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Endrio Borrelli: Una Vita per lo sport

Il 25 aprile ultima gara al De Santis per Endrio, accolto dalla standing ovation

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Prima o poi doveva succedere, ma per il nostro ospite è successo molto più tardi degli altri.
La chiusura del calcio giocato a quasi 47 anni, facendo parte di una squadra che ha stracciato tutti i record possibili, come si dice in gergo: chiusura con il botto.
Abbiamo con noi un esempio concreto di longevità, che ha giocato a calcio per tantissimi anni prendendosi anche tantissime soddisfazioni.
Iniziamo le presentazioni, come ti chiami?
Buongiorno a tutti i lettori di MonteneroNotizie e grazie Leo per questa intervista. Mi chiamo Endrio Borrelli e alla tenera età di 47 anni ho deciso di appendere le scarpe al chiodo.

Allora Endrio, sappiamo che sei dipendente della Stellantis di Atessa e che sei sposato con Luigina ed hai una bellissima figlia di 10 anni che si chiama Nicole, ma non tutti sanno che tu hai iniziato a giocare a calcio a vent'anni, fino a quell'età che sport praticavi?
Io da piccolo ho giocato sempre a pallavolo fino a venti anni.

Ricordiamo che negli anni '80 e '90 la pallavolo aveva più presa del calcio, tant'è che la squadra locale arrivò addirittura a disputare la serie B, tu nelle giovanili cosa hai vinto?
Eravamo un grande gruppo, molto affiatati ed eravamo soprattutto molto amici, vincemmo il campionato under14, il campionato under 16 e il campionato under 18, partecipando al trofeo delle regioni.
 

Invece con la squadra maggiore eri nel roster? Facevi qualche presenza?
Certamente, e vincemmo anche due campionati di serie D.

Quanti allenatori di pallavolo hai avuto?
Ho avuto sempre come allenatori Angelo De Risio e Davide Marraffino (Sadat).

Che ricordo hai di loro? Qualche aneddoto particolare?
Non ricordo aneddoti particolari ma solo la grandissima pazienza che avevano nei nostri confronti, eravamo tanti e molto fastidiosi in allenamento. A causa della chiusura del palazzetto ci siamo allenati un periodo alle scuole medie e per tantissimi anni al capannone, attuale discarica comunale. Ti lascio immaginare in che condizioni, freddissimo in inverno e un forno in estate, senza docce, con un bagno vergognoso e degli spogliatoi piccolissimi. Oggi con questi giovani/genitori nessuno rifarebbe il nostro percorso.

A Montenero una volta si disputavano tanti tornei cittadini, di vari sport, eri solito partecipare?
Non me ne perdevo uno, dal calcetto alla pallavolo, dal biliardino umano al calcio splash, per me erano riti estivi, guai a rinunciarci.

Ricordi qualche vittoria?
Si certo, ho vinto più di qualche torneo, uno di calcetto, un palio dei quartieri con viale Europa e un calcio balilla umano.

Nel torneo di calcio balilla umano avevi una compagna speciale che segnava tanti gol.
Si certo, era mia moglie Luigina, ricordo che facemmo una squadra tra amici per divertirci, siccome nel regolamento il gol della donna valeva doppio, abbiamo pensato a lei in attacco e per nostra fortuna i suoi gol ci fecero vincere il torneo.

Hai detto che hai giocato a pallavolo fino a venti anni, poi cosa è successo?
Ci furono due cause: la prima è che la maggior parte dei ragazzi della pallavolo sono partiti per l'università e quindi, non ci fu più una squadra e due mi chiamò Umberto Taddeo, che era l'allenatore della juniores del Montenero, a giocare con la juniores, dove disputai un paio di anni.

Cosa ricordi di quegli anni, ad inizio 2000?
Ricordo con molto piacere che mi divertii molto, con Umberto che ci teneva molto a me, anche perché venivo da un altro sport, ma soprattutto l'allenatore della prima squadra, Mister Nicola Pellicciotta, mi portò in panchina qualche gara in eccellenza, dove feci pure qualche gara.

