Partecipa a Montenero Notizie

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

La sommossa del '31 su un giornale americano: la scoperta di Lorenzo Di Stefano

Lo studioso montenerese che ha trovato la notizia ha vinto il premio Lapenna con un saggio sulla rivolta contro il podestà. Protagonista la Maria che ha ispirato anche "La figlia del 1931"

La Redazione
Condividi su:

A fare la scoperta è stato, di nuovo, Lorenzo Di Stefano. Uno che della sommossa di quasi un secolo fa a Montenero di Bisaccia se ne intende. In un giornale socialista statunitense si parla della rivolta contro il podestà e il vice, avvenuta l'8 e 9 settembre 1931 in piazza della Libertà, davanti all'allora municipio. Un fatto storico cruento, ci furono tre morti, ripercorso da studiosi, giornalisti, testimoni coevi e infine dallo stesso Di Stefano. Questi ha messo insieme tutti i tasselli, testimonianze lasciate da chi c'era e ricostruzioni fatte dopo, nonché la sentenza originale di due anni dopo, emessa dal Tribunale di Campobasso. Un lavoro che finiva in un saggio "La rivolta contro il podestà fascista a Montenero di Bisaccia", che ha vinto a Vasto il premio Luciano Lapenna nel 2024.
Tornando al giornale americano, la notizia montenerese è riportata dal Milwaukee Leader del 13 novembre 1931, circa due mesi dopo l'accaduto.
"The population at Montenero di Bisaccia, exasperated by the conduct of two local Fascist leaders, had publicly demonstrated against them on many occasions. Arrests followed, and the people endeavored to free those who were arrested. Muskets cracked. Three dead and 16 wounded".
Traduzione: "La popolazione di Montenero di Bisaccia, esasperata dal comportamento di due capi fascisti locali, aveva manifestato pubblicamente contro di loro in molte occasioni. Sono seguiti degli arresti e la gente ha cercato di liberare gli arrestati. Ci sono stati colpi di moschetto. Tre morti e 16 feriti". 
I due capi erano il podestà Francesco Di Vaira e il vice Nicola Javicoli. Dopo la sommossa furono destituiti dalle autorità fasciste e sostituiti da un commissario prefettizio. Ciò che può intendersi come vittoria dei rivoltosi, nonostante di questi in tredici furono condannati. In particolare una certa Maria, di ventiquattro anni, che scontò una pena più lunga degli altri e che ha ispirato anche il romanzo di Rossano D'Antonio "La figlia del 1931", uscito lo scorso anno.
Dopo la sommossa Francesco Di Vaira si ritirò nella sua vasta tenuta in territorio di Petacciato, che partiva dai confini con Montenero e arrivava quasi al litorale, che ancora oggi porta il suo nome, dopo essere stata donata alla Chiesa. Javicoli invece si trasferì a Roma.
Montenero riprese la vita di sempre, con i sabati fascisti e le parate in piazza fino agli anni Quaranta, quando il regime mussoliniano cadde e arrivarono gli Alleati (ottobre 1943). La sommossa si cercò di dimenticarla in fretta, d'altra parte arrivò poco dopo una tragedia di proporzioni ben più immani come la Seconda guerra mondiale. Maria ebbe una vita diversa da quella raccontata dal romanzo, sia pur con alcune coincidenze fortuite quanto incredibili con "La figlia del 1931". Una storia che è in corso di ricostruzione, quella della vera Maria.
Temi correlati:
"La figlia del 1931": il nuovo romanzo di Rossano D'Antonio (08/09/2025)
Il saggio di Lorenzo Di Stefano che ha vinto il premio è online (09/09/2024)
Lorenzo Di Stefano vince il premio "Luciano Lapenna" a Vasto (08/09/2024)
Il fascismo a Montenero raccontato da Pasquale Colagioia (19/01/2023)
Quando Montenero cacciò il podestà (08/09/2021)

Condividi su:

Seguici su Facebook