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"La Barraccara", alla scoperta di uno dei piatti della tradizione culinaria montenerese

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MONTENERO DI BISACCIA. “La Barraccar”. Quando i sapori di un tempo rappresentano l’eccellenza delle tradizioni culinarie. La specialità nata per rifocillare compratori e venditori della grande fiera di San Matteo che si teneva nei giorni del 19, 20 e 21 settembre in onore delle celebrazioni del Santo Patrono ha preso il nome dal fatto che il piatto a base di pecora era venduto in una baracca. Ad ideare questa gustosa pietanza nel 1900 fu Michelangelo Potalivo detto “Sgarrone” macellaio del posto. Un piatto della tradizione locale che è entrato negli schermi nazionali ed internazionali con Ruggiero D’Ascenzo chef montenerese che nello scorso novembre ha conquistato i giudici del noto programma televisivo “Cuochi d’Italia”condotto da Alessandro Borghese.  Pe la a tradizione gli ingredienti sono (per quattro persone): 2 kg di carne di pecora o castrato, 1 kg di pomodori, 300 g di sedano, 1 cipolla, 500 g di peperoni, sale, qualche granello di pepe. Preparazione: cuocere gli ingredienti tutti insieme, tranne i peperoni, a fuoco lento per almeno tre ore; durante la cottura aggiungere un po’ di acqua per ottenere il sugo nel quale inzuppare il pane fresco; a 15 minuti dalla fine aggiungere i peperoni nel frattempo tagliati a listarelle. La pecora alla montenerese è una ricetta diversa dalla rinomata Santa Irene della vicina Tavenna e da quella di Capracotta.

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