MONTENERO DI BISACCIA. "Il Tar ha fornito una motivazione illogica e contraddittoria". Ma non solo: è stata ammessa "alla competizione una lista la cui presentazione tardiva è ascrivibile unicamente alla negligenza e all’imperizia dei suoi presentatori".
Si arricchisce di un nuovo colpo di scena la già ricca di sorprese campagna elettorale per le comunali 2026. Oltre alla Prefettura di Campobasso, ha presentato ricorso al Consiglio di Stato anche la maggioranza uscente, vale a dire la lista Montenero coraggiosa. Firmatarie la sindaca Simona Contucci e l'assessora Fiorenza Del Borrello; contro i candidati sindaci delle liste avversarie, vale a dire Gaetano De Risio e Nicola Travaglini.
Il Consiglio di Stato dovrà rispondere entro tre giorni, secondo il copione già osservato nel primo grado al Tribunale amministrativo del Molise.
La vicenda è quella ormai nota e che sta tenendo banco in questi giorni dell'agone politico locale. Due liste escluse per aver presentato i documenti in municipio alle 12:12 e alle 12:25, a fronte del termine massimo consentito di mezzogiorno. L'irruzione della sindaca e dell'assessore Nicola Marraffino per contestare il ritardo; la bocciatura da parte della Sottocommissione elettorale. Infine la riammissione delle due liste da parte del Tar. Oggi l'ultimo capitolo, con il ricorso al Consiglio di Stato non solo da parte della Prefettura, ma anche della maggioranza uscente che, dovesse spuntarla stavolta, correrebbe da sola alle comunali del 24 e 25 maggio.
Per gli avversari la mossa della Contucci e la sua insistenza giudiziaria dimostrano che non vuole competitori. Una sola lista, sindrome petacciatese nella variante montenerese. La sindaca, poco fa nel suo primo comizio, ha invece affermato di voler il rispetto delle regole. Ma il risultato non cambia: se le due liste concorrenti perdono al Consiglio di Stato resta solo lei a "competere".
E allora, su cosa si basa il ricorso presentato oggi pomeriggio, poco prima che scadessero i termini per farlo?
Per i due distinti ricorsi Contucci e Del Borrello hanno incaricato tre avvocati: Salvatore Di Pardo, Andrea Latessa e Nicola Scapillati. In apertura entrambi contestano la legittimità della procedura seguita in primo grado. "Il ricorso ed i motivi aggiunti non sono stati notificati alla Sottocommissione elettorale presso la sede, bensì presso l’Avvocatura dello Stato" scrivono i legali. Questo renderebbe il ricorso inammissibile ed è qualcosa che già in sede di Tar è stato contestato, ma non tenuto in conto dai giudici.
Passando al motivo concreto per cui le liste sono state inizialmente escluse, secondo i legali incaricati dalla maggioranza non basta la sola presenza fisica in municipio, prima della scadenza delle 12:00. Occorre viceversa dimostrare che sia comprovato che il ritardo non dipenda dai presentatori. Cosa che, a loro giudizio, non si sarebbe verificato il 25 aprile a Montenero. In sintesi, sarebbe stata la loro negligenza, poiché "non si sono recati tempestivamente presso l’ufficio del segretario pur potendolo fare".
Quello osservato al Tar a fine settimana si tradurrebbe pertanto in "un travisamento dei fatti", con "una non corretta applicazione delle norme e dei principi giurisprudenziali in materia".
Pur avendo dei punti in comune, i due ricorsi differiscono in parecchie parti, per esempio nel finale. Quello contro De Risio: "L'accoglimento del ricorso di primo grado sulla base di tali fragili e travisate argomentazioni costituisce un grave vulnus ai principi di legalità e certezza che devono informare l'intero procedimento elettorale. Per tali ragioni, la sentenza impugnata deve essere integralmente riformata".
Nel caso di Travaglini: "La sentenza impugnata ha quindi ammesso alla competizione una lista la cui presentazione tardiva è ascrivibile unicamente alla negligenza e all’imperizia dei suoi presentatori, in palese violazione del principio di auto-responsabilità e della 'par condicio' con le altre liste che hanno diligentemente rispettato i termini perentori di legge".
Il tutto aspettando la sentenza del Consiglio di Stato. Se sarà favorevole alla maggioranza si avrà la sindrome petacciatese nella variante montenerese: una sola lista (e sarebbe la prima volta a Montenero) non perché manchino i candidati, sia pur trovati all'ultimo in qualche caso, ma per errori burocratici. Se di errori si tratta.
Se la sentenza sarà favorevole agli avversari della Contucci avranno in ogni caso perso due settimane di campagna elettorale. Laddove lei stasera ha già presentato i candidati e una prima bozza di programma. La campagna elettorale più atipica di sempre prosegue.
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