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Viale Europa: da mulattiera a principale strada di Montenero

In una foto d'epoca la via più usata per entrare e uscire dal centro com'era prima che venisse costruita. Ecco la sua storia

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MONTENERO DI BISACCIA. Chissà se oggi sarebbe stato possibile costruirla quella via, così ripida eppure destinata a diventare una delle più trafficate del paese. Vi passava l'antico tratturo e quaranta anni fa non si andò per il sottile. Parliamo di viale Europa e l'occasione di nuovo arriva da una foto scattata da Gorizio Pezzotta e pubblicata sulla propria pagina Facebook da Antonio Assogna, che ne custodisce l'archivio. L'immagine riprende viale Europa ante litteram, prima che fosse costruita, pertanto una datazione approssimativa è a cavallo tra la fine degli anni Settanta e inizio Ottanta.

Nell'immagine più che quarantennale è ancora visibile l'antica via usata dai pastori, le cui gesta sono riportate in versi da Gabriele D'Annunzio nella sua celebre poesia che comincia con "settembre, andiamo è tempo di migrare". Quella gente che partiva dalle montagne dell'Abruzzo, non prima di aver bevuto abbondante acqua delle proprie "fonti alpestri". Sarebbero passati mesi prima di assaggiarne ancora. Da lì si spostavano verso la Puglia e passavano anche per Montenero. E dei due che lo attraversavano, quello che si trovava proprio accanto all'attuale viale Europa era il Centurelle-Montesecco. Lungo 155 chilometri, aveva la caratteristica di partire da e ricongiungersi durante il tragitto con un altro tratturo: il più noto l'Aquila-Foggia. Inoltre Montenero era l'unico centro abitato attraversato dal Centurelle-Montesecco, qui i pastori si rifocillavano, rifornivano di beni vari, ferravano i cavalli ecc. Dove oggi ci sono macchine e sempre meno passeggiatori, un tempo nemmeno troppo lontano erano di passaggio due volte all'anno grandi greggi di pecore. Evento ricordato da un bronzo su lapide realizzato dall'artista Giuseppe Calgione, posato nel maggio 2008 accanto alla sala consiliare, in piazza della Libertà.
Posa del bronzo in piazza nel 2008: da sinistra don Claudio D'Ascenzo, il sindaco Giuseppe D'Ascenzo e Giuseppe Calgione

E i pastori per risalire fino al centro del paese scelsero la via più breve, per quanto con maggior pendenza. Idea ripresa anni dopo per realizzare viale Europa, appunto una scorciatoia rispetto alla Provinciale (via Argentieri). Era il dicembre 1981 quando l'amministrazione comunale retta da Armando Benedetto concepì la "strada residenziale", così nella delibera di Consiglio. In effetti nella parte più prossima all'abitato già c'erano alcuni dei condomini che di lì a breve ne avrebbero fatto il quartiere più popoloso. 
Da sinistra don Claudio D'Ascenzo, il sindaco Armando Benedetto e il vice Michele Bontempo, nei primi anni Ottanta

Viale Europa venne così ricavata accanto all'antico tratturo, su una strada mulattiera percorsa a piedi come nella foto, oppure da qualche motocicletta da cross. Fu completata abbastanza in fretta, in tempi sicuramente meno biblici della frana sotto alla valle, che chissà non si finisca per usare come cambiale all'incasso elettorale per le comunali del 2025.
Negli anni viale Europa sarebbe stata una via difficile da gestire, teatro di diversi incidenti lungo i suoi novecento metri. Si provò a chiuderla in discesa nel secondo tratto, poi arrivò lo spartitraffico che costringeva (costringe) a rallentare nei pressi dell'incrocio con via D'Annunzio (la strada che porta al Presepe vivente). Oggi è un problema anche in salita, tanto sono diventati numerosi i mezzi che riescono a risalirvi troppo velocemente.
Oltre che trafficata dalle auto, è molto usata anche a piedi, poiché accorcia della metà rispetto a via Argentieri. Certo in salita richiede una certa prestanza aerobica e si arriva sopra madidi di sudore se si va svelti, ma preso il giusto passo la percorrono anche persone avanti negli anni.
Accanto alla via fu realizzato anche l'omonimo parco, con l'anfiteatro diventato un rudere e che nessuno sa cosa farci. Sfortunato anche il tentativo da parte del Comune di piazzarvi un locale da affittare a privati come bar: bruciò una notte e non ne rimase nulla. Era l'epoca dell'amministrazione imprenditrice, ed era di sinistra, poi sarebbe arrivata l'amministrazione educatrice e sorvegliante, di destra se così si vuol dire, ed è ancora al potere.
Questa la storia di viale Europa, sia pur con qualche divagazione. Oggi con i vincoli posti sui tratturi sarebbe stato più complicato costruirla, ma non impossibile.
Viale Europa oggi

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