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Nicolò Cavedo sulla scelta di D'Antonio: "il suo ego colpisce ancora"

La Redazione
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Riceviamo e pubblichiamo da Nicolò Cavedo:
Se vogliamo che tutto rimanga com'è bisogna che tutto cambi.
Se non fosse vita reale potrebbe sembrare una risceneggiatura della celebre opera di Tomasi di Lampedusa.
Ma bisogna fare chiarezza per restituire ai monteneresi e a tutta la politica locale un minimo di serietà e contezza dei fatti. Ieri l'altro qualcuno mi faceva notare che stiamo per rivivere l'epopea del 2015, quando la spaccatura a sinistra, voluta e inquinata dall'allora sindaco Travaglini con supporto importante nelle primarie del csx, vide concorrere il Pd e la lista D'Ascanio. Ma la realtà é ben altra, stiamo per rivivere il 2010, quando l'allora membro dell' IDV Tonino D'Antonio portò in dote all'allora candidato sindaco della destra Berlusconiana (ricordate la telefonata del premier?) parte considerevole di uomini di csx per sabotare l'elezione della dottoressa e futura compagna di partito del D'Antonio Margherita Rosati alla carica di prima cittadina. Insieme alla lista civetta di Giuseppe Chiappini rea di avere, in modo decisivo, l'onere del sabotaggio più classico.
Ecco i fatti sono questi, solo ieri il sottoscritto veniva cacciato dal gruppo progressista in conflitto con la scelta di ripetere la furbata 2.0. fatta cinque anni orsono dal vecchio segretario cittadino Francesco Borgia. Non che portò chissà quale fortuna, ma lo sgarro politico fu accusato dal csx che perse poi quell'elezione. Insomma l'ego insostenibile del pensionato D'Antonio colpisce ancora. Altro che responsabilità di parte del 5stelle locale. Qui è avvenuta la più classica coltura del proprio animo e del proprio giardino.15 anni passati a riallacciare rapporti a mettere pezze a ricostruire cocci, di nuovo distrutti da chi antepone il suo io al noi. Da chi pensa di essere eminenza grigia, non rendendosi conto che di grigio sono ormai i capelli e gli anni. Da chi si vanta di essere il masterclass degli amministratori, ma che non fa i conti con un territorio smembrato culturalmente socialmente e demograficamente. Per non parlare del deserto occupazionale. Sarà che oltre alle colpe degli ultimi 15 anni, ci sia anche qualche responsabilità pregressa? Insomma gli ultimi 3 anni vissuti all'ombra di un Ré autonominatosi tale che svaniscono come neve al sole. Addossando colpe a chi con coraggio proverà a restituire un minimo di democrazia al comune di Bisaccia, fatto di voltafaccia e seminatori non di colture ma di spietatezza personale, dedita a tornaconti egoistici con l'unica finalità di perseguire potere. Che fine ha fatto la questione relativa alla riunificazione di Abruzzi e Molise? Si è spenta sotto succulente porzioni di piatti tipici di Campobasso? E la zona a mare, chi ha interesse nel gestire la sua transizione da turistica a popolare? Montenero ha bisogno di cose concrete, di far parte del nucleo industriale del vastese, di avere autombulanze che arrivino da vasto e dal suo futuro nuovo ospedale. Montenero ha il dovere di far nascere idee nuove, hub mondiale del grano e della sua trasformazione. Fiera Permanente di pasta e derivati. Hub del cibo, da sfruttare per turismo  e imprese. Non ha bisogno di omuncoli e ominicchi dediti alla coltivazione diretta del proprio io. Il Pd locale e regionale a vocazione bonacciniana, agghindato a festa e lacché la scorsa settimana quando la Shlein é arrivata in zona, saprà dare una risposta ferma esaustiva e di sinistra, oppure farà votare chi l'ha vista contrapposta in comune provincia e regione? Attendiamo fiduciosi con la speranza che tutti possa finalmente cambiare.
Nicolò Cavedo

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