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Il Consiglio fuori tempo: ventuno anni fa la bagarre, domani?

Un solo argomento che riguarda di striscio il Prg. Nel 2005 si parlò solo di Prg, in un clima pre elettorale acceso laddove oggi si rischia la sindrome petacciatese

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MONTENERO DI BISACCIA. Ventuno anni fa in condizioni analoghe fioccarono le polemiche, la minoranza inscenò una protesta e abbandonò la seduta. Se domani mattina accadrà lo stesso non si sa, per quanto non sembrano esservi i presupposti. Consiglio comunale fuori tempo massimo quello convocato per le nove. Un solo punto all'ordine del giorno, che riguarda l'area camper da realizzare in una parte del vecchio stadio Capolaserra.
L'amministrazione comunale è chiamata a dare un'autorizzazione in deroga al Piano regolatore. L'evidenza è che, dopo lo scivolone per l'asilo nido al posto dell'ex terminal, la maggioranza abbia messo giudizio. Quando c'è di mezzo lo strumento urbanistico, vien da pensare, meglio andarci con i piedi di piombo. Nell'altro caso ci si accorse tardi che occorreva una variante (più delicata della deroga); domani mattina si interviene nei tempi sotto gli aspetti urbanistici, non per la normativa sulla convocazione dei Consigli comunali. Non si possono convocare più, da qui al voto, se non per motivi urgenti e improrogabili. Questo perché sono già stati indetti i cosiddetti comizi elettorali (9 aprile 2026). Così la normativa, ma a decidere se le ragioni siano urgenti e improrogabili è la maggioranza. Gli avversari possono protestare, nulla di più.
A far approvare la deroga al Prg domani mattina saranno pertanto i tempi imposti dal Ministero del Turismo, che finanzia l'opera. Ma almeno hanno scampato la variante, più complicata come detto, e non ci sono stati a quanto pare intoppi dovuti alla presenza in loco di un'area protetta dal punto di vista ambientale (Sito di importanza comunitaria IT 7222213 “Calanchi di Montenero").
Protesterà qualcuno dalla minoranza con la motivazione che non sussistono i motivi di urgenza e improrogabilità? In sintesi, che si poteva lasciare l'incombenza alla nuova amministrazione dopo le elezioni di maggio? Si vedrà, nel frattempo si può ripercorrere come andò nel 2005, quando lo stesso fu convocato un Consiglio comunale oltre i termini consentiti.
Il Consiglio comunale con dodici ordini del giorno era stato inizialmente convocato per il 15 febbraio 2005, ma fu rinviato al 21 perché l'allora consigliere di minoranza Nicola Travaglini si mise di traverso. In particolare contestò la mancata consegna degli atti e probabilmente questo fu dovuto alla fretta. Sindaco era Giuseppe D'Ascenzo, che si vide costretto a rinviare la seduta. Il risultato fu che nel frattempo erano arrivati i cosiddetti comizi elettorali (annuncio ufficiale delle elezioni), precisamente il 17 febbraio. Da quel momento, in sostanza, le assise civiche potevano essere indette solo per motivi urgenti e improrogabili. Riepilogando: la data originaria del 15 era entro i limiti, quella aggiornata al 21 era fuori. Rinvio dovuto al fatto che non avevano consegnato o non erano riusciti a consegnare i documenti degli odg alla minoranza.
E così, il 21 febbraio, i consiglieri di opposizione non si fecero sfuggire l'occasione per sparare a zero sugli avversari. 
“Gli argomenti non sono assolutamente urgenti e improrogabili – disse Domenico Porfido –. La preoccupazione nostra non è quella di non far fare il Consiglio, ma è di adottare atti illegittimi”. Invece il collega Teresio Di Pietro parlò di "captatio benevolentia" (cattura di favori), per argomenti che potevano essere discussi "già da tanti Consigli". Infine la richiesta che tutte le delibere fossero inviate al Prefetto. A seguire l'abbandono della seduta di tutti e tre, oltre ai due citati c'era Nicola Travaglini. In realtà non uscirono dalla sala consiliare, ma si accomodarono nello spazio riservato al pubblico, continuando a seguire la seduta da spettatori.
Il sindaco D'Ascenzo fece proseguire i lavori, replicando: "non credo che la migliore politica che una amministrazione possa fare sia andarsi a barricare dietro queste pretestuosità”. E questo perché c'erano a suo avviso argomenti "molto importanti da approvare".
Furono perciò sottoscritti dalla sola maggioranza i dodici ordini del giorno. Si andava dalla variante al Piano regolatore per la strada Mare-Collina (si sarebbe scoperto poi essere il breve tratto dalla Sp 55 alla Querce grosse) ai Piani di recupero di zone centrali del paese, controdeduzioni e osservazioni al Prg in zona costiera. Si parlava di Piano regolatore generale con una certa facilità ai tempi, da quindici anni a questa parte è diventata materia sconosciuta. O addirittura sbagliata clamorosamente, come nel caso dell'asilo nido ricavato nel vecchio terminal bus.
Ventuno anni fa questo era il clima pre elettorale a Montenero di Bisaccia. Acceso e vivace.
L'ipotesi della sindrome petacciatese, una sola lista, sarebbe stata accolta con una sonora risata. Fra nove giorni potrebbe viceversa capitare.
Nella foto un momento concitato del Consiglio comunale del febbraio 2005

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