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Verso le comunali: oggi penuria, un tempo troppi candidati

Dalle abbuffate degli anni '80 allo spettro della sindrome petacciatese nel 2026. Analisi di mezzo secolo di storia elettorale montenerese, aspettando la presentazione delle liste

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MONTENERO DI BISACCIA. Finanche sette liste con oltre cento candidati può stridere con il rischio odierno di sindrome petacciatese. Ma per sapere come andrà occorrerà aspettare il 25 aprile; nel frattempo si può osservare l'ultimo mezzo secolo, anche qualcosa in più.
Quella che segue è una disamina di come si è arrivati alla formazione delle liste per le elezioni comunali a Montenero, dal 1970 a sei anni fa. Un'analisi che arriva in un periodo particolare, se non unico: il rischio che si presenti una sola lista, senza concorrenti, come avvenuto a Petacciato nel 2024. Tanta è l'incertezza che affligge entrambe le principali fazioni, centrodestra e centrosinistra, e finanche la squadra che ha iniziato a mettere in campo la sindaca uscente Simona Contucci. Tutti hanno difficoltà a trovare candidati.
Viceversa in passato abbondavano, qualche volta fin troppo, tanto le liste quanto gli aspiranti consiglieri comunali. O qualche volta solo riempilista, magari per rimediare qualche giorno di licenza dal servizio militare.
Unica premessa necessaria: il numero di consiglieri è stato di venti fino al mandato iniziato nel 1997, diciassette fino al 2015, tredici attualmente. Inoltre l'elezione diretta del sindaco, a Montenero dal 1997, ha ridotto drasticamente il numero delle liste. Prima si eleggeva il primo cittadino in Consiglio comunale, dopo le elezioni e il sistema era proporzionale. Da anni i cittadini vedono sulle liste chi dirigerà il paese se vincitore e il sistema è maggioritario. Ergo, meno liste e meno candidati.
1970. Le liste presentate furono quattro: Democrazia cristiana, Partito comunista italiano, Torre (civica di ispirazione dc) e Partito socialista italiano. Sindaco divenne Antonino Vitulli (Torre), grazie a un'alleanza con comunisti e due dei nove democristiani eletti. Purtroppo non si ha il numero dei candidati.
1975. Sei liste: Partito comunista italiano, Coltivatori (civica centrista), Partito socialdemocratico, Democrazia cristiana, Partito socialista, Torre. Centoventi i candidati. La maggioranza fu composta da Dc, Pci e Psi. Va detto che quest'alleanza fu rivista qualche anno dopo, spostandosi a centro. Sindaco divenne Luciantonio Sacchetti (Dc).
1980. Sette liste e centotrentasei candidati: Gallo (civica di sinistra), Partito comunista, Contadino (civica), Democrazia cristiana, Partito socialista, Partito socialdemocratico, Torre. Come di consueto la maggioranza fu composta qualche settimana dopo in Consiglio comunale così: Dc e Torre. Sindaco Armando Benedetto (Dc).
1985. Sei liste, centosette candidati: Partito comunista, Partito socialdemocratico, Spiga (civica costola della Dc), Campanile (civica centrista), Partito repubblicano italiano, Democrazia cristiana. La maggioranza arrivò dopo settimane turbolente, composta da Spiga, Pci e Psdi. Sindaco Nicola D'Ascanio (Pci).
1990. Cinque liste e settantuno candidati: Partito repubblicano, Movimento sociale italiano, Democrazia cristiana, Partito comunista, Partito socialista. Con undici seggi il Pci compose da solo la maggioranza ed elesse sindaco Nicola D'Ascanio.
1992 (voto anticipato per crac amministrativo). Sei liste e novantanove candidati: Movimento popolare montenerese (civica centrista), Democrazia cristiana, Rifondazione comunista, Partito socialista, Partito democratico della sinistra (ex Pci), Coltivatori (civica centrista). La maggioranza fu dapprima composta da Dc, Mpm, Coltivatori e Rifondazione (sindaco Domenico Porfido, Mpm), poi ci fu un riconteggio delle schede e al Pds fu assegnato un decimo seggio. L'anno successivo la nuova maggioranza fu composta da Pds e un democristiano. Tornò a essere sindaco Nicola D'Ascanio (Pds).
