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La conquista facile del potere con la sindrome petacciatese, eppure una via d'uscita ci sarebbe

Cosa succederà se sabato ci sarà una sola lista, come funziona il quorum, quanti "voti" la Contucci dovrebbe prendere per restare sindaca

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MONTENERO DI BISACCIA. Impensabile fino alla scorsa tornata elettorale, oggi appare molto meno che una remota possibilità. Viceversa può concretarsi eccome la sindrome petacciatese. E questo nonostante siano in corso manovre per provare a presentare una seconda lista. Manovre rese complicate dalla penuria di candidati, su tutti i fronti sia pur con entità diversa. E mancano due giorni alla presentazione.
Ma non dovesse esserci, se sabato mattina sarà presentata solo la lista della maggioranza uscente, cosa c'è da sapere? Si può considerare uno scenario simile l'anticamera della dittatura comunale? E sarebbe davvero una corsa senza alcun ostacolo verso il potere per quell'unica lista?
Per rispondere occorre riassumere molto velocemente la normativa. Nei comuni con meno di 15000 abitanti, nella fattispecie Montenero, per essere valida un'elezione simile occorre che vada a votare almeno il quaranta per cento degli aventi diritto; inoltre fra tutti i voti espressi l'unica lista deve ottenere almeno il 50 per cento. Fattore molto importante: non rientrano nel computo gli elettori residenti all'estero (Aire), se non votano effettivamente. Qualche esempio pratico focalizzato su Montenero può far meglio comprendere.
I numeri nel caso in esame, dati comunali alla mano, sono: 6964, dei quali 1967 iscritti all'Aire. Ne consegue che il calcolo del quaranta per cento va fatto su 4997, il che dà un quorum di circa 2000 elettori. 
Se andassero a votare in 2000, affinché l'unica lista centrasse l'obiettivo, su almeno 1000 schede dovrebbe essere indicata una preferenza per essa. In altri termini, se schede bianche e nulle superassero le mille unità, la metà del totale, l'elezione sarebbe nulla e arriverebbe il commissario prefettizio. Tutti a casa e nuova consultazione l'anno prossimo.
I voti espressi dai residenti all'estero vanno sommati e concorrono a formare il quorum. Solo i voti espressi, non quelli degli aventi diritto, dettaglio non trascurabile.
Nel caso di Montenero in genere gli elettori effettivi alle comunali sono poco sopra le quattromila unità. Si verificasse la sindrome petacciatese, tuttavia, bisognerebbe mettere in conto un'astensione sicuramente maggiore. Meno candidati significa meno parenti e amici costretti o felici di andare a votare; una sola lista può significare che una fetta di popolazione si sente orfana di un riferimento politico.
Numeri complessivi a parte, le percentuali restano quelle. Ed è in base a esse che si possono prefigurare tre scenari.
Primo e più probabile sarebbe la vittoria senza patemi dell'unica lista. Il che significherebbe la riconferma della sindaca Simona Contucci (a meno di cataclismi politici al momento imprevedibili, è lei la candidata dell'amministrazione uscente). La grande maggioranza degli elettori scriverebbe il suo nome sulla scheda, oltre a quello di uno o due candidati. La sua amministrazione bis si insedierebbe senza avversari.
Secondo scenario: astensionismo di massa e quorum mancato. Dovrebbero andare a votare meno di duemila persone e, anche con gli eventuali elettori esteri, non raggiungere il quorum di conseguenza aggiornato. Come accennato l'elezione sarebbe nulla, nuovo tentativo l'anno dopo.
Terzo scenario: massa di schede bianche e nulle, sconfitta della maggioranza uscente. Sarebbe una chiara espressione di voto, al pari o più della precedente ipotesi. In caso di unica lista la stessa deve ottenere almeno il cinquanta per cento dei voti, ma se il 24 e 25 maggio le schede bianche e nulle fossero maggioritarie, l'elezione sarebbe invalidata. Commissario prefettizio e nuovo tentativo l'anno prossimo.
Le due ipotesi che prevedono la non validità dell'elezione sono di fatto un'espressione contraria all'unica lista in competizione. Come se gli elettori dicessero: al posto di questa preferisco un funzionario che regga il Comune. Sperando che l'anno seguente non si verifichi ancora la sindrome petacciatese.
Nell'immagine in alto la scuola Primaria di Montenero di Bisaccia durante una precedente consultazione elettorale, elaborazione digitale e fotomontaggio effettuati con intelligenza artificiale

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