MONTENERO DI BISACCIA. Se lo chiedono in parecchi in questi giorni e, complice una campagna elettorale mutilata per le note questioni delle esclusioni e dei ricorsi, un fine settimana in meno per i comizi può diventare un problema. Perché la festa la più importante del paese, capita così in questo 2026: la Madonna di Bisaccia sabato 16 e san Nicola domenica 17 maggio. Come conciliare il contrasto fra due appuntamenti così importanti, l'uno laico l'altro religioso?
Pressoché impensabile di tenere i comizi nei pomeriggi e serate di domenica o di sabato, come di consueto. Palco, processioni, luminarie, banda, stonerebbero i candidati in cerca di voti attraverso un microfono sul palchetto allestito nella parte più alta della piazza. E così la prima lista a proporre una sua soluzione è Montenero dignitosa, l'unica facente capo allo scacchiere di sinistra, candidato a sindaco Gaetano De Risio. In un comunicato annuncia di voler tenere un comizio domenica mattina. Di seguito il testo:
"La lista Montenero Dignitosa precisa di aver comunicato all'ente comunale che terrà un comizio, finalizzato all’esposizione del programma elettorale e dei suoi principali punti, domenica 17 maggio, alle ore 12:00 in Piazza della Libertà .
La data è stata scelta per esclusivo rispetto della Festa della Madonna di Bisaccia, prevista per sabato 16 maggio, e per consentire il regolare proseguimento delle festività di San Nicola, con le celebrazioni in chiesa nella mattinata e gli appuntamenti civili e religiosi previsti nel pomeriggio e in serata. In questo senso auspichiamo, e ci aspettiamo, reciproca collaborazione e rispetto a tale comunicazione. Sarà un momento pubblico dedicato alla presentazione delle idee, delle priorità e delle proposte programmatiche per Montenero. La cittadinanza è invitata a partecipare".
In parole povere, a mezzogiorno è un momento di pausa nella festa, appena dopo la messa delle 11:00, ben prima della successiva, alle 18:00, che al termine darà il via alla processione.
È avvenuto già in passato che la festa della Madonna di Bisaccia capitasse in un fine settimana di campagna elettorale, ma il contesto è sempre stato parecchio diverso da quello odierno.
Negli anni 1992, 1980 e 1970 capitò di sabato e domenica, ma mancavano in tutti i casi tre settimane al voto. Saltare un turno non fu un problema, anzi fu occasione per i candidati di chiedere il voto nella piazza più affollata del solito o durante la processione. Evento, quest'ultimo, cui naturalmente non manca nessuno dei candidati, fossero anche non credenti.
Nel 2015 capitò a due settimane dalle elezioni, ma nessuna lista era stata esclusa e aveva cominciato la campagna elettorale in ritardo. Perché il vero nodo di quest'anno resta l'affaire esclusione e successive cause amministrative perse dalla Prefettura e dalla lista della maggioranza.
Due liste su tre sono state escluse in prima battuta per un ritardo nella presentazione: 12:12 e 12:25. ritardo che due gradi di giudizio amministrativo hanno dimostrato, inequivocabilmente, non essere valido motivo per tenere fuori dalla competizione i due terzi degli aspiranti sindaci, assessori e consiglieri comunali. Erano dentro prima delle 12:00, contava solo questo.
Due gradi di giudizio ai quali ha partecipato anche la lista della maggioranza uscente, in particolare la sindaca Simona Contucci e l'assessora Fiorenza Del Borrello. Hanno perso al Tribunale amministrativo regionale e poi al Consiglio di Stato.
Una sconfitta controbilanciata dalla vittoria delle altre due liste. Le quali però si trovano con due settimane di campagna elettorale arretrata, tant'è che il loro primo comizio è arrivato sabato scorso, due giorni fa.
Ne consegue che rinunciare al prossimo fine settimana, per la concomitanza con la festa, significherebbe non averne altri e doversi accontentare del comizio dell'ultimo venerdì. Messa così, vorrebbe dire aver tenuto soltanto due incontri in piazza con il pubblico.
Il che rappresenterebbe un altro elemento caratterizzante dell'unicità di questa campagna elettorale 2026. Perché nell'unico anno che presenta qualche similitudine, il 2015, la festa capitò due settimane prima del voto, non una come adesso. Non bastasse, non c'erano state Sottocommissione elettorale, Prefettura e maggioranza a sostenere l'estromissione di ogni lista avversaria. Salvo poi perdere in giudizio, anche con qualche clamore.
Dopo le polemiche, non sopite, sul tentativo di esclusione, ce ne saranno altre per i comizi da conciliare con la festa?
Immagine in alto realizzata con intelligenza artificiale

