Lauree fantasma dei sindaci bassomolisani: Strategia urbana va avanti, gli errori restano

Il Comune di Termoli ha emesso una determina sul progetto che riguarda dieci centri. Il protocollo d’intesa non è stato corretto e sei giunte restano “attendiste”. Quale documento regola l’iter?

Rossano D'Antonio
31/01/2026
Attualità
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BASSO MOLISE. L'affaire lauree fantasma dei sindaci non si risolve, il protocollo è azzoppato di oltre metà delle firme previste, intanto la Strategia urbana va avanti. Si colora ancora di mistero la questione dei titoli non posseduti attribuiti su un documento redatto a fine ottobre dalla struttura comunale di Termoli. E poi approvato, errori compresi, da quattro giunte comunali del Basso Molise. Il protocollo manca così di sei ratifiche, ma intanto il Comune di Termoli prosegue con le attività della cosiddetta Strategia urbana. Pazienza se si tratta di un progetto che fa del protocollo azzoppato, e con errori, uno dei suoi cardini. L'ultimo capitolo della saga del dottore per tutti i sindaci è datato 30 gennaio 2026. Una determina che riporta tutti i nulla osta dei dieci Consigli comunali interessati, ma non anche delle giunte. E già, perché solo quattro hanno approvato il protocollo con gli errori, le altre sei si sono fermate in tempo, pardon dopo l'articolo di Monteneronotizie. Ma è meglio procedere per gradi.
La Strategia urbana è un'iniziativa che coinvolge dieci Comuni del Basso Molise: Termoli (capofila), Montenero di Bisaccia, Mafalda, Petacciato, Campomarino, Guglionesi, Portocannone, San Martino in Pensilis, San Giacomo degli Schiavoni, Montecilfone.
Obiettivo: coordinare insieme strategie di sviluppo urbano. Detto più facile intercettare finanziamenti e vedere come spenderli. A coordinare il tutto è il Comune più grande, Termoli. Ed è qui che è nato il protocollo che rende tutti i sindaci laureati, qualcuno addirittura avvocato. Anche quelli che non lo sono, vale a dire sei su dieci. Sessanta per cento di errore.
Difatti sul protocollo di intesa, che definisce come attuare le strategie comuni di sviluppo, sono indicati tutti i sindaci col titolo di dott. e in due casi avv. Secondo la legislazione italiana per fregiarsi di tale appellativo occorre essere laureati e, nel caso degli avvocati, anche superare il successivo esame di Stato. Dopo attenta ricerca di Monteneronotizie, si è scoperto che solo quattro dei dieci sindaci sono laureati e solo uno effettivamente avvocato.
Non bastasse, e questo in prima battuta è sfuggito persino a noi, uno dei primi cittadini era indicato a capo di un altro paese, per altro non facente parte della Strategia urbana in questione.
Il 13 novembre 2025 il nostro primo articolo, in cui si evidenziava l'errore per un tema che, attenzione, è trattato persino dal Codice penale (art. 498); in questo caso, tuttavia, più che di dolo pare trattarsi di svista e accondiscendenza probabilmente nemmeno richiesta verso i sindaci.
Quattro giunte comunali intanto approvavano il protocollo con tutti gli errori: Termoli (30 ottobre 2025), Mafalda (11 novembre, la giunta sorvola sul fatto che il proprio sindaco sia attribuito a Tavenna), Montenero di Bisaccia (12 novembre), Portocannone (18 novembre). Alla giunta di quest'ultima deve evidentemente essere sfuggito il nostro primo articolo, uscito cinque giorni prima. Mentre non andrà così per le altre sei giunte rimaste.
A distanza di due mesi e mezzo né il protocollo pare sia stato corretto (nel caso si attende cortese smentita), né è stato approvato da chi non lo ha fatto (e nel frattempo il caso è balzato agli onori della cronaca). Eppure dopo l'arrivo del protocollo nei propri uffici le giunte si sono riunite: Campomarino (15 volte), Guglionesi (8 volte), San Martino in Pensilis (18 volte), San Giacomo degli Schiavoni (10 volte), Montecilfone (4 volte), Petacciato (13 volte).
Non paiono essere cadute, le giunte che ancora non l'avevano fatto, nell'errore. Ma di fatto si è creata una situazione di stallo. Ed è qui che arriva l'ultimo capitolo, quello scritto ieri nel municipio di Termoli.
È infatti uscita una determina, la 214, in cui si parla di Strategia urbana, si menzionano i dieci Comuni partecipanti, si riprendono le rispettive adesioni attraverso le delibere di Consiglio comunale nei vari "preso atto che". Mentre per le successive delibere, in questo caso di giunta, per approvare il protocollo, è citata la sola Termoli. Mancano le altre tre giunte che a loro volta hanno approvato con gli errori, oltre che le rimanenti sei "attendiste".
La determina del Comune di Termoli riguarda il disciplinare di finanziamento, obblighi in fase di attuazione. Burocratese in sostanza, ma è sostanza anche che il progetto di Strategia urbana vada avanti, l'iter prosegue e il protocollo che ne è parte contiene ancora lauree inesistenti. E probabilmente per questo non è ancora approvato dal sessanta per cento degli enti comunali coinvolti.
Non resta che una domanda finale: se lo stato di fatto resta tale, impasse attendista, e arrivano dei finanziamenti, in base a quale protocollo di intesa si rapportano fra loro i dieci Comuni? I quattro che hanno firmato sorvolando sulle corone d'alloro virtuali avranno un trattamento e gli altri uno diverso? Il protocollo ai confetti di rossi, che è un documento ufficiale, sarà ignorato?
In alto fotomontaggio generato con intelligenza artificiale Copilot
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