Municipio “green”, il Comune ci prova per la terza volta

Isolamento delle facciate, nuovi infissi e pannelli solari: progetto per trasformare il palazzo in edificio a energia quasi zero. Fondi permettendo

La Redazione
02/02/2026
Attualità
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MONTENERO DI BISACCIA. Trasformare il municipio in un edificio "a energia quasi zero" dall'attuale situazione non conforme agli standard nZEB (nearly zero energy building). Per il momento è un proposito, l'avvio delle procedure per ottenere un finanziamento, per cui la macchina comunale si è già messa in moto. Ed è il terzo tentativo dell'amministrazione comunale, da vedere se questa sarà la volta buona.
Porta la data del 30 gennaio la delibera con cui la giunta approva il documento di indirizzo alla progettazione, redatto dalla struttura interna dell'ente. Si tratta di un primo passo verso la progettazione vera e propria.
Fondi che dovrebbero arrivare dal Ministero dell'Ambiente, in base al decreto del 7 agosto 2025, il cosiddetto "Conto termico 3.0". Una legge che prevede incentivi per incrementare l'efficienza energetica degli edifici, far sì che consumino meno, siano essi pubblici o privati. Va da sé che il municipio di Montenero sarà rinnovato, in tal senso, solo se rientrerà in graduatoria per i citati incentivi. Andasse a buon fine la candidatura, questi coprirebbero il totale della spesa, stimata in 940mila euro.
I dettagli si avranno solo una volta redatta la progettazione esecutiva, ma nella delibera di giunta sono già indicati per sommi capi gli interventi previsti. "Isolamento termico, sostituzione dei serramenti e degli impianti di climatizzazione con sistemi a pompa di calore ad alta efficienza, integrazione di sistemi di produzione da fonti rinnovabili e implementazione di sistemi di regolazione e controllo". Così sul documento, nel quale è ben evidenziato l'obiettivo di far arrivare a essere quasi autosufficiente il Palazzo di città. 
In sintesi (e soldoni) sparirebbero le lastre bocciardate di marmo di Apricena che rivestono le facciate dal 1995. Sarebbero rimosse o coperte dal polistirolo dell'isolamento. Così come si direbbe addio alle caldaie a metano, situate all'interno, per il riscaldamento dei locali. Si opterebbe per le pompe di calore (climatizzatori). Cambiate anche le finestre e infine produzione in proprio di energia con fonti rinnovabili, che tradotto dovrebbe trattarsi di pannelli solari. Se posati sul tetto, significherebbe per gli operai fare lo slalom in mezzo a tralicci e pali dei ripetitori di telefonia mobile.
Poiché cambierebbe drasticamente l'aspetto esterno, per il municipio si tratterebbe del quarto look in settanta anni: intonaco beige dai primi anni Cinquanta ai Settanta; rivestimento plastico bucciato ocra con fasce rosso mattone fino agli anni Novanta; lastre di marmo bianco fino a oggi. Sempre che arrivino i soldi dal Ministero. Perché quello attuale è il terzo tentativo dell'amministrazione comunale di mettere mano ai consumi energetici del Palazzo. 
Nel 2023, con i fondi Pnrr, è stata commissionata la sola progettazione. Prevedeva restyling del municipio (anche con isolamento delle pareti) e della vicina villa comunale. L'evidenza è che dopo quelli per il progetto non sono più arrivati i fondi, ben più cospicui, per passare ai lavori veri e propri. 
Tant'è che nel maggio 2025 l'amministrazione ha partecipato a un bando del Ministero dell'Ambiente. Prevedeva sempre "contributi a fondo perduto per la realizzazione di interventi di efficienza energetica, anche tramite interventi per la produzione di energia rinnovabile".
Nel frattempo arriva il "Conto termico 3.0", sempre dallo stesso dicastero, e in questi giorni il terzo tentativo. Una sorta di gioco al calcolo delle probabilità: più domande più possibilità di successo. Riuscirà stavolta?
Immagine in alto realizzata con intelligenza artificiale Copilot
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