1997 (prima volta con elezione diretta del sindaco e Consiglio ridotto a diciassette membri). Due liste e trentadue candidati: Libertà e progresso (civica di centrodestra), Montenero democratico popolare (civica di centrosinistra). Sindaco divenne Sandro Panicciari (Mdp).
2000 (voto anticipato per crac amministrativo). Tre liste e cinquantuno candidati: I Democratici con Di Pietro, Polo per le libertà, Montenero democratico popolare. Eletto sindaco Giuseppe D'Ascenzo (Mdp).
2005. Due liste e trentaquattro candidati: Alternativa e sviluppo (civica di centrodestra), L'Unione (simbolo usato in quel periodo dal centrosinistra a livello nazionale). Confermato sindaco Giuseppe D'Ascenzo (L'Unione).
2010. Tre liste e cinquantaquattro candidati: Progresso e libertà (civica di centrosinistra), Uniti per Montenero (mista con elementi di centrodestra e centrosinistra), Montenero in Comune (civica di centrosinistra). Eletto sindaco Nicola Travaglini (componente di centrodestra di Uniti per Montenero).
2015 (Consiglio comunale ridotto a tredici membri). Quattro liste e quarantanove candidati: Uniti per Montenero (civica nel frattempo spostata a destra), Montenero vince (civica di centrosinistra), Movimento 5 stelle, Partito democratico. Confermato sindaco Nicola Travaglini.
2020. Due liste e ventisei candidati: Montenero coraggiosa (civica di centrodestra, erede di Uniti per Montenero), Montenero che rinasce (civica di centrosinistra). Eletta sindaca Simona Contucci (Montenero coraggiosa).
Fin qui il quadro storico degli ultimi cinquantasei anni, per vedere come andrà nell'imminente tornata elettorale bisognerà aspettare il 25 aprile 2026. La scadenza per la presentazione delle liste, a mezzogiorno, come consuetudine. Sarà superato l'impasse che secondo diverse fonti affligge i tre principali scacchieri? Si tratta del centrosinistra, col Pd in prima linea e che ha anche affittato una sede in piazza; suo candidato dovrebbe essere Antonino D'Antonio, ex assessore fine anni Novanta-inizio Duemila. A seguire la lista della sindaca uscente Contucci, che vuole tentare il bis, e infine la parte di centrodestra con cui la stessa ha litigato tre anni fa. Quest'ultima fa capo all'ex sindaco Nicola Travaglini, ma che ancora non scioglie la riserva su un suo eventuale ritorno. In ogni reparto ci sarebbero difficoltà a trovare candidati e si vocifera anche di tentativi incrociati di seduzione politica. Ammiccamenti fra Contucci ed elementi di sinistra, ma anche con parti della destra che si vuol sottrarre alla sorveglianza di Travaglini. E finanche fra destra e sinistra ci sono stati tentativi di dialogo, ma che al momento non avrebbero portato a nessun accordo.
Un mescolamento di carte che non stupirà più di tanto, poiché a Montenero le maggioranze dagli anni Settanta sono quasi sempre state miste e quando si poteva persino a geometria variabile nel corso del mandato. Di diverso, adesso, c'è che è diventato parecchio difficile trovare chi è disposto a mettersi in gioco.
Immagine in alto: fotomontaggio su municipio di Montenero di Bisaccia (com'era fino al 1992) realizzato con intelligenza artificiale
Evoluzione Elettorale a Montenero di Bisaccia (1970-2026)

AnnoListeCandidati (Tot)Seggi ConsiliariSistema / NoteSindaco Eletto
19704N.D.20ProporzionaleA. Vitulli (Torre)
1975612020ProporzionaleL. Sacchetti (DC)
1980713620Picco di partecipazioneA. Benedetto (DC)
1985610720Prima giunta di sinistraN. D'Ascanio (PCI)
199057120Maggioranza monocoloreN. D'Ascanio (PCI)
199269920Voto anticipatoD. Porfido / N. D'Ascanio
199723217Elezione diretta SindacoS. Panicciari (Civica)
200035117Voto anticipatoG. D'Ascenzo (Civica)
200523417Bipolarismo perfettoG. D'Ascenzo (Civica)
201035417Liste miste (DX/SX)N. Travaglini (Civica)
201544913Taglio dei consiglieriN. Travaglini (Civica)
202022613Minimo storico candidatiS. Contucci (Civica)
2026??13  
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