MONTENERO DI BISACCIA. Se non altro l'amministrazione comunale l'ha approvato il protocollo con le lauree sindacali automatiche. Ma stavolta finisce in un atto ufficiale, un finanziamento milionario, ed è espressamente citato. Pazienza se contiene irregolarità formali non ancora sanate. Pazienza bis se restano altre sei "attendiste" amministrazioni comunali che, dopo l'uscita degli articoli su Monteneronotizie, ancora non approvano. E sono passati mesi. Nel frattempo, come detto, arrivano gli atti ufficiali. E si parla di accettazione di un finanziamento di un milione e mezzo di euro. Proprio bruscolini parrebbe di no. Fra gli atti di riferimento c'è anche il protocollo che cita come tutti laureati i dieci sindaci coinvolti; un titolo (e non si può) anche per i sei che non lo sono.
Si aggiunge un capitolo all'inchiesta sul protocollo con le lauree fantasma. L'ultimo parla dell'accettazione, da parte del Comune di Montenero di Bisaccia, del finanziamento per ristrutturare il rudere di via Gramsci, scheletro di cemento più che quarantennale mai diventato una scuola e mai finito. Un finanziamento che passa attraverso l'Area urbana di Termoli di 1.476.000 euro. Significa che è un'applicazione pratica della cosiddetta Strategia urbana di Termoli, progetto di cooperazione fra dieci Comuni bassomolisani, Montenero compreso.
E difatti nelle varie voci è citata la Strategia urbana, come anche il "Protocollo sul funzionamento dell’ambito territoriale dell’Area urbana di Termoli". E non pare trattarsi di un documento qualunque, poiché regola le risorse extra che ogni Comune destina a un progetto. Ma è anche il documento redatto dalla struttura tecnica municipale di Termoli il 30 ottobre 2025 e approvato tal quale dalla giunta adriatica per prima, a seguire da quelle di Montenero, Mafalda e Portocannone. Senza evidentemente fare caso o dare peso a due errori: tutti i sindaci erano indicati come laureati (dott. e avv. in due casi) e il sindaco di Mafalda attribuito a Tavenna, che nemmeno fa parte del progetto di cooperazione. Come spiegato, dei dieci sindaci solo quattro lo sono davvero. Ne consegue che quando il documento è passato per le giunte di Montenero, Mafalda e Portocannone anche ai diretti interessati sono sfuggiti gli errori all'alloro. Oltre che la svista sulla fascia tricolore spostata da Mafalda a Tavenna.
Il seguito è un'inchiesta di questa testata che prosegue e che pochi giorni fa ha evidenziato come, dopo i primi quattro municipi, gli altri sei si siano fermati. Hanno approvato di tutto, ma non il protocollo che laurea chiunque sia eletto sindaco. Va avanti così da novembre.
Finché non è arrivato l'atto concreto di due giorni fa, l'accettazione di un finanziamento e del relativo disciplinare, che cita fra le referenze proprio il protocollo né corretto né approvato dalle restanti sei giunte (San Martino in Pensilis, San Giacomo degli Schiavoni, Petacciato, Montecilfone, Guglionesi, Campomarino).
Il finanziamento stavolta riguarda Montenero, che ha dato il via libera al protocollo con gli errori. Se arrivasse in futuro a uno dei sei Comuni attendisti come andrebbe redatta la delibera? Quella montenerese dedica venticinque righe al documento con le lauree fantasma, potrà essere ignorata da chi non l'ha approvata? Oppure arriverebbe un'approvazione in extremis con tutti gli errori di cui sarà difficile negare la conoscenza?
Immagine in alto fotomontaggio con il rudere di via Gramsci realizzato da intelligenza artificiale Copilot
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