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Coordinamento camperisti mette in guardia il Comune: si rischia un flop con la nuova area

L’Associazione analizza bando e documenti: tariffe e numeri sovrastimati. Il report invita a rivedere l'affidamento, ma la gara si è già conclusa con una sola offerta

La Redazione
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MONTENERO DI BISACCIA. La futura area camper rischia di rivelarsi un flop finanziario e persino un danno erariale per il Comune. È una sentenza senza appello quella emessa dall'Associazione nazionale coordinamento camperisti, che ha sede a Firenze e da quarantuno anni si occupa del turismo in autocaravan. Stamattina all'alba ha inviato un dossier a diversi soggetti, istituzionali e mass media. Una relazione dettagliata sulla nuova area camper che il Comune intende costruire presso il vecchio stadio, fra i calanchi e il santuario della Madonna di Bisaccia. Una struttura affidata ai privati e la cui gara si è conclusa di recente, con l'affidamento all'unico operatore che si è fatto avanti. Un dettaglio da tenere presente questo, poiché nella relazione dell'Ancc si parla ancora di rischio gara deserta. L'evidenza è che è stata terminata dopo l'aggiudicazione. Ma si tratta di un dettaglio che non compromette l'impianto generale del dossier. Il quale è impietoso verso le scelte fatte dall'amministrazione comunale e in chiusura invita a rivederle. 
Le fonti usate per redigere il documento sono principalmente a carattere istituzionale: dalle delibere comunali alle relazioni tecniche allegate al bando di gara.
La prima analisi riguarda le caratteristiche demografiche e morfologiche dell'area interessata. Ed è già tranchant: nello stesso progetto del Comune la "regione Molise si colloca all'ultimo posto nella classifica degli arrivi stranieri in Italia". Non bastasse, "secondo i dati ufficiali Agenzia nazionale del turismo (ENIT), il territorio 'NON ESISTE nella mappa delle mete del turismo internazionale'".
Di tono non differente l'esame su ubicazione e servizi limitrofi: zona periferica, in "uno stato di sostanziale abbandono con strutture in disuso". E non manca un cenno alla viabilità: "il progettista certifica testualmente che il sistema di mobilità turistica 'non funziona per via della carenza delle vie di comunicazione'".
Dopo questa introduzione si passa all'analisi a carattere finanziario. È messo in dubbio il ricavo ipotizzato di 56700 euro all'anno. "Il calcolo del Comune si basa matematicamente sull'ipotesi di 18 stalli, occupati al 50%, per soli 210 giorni di apertura annuale, applicando la tariffa di 30,00 euro. Si rileva una palese forzatura commerciale: i ricavi sono stimati imponendo sempre l'applicazione della tariffa massima consentita dal bando (fissata proprio a 30,00 euro dall'Art. 3 del Disciplinare), senza alcuna flessibilità per la bassa stagione". 
Vi sarebbe inoltre una contraddizione sui giorni di apertura, laddove il conto economico è basato su 210 giorni all'anno, mentre altrove è specificato che il servizio dovrà essere attivo tutti i dodici mesi. "Tale discrasia – si legge nella relazione del Coordinamento camperisti - invalida l'intero impianto: si obbliga l'operatore a sostenere costi di presidio e utenze per 365 giorni, avendone calcolati a bilancio solo 210".
Altra anomalia riguarderebbe il calcolo della tassa sullo smaltimento rifiuti. "Il Comune stima i costi fissi e variabili in 35.541,20 euro annuali. Tra le voci analitiche (personale, pulizie, utenze), spicca l'evidente sottostima della tassa sui rifiuti (TARI), quantificata in appena 186,37 euro annui. Una cifra del tutto incompatibile con le tariffe commerciali per lo smaltimento dei rifiuti prodotti da una stima teorica di oltre 3.100 pernottamenti annui".
Vera e propria trappola è invece definita la cosiddetta "obsolescenza tecnologica". Poiché il bando ministeriale obbliga alla totale automazione dell'area (sbarre, casse, telecamere ecc.), il rischio è che deperiscano ben prima dei dieci anni di durata della concessione. "Il gestore sarà inevitabilmente costretto a reinvestire per l'aggiornamento e la sostituzione degli impianti a metà mandato, oltre a dover riconsegnare l'infrastruttura al Comune in perfetto stato di efficienza".
In chiusura due ipotesi differenti di gestione: affidata a privati (come prevede il bando) oppure svolta direttamente dal Comune. Nel primo caso, e quindi quello reale poiché la gara è conclusa, la relazione dell'Ancc stima in poco più di ottomila euro l'anno la perdita di esercizio per il privato. Cifra che, alla luce della concessione affidata, andrebbe elevata di circa mille euro. Questo perché l'impresa che si è aggiudicata il bando ha offerto di più rispetto alla base d'asta fissata dal Comune.
Situazione opposta in caso di gestione pubblica: l'utile sarebbe di 5400 euro all'anno, avendo meno costi operativi (immondizia, utenze ecc.). Tradotto in soste di camper, in caso di gestione privata il punto di pareggio si raggiungerebbe con 1005 notti all'anno, con quella pubblica la cifra scenderebbe a 250.
Impatto finanziario sul bilancio comunale. Il ricavo annuale è ritenuto insufficiente a coprire le rate del mutuo acceso dal Comune per co-finanziare la struttura (49mila euro, che si sommano ai 108mila del Ministero). Una cifra che nemmeno col rialzo dell'aggiudicatario (non considerato nella relazione) sarebbe raggiunta nei dieci anni di concessione (41000 euro finali).
La valutazione dello scenario di rischio finanziario e danno erariale. In questo caso è preso in considerazione anche il rischio di gara deserta, che poi non si è verificato. Ma ne resta un altro: celere risoluzione per impossibilità sopravvenuta del concessionario. In altre parole, se il gestore si trovasse con un'attività in perdita e rinunciasse, "il Comune si troverebbe con un'opera inutilizzabile e subirebbe la revoca automatica e la decadenza dall'intero contributo statale di 108.000,00 euro, con l'obbligo di restituire le eventuali quote già percepite". Uno scenario in cui l'ente "sarebbe costretto a coprire l'intero importo dell'opera attingendo alla spesa corrente, dovendo peraltro continuare a pagare le rate del mutuo acceso. Tale scenario integra gli estremi di un potenziale e ingente danno erariale".
La relazione si chiude con le proposte da parte dell'Associazione nazionale coordinamento camperisti. Ma ambedue non sono più percorribili e per lo stesso motivo: la gara si è già svolta e c'è un privato disposto a gestire la struttura. Prevedevano riduzione dei costi, con azzeramento del canone annuale, oppure la gestione diretta da parte del Comune.
Al quale non resta che sperare in un errore di calcolo da parte dell'Ancc, che pertanto il privato ricavi abbastanza da durare dieci anni e pagare il canone. Senza dimenticare che i 4100 euro annuali, per dieci, non copriranno i 49000 spesi dal Comune tramite un mutuo.
Nella foto l'area dove sorgerà la struttura com'è adesso, prima dei lavori
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