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Quando gli amministratori non pretendevano il posto in prima fila. Il trillo di Donato Montecaster

Il presenzialismo del potere locale cominciò con lo spettacolo di Covatta, che almeno lo fece a pezzi attraverso i suoi beniamini nazionali

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MONTENERO DI BISACCIA. Come elicotteri d'assalto, pronti a piombare dappertutto, in qualunque momento. E soprattutto in prima fila. Lo spartiacque nel 2010, non a caso.
Ma non è sempre stato così, un tempo gli amministratori comunali avevano qualche remora in fatto di discrezione. Perciò quando arrivava il personaggio famoso non si riservavano posti in prima fila (rappresentiamo tutti!), tanto meno andavano sul palco prima dell'evento a farsi ringraziare per aver fatto arrivare il famoso, pagato con i soldi dei cittadini assiepati lì davanti.
L'estate montenerese è finita, senza chissà quali clamori ma almeno senza svuotare le casse comunali per un solo evento come l'anno scorso. Le critiche qualche volta servono. Arriva allora l'occasione per analizzare un altro aspetto che caratterizza gli eventi estivi, limitatamente a quelli organizzati e pagati dall'amministrazione comunale: il presenzialismo.
Oggi è diventato quasi normale vedere sindaco e assessori, non solo a Montenero, salire sul palco, arrivare finanche a pubblicare selfie con la star di turno. E ovviamente fare qualche comizietto, visto mai che si lascino scappare l'occasione. Ed è diventato normale avere posti assegnati in prima fila: RISERVATO AGLI AMMINISTRATORI COMUNALI. Scritto anche in maiuscolo, quasi a volerlo gridare, mutuando le regole della scrittura internettiana.
Eppure non è andata sempre così e come accennato c'è uno spartiacque: il 2010. La prima fila fu riservata agli amministratori comunali. La maggioranza guidata dal neo sindaco Nicola Travaglini si era da poco insediata quando arrivò l'evento più atteso dell'Estate montenerese: lo spettacolo di Giobbe Covatta. Fra i comici visti a Montenero, nessuno prima e dopo di lui si può considerare di maggior fama e prestigio. Un cruccio che l'assessore alla Cultura Giuseppe Di Pinto aveva da un po'.
Per tutto il tempo Covatta tenne inchiodati gli spettatori, molti, sparando a zero su Berlusconi e centrodestra. Cioè sul potere di allora e ovviamente nessuno gli aveva provato a dire, prima dello spettacolo: guarda che anche a Montenero il centrodestra è arrivato al comando, sia pur alleandosi con una parte del centrosinistra, entrato in crisi un anno prima.
Un'ora e mezza di filippica e lì davanti, sulle poltroncine da loro stessi fatte riservare, i nuovi inquilini del Palazzo sentirsi attaccati senza alcun timore (ci mancherebbe, era Covatta), sia pur non direttamente ma attraverso i propri beniamini a livello nazionale. All'inizio sorridevano, dopo un po' cominciarono a dare qualche appena percettibile segnale di insofferenza. Ma non potevano muoversi da lì, loro avevano voluto il posto in prima fila.
Negli anni successivi il posto riservato diventerà la norma e capiterà solo un'altra volta di vedere un comico dileggiare il centrodestra, l'anno dopo Paolo Rossi. Nel frattempo il centrosinistra si estinguerà e i suoi rappresentanti che vorranno entrare a tutti i costi nella stanza dei bottoni si convertiranno al centrodestra. Come l'attuale prima cittadina Simona Contucci.
Poi arriveranno comizietti, selfie, oltre al posto in prima fila. Amministratori comunali dappertutto, sempre e comunque. Come elicotteri d'assalto che piombano sulla scena. Quanto manca Giobbe Covatta a Montenero?
Nelle foto in alto e in basso Giobbe Covatta durante l'esibizione a Montenero di Bisaccia il 10 agosto 2010

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