MONTENERO DI BISACCIA. I primi cinquecento serviranno solo per pagare le spese. Sempre che siano esigue e salvo imprevisti. E ammesso di non assumere nessun dipendente e automatizzare tutto. E se andasse male, come uscire dalla clausola decennale di contratto?
Sarà redditizia la futura area camper di Montenero per il privato che vincerà la gara di aggiudicazione?
Dopo il nostro articolo di qualche giorno fa siamo stati contattati da InCamper, rivista dedicata al settore, forte di un'esperienza quasi quarantennale. Nel numero allegato alla mail abbiamo trovato diversi spunti per analizzare l'area camper che a breve sarà costruita presso il vecchio stadio. Diciotto posti, finanziamento misto ministeriale e comunale, gestione affidata a privati. La gara sta per iniziare, i tempi sono stretti ed entro fine luglio si dovrà firmare il contratto di concessione. Attenzione, prima che inizino i lavori veri e propri. Un contratto che avrà durata decennale, un dettaglio cui vale la pena di prestare particolare attenzione.
In omaggio alla massima che consiglia di cavare subito il dente che duole, va detto che di aree camper comunali che si rivelano un flop è piena l'Italia. La rivista InCamper ne riporta a titolo di esempio otto, da Potenza a Borgo Valsugana, sul Tirreno come sull'Adriatico. Insuccessi dovuti alla scarsità di clienti spesso, ma anche qualche volta a strutture non in regola. Inoltre basta una ricerca su internet con le parole chiave "area camper flop" per trovare ancora altri risultati, sempre sparsi per tutta la Penisola.
Comune denominatore: gestione almeno discutibile dei soldi pubblici, scelte infelici e privati che non trovano convenienza a investire.
Sarà redditizia l'area camper vicino alla Madonna di Bisaccia, a Montenero? Per rispondere ci sono due fattori principali da tener presente: costi (canone, utenze, manutenzione ecc.) e durata del contratto.
Ai 3172 euro annui del canone dovuto al Comune (salvo rialzi in fase di gara), vanno aggiunti costi per bollette varie (corrente, acqua, immondizia, internet ecc.), per la manutenzione ordinaria (sfalcio erba, pulizia ecc.), polizze assicurative. In maniera approssimativa si può stimare che spese più canone portano a una cifra difficilmente inferiore ai diecimila euro all'anno. Questo considerando che non vi sarà personale impiegato e che pertanto sarà tutto automatizzato, dall'accoglienza all'inoltro dei nominativi alla Questura, come previsto per legge. Ma anche in questo caso il privato dovrà sostenere i costi per la totale automazione. Ulteriori spese.
La tariffa applicata si può ipotizzare al massimo di venti euro al giorno, ma anche quindici. Significa che per coprire i costi vivi, l'impresa aggiudicataria dovrà sperare che arrivino i primi 500 o 666 camper all'anno (conteggiati in giornate di permanenza). In tal senso bisogna tener presente che Montenero paese non ha lo stesso appeal e non è zona di passaggio come la sua Marina, distante circa quindici chilometri dal centro collinare.
L'altro fattore da tenere presente è la durata del contratto: dieci anni. Qualora l'investimento non fosse redditizio, o peggio in perdita, per l'imprenditore sarebbe un bel problema. Per evitarsi dieci anni di conti in rosso, potrebbe risolvere anticipatamente il contratto, con conseguente perdita della fideiussione (undicimila euro e rotti), oltre che il rischio di richiesta risarcimento danni dal Comune. Perché alla fin fine si tratta di rischio di impresa. Ergo, tutte le valutazioni si presume siano state fatte prima di avanzare un'offerta e vincere la gara, sapendo di dover adempiere per un decennio al patto sottoscritto.
Si vedrà come andrà , senza trascurare che le cronache italiane riportano esempi di gare deserte, senza nessuno interessato, in ogni parte d'Italia. Quel che sembra potersi desumere è che le aree camper pubbliche non sono necessariamente galline dalle uova d'oro, anzi.
Tant'è che, consapevole di questo, la soluzione proposta da InCamper è la realizzazione in ogni comune italiano di un campeggio municipale, sul modello francese. Si tratta di strutture dai costi molto contenuti, studiate e tarate per la realtà specifica in cui sorgono, gestite dalle amministrazioni comunali. Se vanno in perdita, in soldoni, a rifonderli sono i cittadini sotto forma di tasse. Come d'altronde succede anche in caso di area camper attrezzata pubblica che si rivela fallimentare: prima paga il privato, poi tutti quando la struttura finisce in degrado.
Immagine in alto realizzata con intelligenza artificiale
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