Dietro front per il forno crematorio a Petacciato: vince il Comitato per il no

Oggi pomeriggio la delibera di giunta che revoca il primo via libera alla proposta di un privato a novembre: "potrebbe essere di pregiudizio per il turismo"

Rossano D'Antonio
21/01/2026
Attualità
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PETACCIATO. Dietro front e per chi si è opposto è difficile non gridare alla vittoria, tant'è che lo fa. La giunta comunale dice no al forno crematorio, torna sui suoi passi e annulla la delibera con la quale dava il via al forno crematorio all'interno del cimitero. Un cambio di opinione, di sindaco e assessori, arrivato alle 17:00 di oggi pomeriggio, poco meno di quattro giorni dopo l'incontro che, in tutta evidenza e secondo quanto riportato sulla delibera, è stato decisivo.
La decisione di dare il via libera a un forno crematorio nel cimitero porta la data del 3 novembre. Il sindaco Antonio Di Pardo e gli altri componenti della giunta davano l'ok alla proposta di project financing di una ditta privata. In sintesi, niente costi per l'amministrazione comunale, anzi qualche vantaggio economico, e tutto realizzato dall'impresa. Quest'ultima è la Percorso Tirreno s.r.l. di Salerno e ha già al suo attivo un impianto, quello di Montecorvino Pugliano.
Il 13 novembre usciva su Monteneronotizie un articolo che faceva di fatto conoscere al pubblico la novità. E le polemiche non tardavano a manifestarsi, come per altro previsto nell'articolo.
Polemiche che hanno raggiunto l'acme nell'incontro voluto dall'amministrazione comunale e che si è tenuto il 17 gennaio. Qui il Comitato aria pulita ha manifestato tutte le proprie perplessità, scrivendo in un comunicato di "scontro duro e senza precedenti, con una sala gremita di cittadini compatti nel manifestare la propria contrarietà".
In sintesi, Petacciato non vorrebbe il forno crematorio "per ragioni ambientali, sanitarie, urbanistiche e morali. Non lo vuole perché percepisce questa scelta come imposta, distante dai bisogni reali della comunità e scollegata dalla volontà popolare. Il sindaco, invece di rassicurare e aprire un dialogo vero, ha mantenuto una posizione rigida, alimentando ulteriormente lo scontro e confermando la distanza ormai abissale tra Palazzo comunale e cittadini". Così il Comitato, che ha inviato a corredo del comunicato anche una foto dove a un osservatore attento non sfuggiva una certa ilarità, da parte dei relatori, nell'istantanea catturata dall'obiettivo fotografico.
Oggi la delibera di giunta che segna dietro front e vittoria del Comitato. "Dopo adeguata istruttoria l'amministrazione ritiene che tale intervento possa essere fonte di potenziale pregiudizio per l'immagine e lo sviluppo turistico del territorio". Questo e altro sulla delibera di giunta n. 2 di oggi.
Ed è precisato, se non ammesso, che l'incontro è stato il momento dirimente, poiché durante lo stesso "è emersa la preoccupazione e la contrarietà della cittadinanza soprattutto in considerazione dell’impatto negativo che l’intervento avrebbe potuto avere sull’immagine del territorio, caratterizzato anche da una rilevante vocazione turistica".
In conclusione, non ci sarà un forno crematorio a Petacciato, fine delle polemiche, ma resta da verificare l'eventuale strascico legale che potrebbe intraprendere l'azienda cui prima è stato detto sì e poi no. In tal senso la maggioranza guidata da Antonio Di Pardo, almeno sulla carta, parrebbe tranquilla. 
Sempre sulla delibera di giunta sono riportate le sentenze di vari Tribunali amministrativi regionali (Sicilia, Lazio, Umbria) in base alle quali l'amministrazione "rimane titolare del potere di valutazione della proposta per la tutela dell'interesse pubblico, i cui esiti si articolano in un ventaglio di possibili soluzioni: se sia più opportuno affidare il progetto per la sua esecuzione, se invece sia più confacente rinviare la sua realizzazione, ovvero non procedere affatto e revocare".
In altri termini "la pubblica amministrazione conserva, sino all'aggiudicazione, una piena discrezionalità nel modulare l'interesse alla prosecuzione della gara, potendo arrestarla per ragioni di opportunità, coerenza con i principi del codice dei contratti e rispetto delle osservazioni provenienti dagli organi di vigilanza, senza che ciò implichi un sindacato giurisdizionale di tipo sostitutivo".
Tradotto, Di Pardo e alleati non temono eventuali ricorsi per aver riconosciuto "l'interesse pubblico" della proposta della Percorso Tirreno il 3 novembre. Un qualcosa che comunque avrebbe dovuto ricevere il nulla osta del Consiglio comunale, oltre alla pubblicazione per dare sessanta giorni di tempo ad altri eventuali operatori economici interessati di presentare la propria offerta.
Una delibera, quella di oggi pomeriggio, che sembra mettere la parola fine in tempi decisamente veloci e dopo una riunione soltanto. Si continuerà a discettare se un forno crematorio serva o non serva in zona (i più vicini si trovano a 100, 165 e 200 chilometri di distanza), ma certo resta da registrare un fatto: la voce dei cittadini è stata ascoltata dal sindaco e dalla maggioranza.
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Immagine in alto fotomontaggio con il municipio di Petacciato realizzato con intelligenza artificiale Gemini; in basso particolare della delibera di giunta

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