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Comunali a Montenero: la sindrome petacciatese avanza

Le ultime indiscrezioni vedono le tre fazioni in difficoltà nel trovare candidati, mentre la Contucci prova a "dialogare" a destra e a sinistra. Ci sarà solo la sua lista?

La Redazione
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MONTENERO DI BISACCIA. Sindrome petacciatese causa penuria di candidati: una possibilità che prende quota a cinquantadue giorni dalla presentazione delle liste. L'appuntamento elettorale è il più sentito, trattandosi di comunali, eppure sembra che ognuna delle tre fazioni abbia difficoltà a trovare persone da inserire in elenco. Da qui l'ipotesi – inedita a Montenero – che il 24 e 25 maggio si trovi una sola lista sulla scheda. Come a Petacciato due anni fa. Incredibile? Mica tanto ed ecco perché.
Delle tre principali fazioni la più in vista è la maggioranza uscente guidata dalla sindaca Simona Contucci. Al netto di frasi di circostanza (vediamo, stiamo valutando e via politicheseggiando), la sua ricandidatura è certa. Sicuramente desiderata più che ardentemente. E fin qui le certezze, perché per il resto non resta che affidarsi alle indiscrezioni. Ma parecchio fondate. La prima cittadina avrebbe lei stessa difficoltà a trovare elementi per completare la lista. Ne servono almeno sei, ammesso che i sei rimasti al suo fianco dopo la spaccatura del 2023 siano tutti disposti a riproporsi. Ma in tal senso, e sono sempre i rumors a dirlo, la capacità di persuasione della Contucci non dovrebbe dar loro margine di trattativa: se lo chiede, si ricandiderebbero. Ma, come detto, pare abbia difficoltà a trovare gli altri sei, tant'è che la sua opera di persuasione si starebbe allargando a entrambi gli altri schieramenti.
Perché tanto a sinistra tanto a destra della Contucci non si riuscirebbe a trovare candidati. Nel fronte progressista la sindaca trova Antonino D'Antonio, sua vecchia conoscenza e assessore prima che lei arrivasse al potere. Dall'altra parte il suo predecessore e oggi nemico Nicola Travaglini. Le indiscrezioni vogliono che la sindaca stia tentando la voglia dei progressisti di tornare al potere e, al tempo stesso, stia cercando di spaccare il fronte di destra. Ciò che significa isolare Travaglini e in tal senso sono noti i suoi contatti con esponenti di Fratelli d'Italia.
In sintesi, la tattica contucciana sembra puntare a irretire da ambo le fazioni chi è disposto ad ammettere di non riuscire a fare una lista e accordarsi per qualche posto nella sua. Se anche giunta si vedrà.
Uno scenario che vedrebbe arrivarla da sola, con la sua compagine, alle elezioni comunali. Qualcosa che nel dopoguerra, dalla proclamazione della Repubblica, non è mai successo. Una sola lista, vittoria garantita purché si raggiunga il quorum del quaranta per cento, vale a dire circa 2700 elettori. Impresa più facile di quanto si pensi. Andrà così? Sindrome petacciatese estesa a Montenero? E quanti considereranno un'eventualità del genere la soluzione ideale (partito unico, senza opposizione, tutti contenti, tutti ammiratori della maggioranza) oppure la capitolazione finale dello spirito democratico che Montenero ha da sempre, ben prima che arrivasse anzi che nascesse Simona Contucci?
Per il momento non resta che continuare con l'anamnesi costante dell'eventuale manifestarsi della sindrome petacciatese anche a Montenero.
Immagine in alto elaborata digitalmente con intelligenza artificiale

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