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Aumento Tari e sciammerga rivenduta tre volte. L'assolo di Donato Montecaster

Analisi all'indomani del pasticcio con approvazione all'ultimo della tassa sull'immondizia. La maggioranza prosegue, ma ha accusato il colpo

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MONTENERO DI BISACCIA. Sarebbero rimaste uguali allo scorso anno le tariffe, niente aumenti, ma al tempo stesso il mancato introito sarebbe stato preso altrove. All'indomani del pasticcio Tari, poi risolto, resta però una lezione per la pubblica amministrazione. Lo zelo negli adempimenti e nella documentazione che si chiede al cittadino, spesso non è rispettato da chi lo pretende e dovrebbe insegnare come si fa. Non è la prima volta che succede, qui come altrove, adesso e in passato. Nell'approvazione della tassa sull'immondizia, stavolta, come in argomenti urbanistici. Stavolta e in passato.
L'argomento è quello che ha tenuto banco in questi giorni. La Tari andava approvata entro il 31 luglio, ma la documentazione è arrivata tre giorni prima in municipio, due nelle mani dei consiglieri. E di questi ultimi quelli di minoranza si sono messi di traverso e, normative alla mano, hanno spinto gli avversari con le spalle al muro: senza il tempo materiale per studiare le carte, se ce le date all'ultimo, non ci sono le condizioni per discuterne in Consiglio. Da lì un imbarazzato rinvio il 30 luglio, la convocazione con la procedura d'urgenza, l'approvazione per un pelo il pomeriggio seguente, cioè ieri. Polemiche, tecnicismi contabili e soprattutto uno scaricabarile degno della migliore tradizione amministrativa. Sciammerga rivenduta, come si dice nel dialetto locale.
Perché il Piano economico finanziario arrivato tardi è stato inviato dall'Unione dei Comuni, per altro presieduta dalla sindaca di Montenero Simona Contucci. Ma lei stessa ha precisato che fisicamente il documento è redatto da un'azienda privata incaricata. E sono due sciammerghe. E questa impresa non sarebbe riuscita ad approntarlo prima per un contenzioso con la ditta che fisicamente si occupa della raccolta rifiuti. Un qualcosa che risale al 2024 e che si sta cercando di risolvere. Terza sciammerga.
Chissà che alla fine non sia colpa del cittadino, che si ritrova incredulo lui con la sciammerga in mano, ma senza poterla rivendere più a nessuno.
In conclusione, i cittadini non avrebbero scampato comunque l'aumento. Sarebbe spettato all'assessore Claudio Spinozzi trovare fra i meandri del bilancio la maniera per rimpiazzarlo, fosse andata male. Dura lex sed lex.
Però che lezione, sempre per gli amministratori comunali: state attenti, c'è chi vigila. Per fortuna.

Cosa significa sciammerga (testo estratto da un precedente articolo):
Si tratta dell'adattamento montenerese di un termine napoletano (sciammerìa), col quale si indicava un abito seicentesco (probabilmente derivato dal duca di Schoenberg). I monteneresi ne hanno fatto anche una locuzione, ancora oggi in uso: rivendere la sciammerga (arəvann la sciammergh), cioè affibbiare a qualcun altro un compito cui non si vuole o si riesce ad adempiere.
Immagine in alto : fotomontaggio su foto reale  realizzato con intelligenzza artificiale

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