizio 2026. Voci di corridoio vogliono che alcuni amministratori comunali vorrebbero abbassarlo per sempre, qualcun altro insiste affinché sia invece lasciato attivo.
Nel frattempo il perito dell'assicurazione visita la buon'anima dell'ultima macchina scassata dal pistone, oltre che il luogo del sinistro.
Alcuni giorni dopo, precisamente il 26 gennaio, due lunedì fa, il pistone è abbassato e non più rialzato. Secondo indiscrezioni non lo sarà più, nella maggioranza pare sia prevalsa la linea meno oltranzista: meglio non rischiare altre coppe dell'olio. E, in fondo, che quelle fotocellule siano troppo vicine lo si vede benissimo dal balcone e dalla finestra degli uffici che ospitano il potere municipale.
Si vedrà se finisce tutto così, dopo un conflitto interiore nella maggioranza che no, non è come quello che nei corsi di scrittura narrativa insegnano a gestire nel creare storie. Le auto spaccate ci sono davvero.
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Il manuale di installazione di un dissuasore trovato in rete

Il dissuasore alzato il 7 dicembre 2025, giorni dopo è stato abbassato, poi ancora alzato