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C'è chi sogna la Contucci in Regione e vende la pelle dell'orso prima della cattura

A un mese dalle comunali c'è chi scommette sul salto di qualità della sindaca nel '28; si apre la lotta alla successione: il Malmantile alla montenerese

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MONTENERO DI BISACCIA. Intorno alla metà del Seicento è difficile che nel Malmantile racquistato si pensasse agli appetiti regionali di secoli dopo in quel di Montenero. Vendere la pelle prima di aver preso l'orso, viene da lì ed è usato quando si dà qualcosa per scontato troppo presto. E così, nella tumultuosa e più enigmatica pre-campagna elettorale della storia montenerese, capita che già si pensi alla successione della Contucci una volta eletta in Regione.
O meglio, si dà per certo il suo salto di qualità e si pensa all'avvicendamento. Pazienza se nel mezzo ci sono due elezioni: le comunali fra un mese e le regionali fra due anni.
Ed è più di una voce, circola con nonchalance negli ambienti della maggioranza e dei nuovi acquisti, o presunti tali, in vista delle elezioni di maggio. 
Dovesse verificarsi, dovesse la Contucci conquistare un posto in Consiglio regionale nel 2028 dopo aver vinto le prossime comunali ed essere riconfermata sindaca, cosa accadrebbe? Le soluzioni sarebbero due, contemplate dal Testo unico degli enti locali, che regolamenta i casi di incompatibilità, come fra sindaco e consigliere regionale. Detto altrimenti, si può ricoprire solo una delle due cariche.
Ipotesi 1: il sindaco dà le dimissioni e sceglie il Consiglio regionale. Si torna al voto nella prima data utile, ma nel frattempo il Comune è retto da un commissario nominato dal prefetto.
Ipotesi 2: il sindaco è dichiarato decaduto dal Consiglio comunale, poiché incompatibile. In questo caso si torna ugualmente al voto appena possibile, ma nel frattempo la reggenza passa al vice sindaco. Niente commissario.
Simulazione di applicazione pratica a Montenero di Bisaccia. Simona Contucci vince le comunali del 24 e 25 maggio e resta sindaca. Nella primavera 2028 si candida alle regionali del Molise e anche lì è eletta. Deve scegliere una delle due cariche e ovviamente sceglie la Regione. Ecco gli scenari.
Ipotesi 1. Si dimette, verosimilmente durante l'estate 2028. Arriva il commissario prefettizio a reggere il municipio al suo posto. Consiglieri e assessori a casa, si torna al voto nella primavera 2029.
Ipotesi 2. Si sceglie la linea più soft e più adatta al passaggio di testimone. La sindaca non fa niente e lascia che provveda il Consiglio comunale, tramite procedura di decadenza per incompatibilità. Il potere passa in mano al vice sindaco, che insieme ai consiglieri e agli assessori rimane in carica fino alle successive elezioni. Quindi si torna al voto sempre nella primavera 2029, ma con gli stessi amministratori comunali, fatta eccezione per il sindaco. Questa strada è stata quella percorsa a Petacciato nel 2023-2024.
Va da sé che in caso di avvicendamento interno programmato l'ipotesi migliore è la seconda. Il vice sindaco arriva a candidarsi, l'anno successivo, ricoprendo già le funzioni di primo cittadino da parecchi mesi. Come se fosse uscente e come sperimentato nella vicina Petacciato.
Altrettanto va da sé che, in fase di formazione della giunta, chi è nominato vice già sa che sarà l'erede designato del sindaco. Un fattore, questo, che influenzerà in caso di vittoria elettorale le scelte della Contucci? Nel 2020 il suo calcolo si basò su genere e numero di voti. Stavolta terrà conto dei famelici e prematuri appetiti politici di qualche sottoposto che già pregusta la successione?
Nel frattempo c'è una prima imminente scadenza elettorale da superare, le comunali, e fra due anni le ben più complicate regionali. Ma intanto nei suoi ambienti c'è chi comincia a vendere la pelle dell'orso prima di averlo preso. E anche fuori se ne parla, tanto la voce circola. Un Malmantile alla montenerese.
Immagine in alto realizzata con intelligenza artificiale

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