Dopo i due anni con il Montenero cosa hai fatto?
Sono stato in giro, giocando in vari paesi, fino al finale di stagione 2005/06, a Carpineto Sinello, dove giocavo con Senese Gianluca e Vittorio Sacchetti, che ci dissero che nella stagione successiva sarebbe stata fondata una nuova società a Montenero.

Quindi accettasti di tornare a giocare in casa?
Si, era un gruppo di ragazzi di Montenero, che avevano allestito una nuova società di calcio, l'Olimpia Montenero, formata solo da ragazzi del posto (visto che l'altra disputava campionati di eccellenza), e mi hanno chiesto di giocare in porta.

Che campionato era?
Era il campionato di terza categoria, anno 2006/07, lo vincemmo e io giocai tutte le gare in porta.


 

L'anno successivo?
Dall'anno successivo ho iniziato a giocare in difesa, vincemmo anche quello, da lì in poi ho disputato tantissimi campionati, girando molti paesi tra Abruzzo e Molise come San Salvo, Vasto, Lentella, Carunchio, Montalfano, Termoli, Mafalda.

Ma Montenero comunque rimane nel cuore.
Ovviamente giocare nella squadra del proprio paese è quanto di più bello possa esserci, infatti la maggior parte degli anni li ho giocati nelle squadre di Montenero tra Olimpia, ASD, Amatori e Deportivo.

Hai vinto qualche campionato?
Con l'Olimpia, come già detto prima, ho vinto la terza categoria come portiere e la seconda come giocatore oltre ad una finale persa di coppa Molise di prima categoria. Con l'ASD ho vinto il campionato di seconda e ho vinto i play-off di prima categoria. Con il Deportivo ho perso la finale play off di seconda l'anno scorso e vinto il campionato di seconda categoria quest'anno. Un atro campionato, l'ho vinto a Montalfano in seconda categoria sempre con mister Liberatore.
Qual è il personaggio di calcio che più hai nel cuore?
Senza ombra di dubbio il “MISTER” per eccellenza: Tonino D'Ascenzo, che segue tutto ciò che è il calcio Montenero da oltre 50 anni, e sono felice di aver festeggiato i suoi 60 anni con lui quando ero con gli Amatori.
 

Qual'è il mister con cui ti identifichi di più?
Come mister nel calcio, mi identifico molto nel credo del mister Liberatore detto "La Tigre" che fonda tutto su intensità, grinta e presenze negli allenamenti e aggressività e il non far rifiatare l'avversario in partita... detto alla montenerese a "moccicare" sempre il portatore di palla.

Che squadra di calcio tifi?
Tifo "A Maggica", la Roma.

Sabato 25 aprile, ultima gara al De Santis, la società ti ha omaggiato di una targa e soprattutto ha organizzato la festa insieme a te, con tanto di speaker per enfatizzare il momento e festa finale. Elenca le emozioni.
È stato uno dei giorni più belli della mia vita, chi mi conosce sa che non amo stare sotto i riflettori, ma per una volta si può fare: sono partito titolare, con la fascia da capitano e al secondo tempo, tutti i presenti, amici, parenti e soprattutto avversari, mi hanno tributato un lungo applauso, in quel momento l'emozione è stata enorme.


Al termine della gara, insieme alla società, hai preparato un terzo tempo a base di pizza e dolci.
Si era doveroso ringraziare quelli che sono venuti a salutarmi, la cosa che mi ha molto fatto piacere, è stata che gli amici di Mafalda sono rimasti a festeggiare con me, anche perché ho giocato anche a Mafalda.



Cosa farai adesso?
Ovviamente dedicherò lo stesso tempo per allenarmi da solo finché ce la faccio, e starò più tempo con la mia famiglia, ma vorrei sottolineare che sabato è stata sì l'ultima partita in casa di campionato, ma seguirò la squadra fino alla fine.

Grazie Endrio a nome di tutta la redazione di MonteneroNotizie.Net ti auguriamo le migliori cose.
Grazie a voi per la bella intervista  saluto e ringrazio voi e tutti i lettori.

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