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L'ex brigatista originario di Mafalda Enzo Calvitti resta in Francia, negata l'estradizione

Si dice che sia stato un'ultima volta nel paese di origine nel 1987, da allora è sempre vissuto a Parigi

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C'è anche un pezzo di Molise e precisamente di Mafalda tra i dieci ex terroristi rossi per i quali la Francia ha appena negato l'estradizione. Non sarà rimpatriato pertanto Enzo Calvitti, originario del piccolo centro bassomolisano, dal quale tuttavia manca da molti anni. La decisione della Corte di appello di Parigi arriva a distanza di un anno e due mesi dalla cosiddetta operazione Ombre rosse, con la quale furono fermati i dieci latitanti riparati in Francia dopo essere appartenuti in Italia a organizzazioni terroristiche di estrema sinistra negli anni Settanta e Ottanta.
Classe 1955, Enzo Calvitti deve scontare 18 anni, 7 mesi e 25 giorni e 4 anni di libertà vigilata per i reati di associazione sovversiva, banda armata, associazione con finalità di terrorismo, ricettazione di armi. Questo in base alla sentenza della Corte di appello di Roma del settembre 1992.
Ma all'epoca Calvitti era già riparato in Francia da tempo, al pari di tanti altri italiani che beneficiarono della cosiddetta Dottrina Mitterand: protezione politica purché non fossero stati commessi reati di sangue. Un qualcosa che, specie in ambienti politici non di sinistra, da allora rappresenta un boccone amaro da mandare giù. Fino all'anno scorso, quando con l'arresto dei dieci latitanti, fra cui Calvitti, era sembrato che la Francia avesse cambiato idea. Invece oggi la marcia indietro e la decisione contraria all'estradizione. L'avvocato Jean Louis Chalanset, che difende Calvitti, si è detto felice che il suo cliente non finisca i suoi giorni in carcere. 
A Mafalda ci sono ancora dei parenti ed è conosciuto, per la verità vagamente e non sempre i compaesani ne hanno voglia di parlare. C'è chi pensa addirittura che fosse uno dei capi delle Br. In effetti lui approdò nell'organizzazione nella cosiddetta seconda fase, primi anni Ottanta, ma nella copiosa letteratura sul fenomeno che dal 1970 ha avuto i suoi rari colpi di coda fino ai primi anni Duemila, il suo nome non compare praticamente mai. Non era uno dei capi.
Enzo Calvitti è stato nel suo paese di origine l'ultima volta nel 1987 e circola la storia, non si sa quanto veritiera, che sia scappato pochi minuti prima dell'arrivo del famoso blitz della Digos. Decine di agenti passarono al setaccio l'abitato, ma senza esito. C'è chi dice che fuggì lasciando il piatto di pasta ancora fumante, ma è più ragionevole pensare che stesse via già da qualche giorno. In Francia potrebbe aver lavorato nell'edilizia, così riporta un sito spagnolo, ma si vociferava anche di libera professione da psicologo a Parigi. Non tornerà in Italia e non tornerà a Mafalda.
Nella foto Enzo Calvitti negli anni Ottanta
Link utili:
La Corte d'Appello di Parigi nega l'estradizione richiesta dall'Italia per dieci ex terroristi (Rainews)
 

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