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L'agricoltura montenerese fra eccellenza e fatica: oggi la Giornata del ringraziamento

La Redazione
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MONTENERO DI BISACCIA. Un appuntamento che si rinnova ogni anno: si è svolta oggi la Giornata del ringraziamento della Coldiretti. Come consuetudine la sfilata dei trattori si è snodata lungo le vie del paese, per poi far sostare in piazza i mezzi. Questi ultimi hanno attirato la curiosità anche dei non addetti ai lavori: i trattori moderni sono così diversi da quelli di anni fa, molto più grandi, gioielli di ingegneria e tecnica. I più curiosi chiedono sempre "quanto costa una ruota così enorme?". 4600 euro la risposta.
La messa nella chiesa di san Matteo celebrata dal parroco don Stefano Rossi e infine il pranzo in ristorante. 
Il settore primario a Montenero è da sempre importante, anche soprattutto per l'estensione territoriale notevole (oltre novemila ettari) e la diversificazione delle colture possibile grazie a terreni che vanno dal mare alla media collina. Dal grano duro per la pasta ai vigneti che producono uva destinata a vini di pregio da esportare, passando per l'olio extravergine di oliva e senza dimenticare gli ortaggi.
La Giornata del ringraziamento è perciò l'appuntamento annuale per fare il punto della situazione, scambiarsi opinioni e augurarsi che quella appena iniziata sia una buona annata.
L'agricoltura montenerese, pur tra le mille difficoltà che il settore attraversa in tutta Italia, resta un comparto che conta nell'economia locale. Costi che crescono (gasolio, mezzi, sementi, concime) e di contro prodotti non sempre pagati come si vorrebbe, queste le principali lamentele degli agricoltori. Ma vanno aggiunti anche dispendiosi adempimenti che, se da un lato garantiscono che i prodotti alimentari italiani siano sicuri ed eccellenti a livello mondiale, dall'altro fanno barcamenare gli operatori del settore per far quadrare i conti.
Nonostante ciò l'agricoltura a Montenero resiste e si rinnova, poiché si vedono parecchi giovani guidare i trattori, prendere le redini delle aziende di famiglia, o anche solo occuparsi dei terreni ereditati. Così come giovane è il presidente della Coldiretti di Montenero, Michele Porfido.

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