MONTENERO DI BISACCIA. Che ci sia stata l'ha confermato anche l'autrice, benché non sia d'accordo sulla terminologia. Per la sindaca Simona Contucci non è stata un'irruzione, per chi l'ha cacciata da quell'ufficio sì. Continua la storia infinita delle liste escluse dalle comunali di maggio. Tutto in pochi giorni. Forse troppo pochi.
Ieri il comizio di presentazione della lista Montenero coraggiosa, guidata dalla sindaca uscente che si ripropone per un altro mandato. Le altre due liste aspettano l'esito del ricorso al Consiglio di Stato sulla loro esclusione per aver presentato con alcuni minuti di ritardo. Ricorso che arriva due giorni dopo la vittoria al Tar. Se si tratti di vittoria cantata troppo presto si vedrà dopo domani, presumibilmente, quando dovrebbe arrivare il responso dalla Capitale. Si era anticipato che tutto si svolge molto in fretta, con colpi di scena senza soluzione di continuità .
Intanto nel comizio di ieri sera, finora l'unico per le comunali 2026, la Contucci ha preso l'argomento esclusione liste avversarie. Un qualcosa che, dovesse andare come lei stessa auspica in sede processuale, significherebbe vedere solo la sua lista sulla scheda. Sindrome petacciatese nella variante montenerese, come è ormai ribattezzata.
Secondo la sindaca costituirsi in giudizio in sede di Tribunale amministrativo prima, Consiglio di Stato ieri, non significa non voler avversari per "vincere" facile. Significa viceversa rispettare le regole e "se il treno parte alle 12, alla stazione ci si presenta alle 12.25?". Questo un passaggio del suo discorso ieri pomeriggio in piazza. Vale la pena di ricordare che il Tar ha riammesso le liste considerando il ritardo minimo e dovuto a disbrighi burocratici, i presentatori erano già dentro prima delle 12:00. Sono riusciti a depositare più tardi per motivi dipendenti dalle circostanze e dagli uffici. Di avviso diverso la Prefettura e, come spiegato, sindaca e maggioranza.
L'irruzione della Contucci e di Nicola Marraffino. Una vicenda riportata su Monteneronotizie dal primo giorno, ossia da quell'ormai celebre e a tratti famigerato 25 aprile 2026. Ieri è arrivata infine la versione della controparte. Che si trascrive tal quale: "Per quanto mi riguarda vi dico di non credere alle banalità che avete letto e sentito circa la mia presunta irruzione nella stanza in cui si stavano presentando le liste, al fine di turbare o bloccare l'operazione in corso in quel momento. La sottoscritta – sono sempre parole della sindaca Contucci - ben oltre le 12.00 di sabato 25 aprile si è avvicinata solo un attimo per chiedere che venissero rispettate le regole previste dalla legge, ricevendo indietro insulti da parte di qualche rappresentante delle liste presenti".
L'irruzione è avvenuta mentre presentavano la lista i delegati della lista Montenero dignitosa, candidato a sindaco Gaetano De Risio. Il "ben oltre", trasposto in lancette di orologio, significa le 12:12, come riportato sui verbali, sui ricorsi ecc.
La versione degli esclusi, poi riammessi e oggi appesi alla decisione del Consiglio di Stato, è invece molto diversa. Secondo quanto raccontato Simona Contucci è entrata spalancando la porta insieme all'assessore Marraffino e, con toni veementi, ha sottolineato il ritardo, rivolgendosi soprattutto al segretario comunale. Uno dei delegati era l'ex politico Nicola D'Ascanio che, poco dopo, ha candidamente riferito di averla cacciata dalla stanza, non avendo nessun titolo per esservi.
Queste le due versioni dell'irruzione. Si potrà non essere d'accordo sulla terminologia, ma la sindaca è entrata in un ufficio mentre altri presentavano la lista. Ieri anche la sua conferma, mentre resta da acquisire la versione sull'altro fatto anomalo accaduto sempre nel famoso 25 aprile. Intorno alle 12:30, minuto più minuto meno, erano usciti dal municipio tutti i delegati delle due liste avversarie della sindaca. Mentre lei era ancora all'interno ed è stata vista uscire ben oltre le 13:00. Un lasso di tempo durante il quale dalla piazzetta sono state sentite grida provenire dall'ultimo piano del municipio. Subito dopo la finestra è stata chiusa in tutta fretta, probabilmente proprio per evitare che orecchie indiscrete sentissero. Poco dopo, sempre nella piazzetta, persone molto vicine alla lista della sindaca parlavano di ritardo e quindi liste escluse. Come a pregustare, senza apparenti patemi, la conseguente sindrome petacciatese nella variante montenerese: una sola lista non per mancanza di candidati ma per errori burocratici. Errori per altro non riconosciuti tali dal Tar e che ancora devono essere discussi al Consiglio di Stato.
La storia infinita delle comunali 2026 continua, fra irruzioni, carta bollata e santini stampati che, aspettando l'esito processuale, non si sa se serviranno.
Immagine in alto generata con intelligenza artificiale

