Contucci in Regione, Marraffino pronto per la fascia? Ecco come andrebbe. La toccata di Donato Montecaster

La sindaca ha anticipato che "qualcuno" di Montenero dovrà fare il grande salto, ma in pole c'è solo lei. Cambia tutto in base a come decide di lasciare il Comune

Donato Montecaster
18/07/2026
Politica
Condividi su:


MONTENERO DI BISACCIA. Che si ambisca a un posto in Regione lo hanno detto i diretti interessati. Per giunta – letteralmente - precisando di volerne uno da assessore e non da "semplice" consigliere. E allora, se a rompere il tabù è stata la stessa sindaca, non apparirà esagerato esaminare lo scenario che si presenterà. Sempre che gli appetiti regionali siano placati fra due anni.
In sintesi, cosa succederebbe a Montenero se la appena riconfermata sindaca Simona Contucci fosse eletta a Palazzo D'Aimmo? Quando si tornerebbe al voto per le comunali? Quanto rimarrebbe in carica il vice sindaco? Arriverebbe per forza il commissario prefettizio?
Il lettore scuserà la sfilza di domande, ma servono a meglio inquadrare l'argomento ed esporre le varie ipotesi in campo. 
La prima e inevitabile conseguenza, se la sindaca sarà eletta in Regione, è che si tornerà al voto. Le due cariche sono incompatibili, come sancito dal Testo unico per gli enti locali (art. 65).
Significa che, poste le regionali nella primavera del 2028, si voterebbe per nuovi primo cittadino e Consiglio comunale nella primavera ancora successiva, nel 2029. Ma è qui che cambia, e di parecchio, come si possa arrivare a quelle elezioni. In sostanza, dipende tutto da come la Contucci abbandonerebbe la fascia tricolore. Una decisione dalla quale dipende anche il destino del vice sindaco, che è Nicola Marraffino.
Una volta conquistato uno scranno regionale, Simona Contucci potrebbe scegliere fra dimettersi da sé o farsi dichiarare decaduta dal Consiglio comunale. In questo secondo caso si tratta di una procedura che può durare un mese o poco più, con i vari passaggi, che prevedono infine lo scioglimento del Consiglio da parte del Ministero dell'Interno. Ma attenzione: in questo caso (decandenza) va via solo il sindaco, mentre restano al loro posto tutti gli altri fino a nuove elezioni. Tradotto: la Contucci uscirebbe dal Comune, subentrerebbe al suo posto il vice Marraffino che, insieme al resto della giunta, e del Consiglio comunale, continuerebbe ad amministrare fino a successive elezioni. Unica differenza sarebbe per la maggioranza avere un elemento in meno, non rimpiazzabile: Simona Contucci. E il Consiglio da tredici passerebbe a dodici elementi, fino alle elezioni dell'anno successivo.
Per Nicola Marraffino significherebbe un assaggio, un lungo antipasto, della carica cui sicuramente si ricandiderebbe nel 2029. Arriverebbe alle elezioni da sindaco uscente, in parole povere, con tutti i vantaggi che ne derivano.
E potrebbe persino accontentare un altro consigliere di maggioranza, avendo la facoltà di nominare un altro assessore per riportare la giunta alla composizione ordinaria, cinque elementi.
Tutti contenti e felici, portafogli più gonfio per chi da alzare la mano nelle assise avrebbe potere vero per l'ultimo anno, mantenimento dello status quo. Una grande volata verso successive elezioni, da vincere possibilmente con un risultato netto come due mesi fa. Questo lo scenario in caso di dichiarazione di decadenza del sindaco. Cambierebbe tutto se per caso si dimettesse.
Già, perché se la Contucci una volta regionale scegliesse questa opzione, cioè presentare dimissioni e lasciar passare i venti giorni previsti senza ripensarci, arriverebbe il commissario prefettizio. Un'ipotesi in cui la sindaca andrebbe a Campobasso, mentre per gli altri dodici si spalancherebbero le porte delle proprie case. Amministrazione comunale sciolta e comando in mano a un funzionario nominato dalla Prefettura. Questo chiaramente fino a successive elezioni, ma si tradurrebbe in quasi un anno di commissariamento. 
In tal caso il primo a rimanere a bocca asciutta sarebbe il vice Nicola Marraffino. Si vedrebbe tolta la fascia tricolore che già sentirebbe come parte del proprio abbigliamento. Una mossa, le dimissioni della Contucci, che sarebbe assimilabile a un tiro mancino nei confronti del suo attuale braccio destro. Ipotesi al momento più che improbabile, va precisato.
Questi gli scenari in caso di elezione regionale della sindaca. Lei stessa qualche giorno fa ha confermato gli appetiti regionali durante l'intervento in occasione della festa per la vittoria della sua lista. Dal palco allestito in piazza Giovanni XXIII ha detto che Montenero merita un posto in Regione, ma non da semplice consigliere, bensì da assessore. Subito dopo la prudente aggiunta che non è necessario che "sia io", ma anche qualcun altro. Sarà, ma allo stato è difficile ipotizzare che possa abdicare per qualcun altro, qualora vi saranno reali possibilità di riuscita.
Nella foto Nicola Marraffino e Simona Contucci
Temi correlati:
Contucci: in Regione fra due anni, ma da assessora (11/07/2026)

Leggi altre notizie su Montenero Notizie
Condividi su: