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Incertezza totale a quattro mesi dalle elezioni comunali: chi sfiderà la Contucci?

Tre liste, grande coalizione, ritorno di big di ieri, ma sono solo ipotesi. Mai visto tanto mistero e intanto la sindaca prepara una lista blindata e più fedele che mai

La Redazione
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MONTENERO DI BISACCIA. Resta da capire se la tattica attendista sia dovuta a volontà strategica oppure alla consapevolezza di non saper da dove iniziare. Fatto sta che in giro si comincia a parlarne, lo fa la gente comune. Il ritornello è: ma gli avversari di Simona Contucci cosa stanno facendo? Preparano una lista avversaria? Ci saranno più liste o si va verso la sindrome petacciatese con un solo concorrente?
Sono diverse le domande quando mancano circa quattro mesi alle elezioni comunali. Non c'è ancora una data ufficiale, ma dagli ambienti ministeriali sarebbe filtrata la voce del 24 e 25 maggio. A Montenero, a parte la pressoché certa ricandidatura della sindaca uscente Contucci, non si ha ancora un'idea di chi o quanti proveranno a insidiarne lo scettro. E se vi sarà qualcuno.
Una situazione di incertezza se non inedita certo insolita. E parecchio. Non resta pertanto che affidarsi, con le dovute cautele, alle solite indiscrezioni, cominciando dall'analisi degli scenari possibili. 
Corsa a tre. Significa che si contrapporrebbero alla maggioranza uscente sia il centrosinistra sia il centrodestra. Saranno probabilmente liste civiche, per cui il colore politico di riferimento è una semplificazione, basata su una generica idea di riferimento; nell'elenco ci sarebbero persone senza alcuna tessera di partito, per intendersi. La Contucci oltre ai sei che ha fedelmente al suo fianco, chi per interesse politico, chi per fedeltà vera, dovrebbe trovare altri sei disposti a correre con lei. Qualcosa che non dovrebbe crearle troppi affanni, se non altro perché metà dell'opera è già fatta.
Mentre le cose si fanno più complicate negli altri due potenziali schieramenti avversari. Il centrosinistra, a meno di riproporre Fabio De Risio, dovrebbe trovare un candidato a sindaco. Compito che la volta scorsa si rivelò abbastanza arduo. Quanto al centrodestra vero, facente capo a Fratelli d'Italia, le cose non vanno molto meglio. Fdi è entrato in rotta con la Contucci dopo la cacciata dalla giunta di Tania Travaglini e Andrea Cardinali, nel 2023, dopo le elezioni regionali. Tuttavia la sindaca avrebbe buoni rapporti con il presidente del Circolo locale, Franco Mancinelli. La prima cittadina lavora da due anni e mezzo a spaccare il principale partito di centrodestra, non è un segreto, e la spaccatura pare esserci eccome. Da una parte chi le ha giurato vendetta dopo l'epurazione dei due primi eletti, dall'altro chi si sente telefonicamente con lei almeno una volta alla settimana. E si sa che certe telefonate difficilmente durano meno di un'ora.
Riepilogando, la Contucci parrebbe essere a buon punto, avendo almeno mezza lista fatta. E stavolta la comporrà solo con elementi di assoluta, provata e inscalfibile fede contucciana. Eviterà di mettere dentro qualche potenziale dissidente o facente capo a correnti a lei ostili, come la volta scorsa.
Diverso il quadro per gli altri due teorici avversari. Sono in alto mare o sono bravissimi a non farsi scoprire?
Corsa a due: grande alleanza anti Contucci. Con una sindaca così accentratrice, onnipresente, che controlla tutto per sua stessa ammissione, che nemmeno in un comunicato stampa permette fughe solitarie agli assessori, che si crei un sentimento ostile, di anti contuccianesimo, è nell'ordine delle cose. Ed è quanto si osserva e soprattutto percepisce. Da qui l'idea nata mesi fa di un fronte anti Contucci trasversale. Dovrebbe unire centrodestra e centrosinistra, indipendenti, insomma chiunque voglia che il dominio della sindaca si interrompa. Ma seppur salutata con favore da parte delle rispettive basi, non pare si stia concretando questa ipotesi. Gli ultimi rumor, viceversa, fanno pensare che i due ex avversari, nonostante alcuni voti congiunti in Consiglio comunale, non stiano affatto dialogando. Oppure, di nuovo, sono bravi a non farsi scoprire.
Sindrome petacciatese e lista unica. A Montenero non è mai successo che una lista non abbia avuto avversari e pertanto abbia dovuto temere l'unico rischio (nella pratica quasi inesistente) di non raggiungere il quorum. Nella confinante Petacciato è accaduto nel 2024 e, almeno da un anno, sempre più persone temono possa ripetersi a Montenero. Ciò che molti definiscono la morte civile e politica di una comunità: nessuno che si contrapponga al potere costituito nella paura di perdere le elezioni o, peggio, ritenendo che non serva vigilare e criticare.
Uno scenario che potrebbe verificarsi qualora il senso di stanchezza, quasi apatia, crescesse ancora di più negli ambienti politici non contucciani. In ogni direzione.
Lista unica che significherebbe per chi non sostiene l'attuale amministrazione guardare le truppe vittoriose, il giorno dello spoglio, da dietro le alette delle persiane. 
Un'ipotesi a cui si oppone un big del passato, ex assessore e vice sindaco, sebbene fuori dai giochi da almeno quindici anni. "Il risveglio di una comunità: un desiderio per il 2026", così a inizio anno ha titolato un post su Facebook Antonino D'Antonio. Ciò che da tutti è stato letto come un voler ufficializzare ciò che da tempo si sente: vuole tornare in campo. Finora è l'unico che si è esposto, ma come detto è fuori dalla mischia da parecchio, troverà un ambiente politico (e non solo) completamente diverso da quello di venticinque anni fa.
Gli altri maggiorenti dei fronti contrari alla maggioranza intanto nicchiano. Non sanno dove sbattere la testa o è strategia? Difficile dirlo al momento e gli interessati sono più abbottonati che mai. D'altronde le tesi sono notoriamente due per la composizione delle liste: avviarsi con largo anticipo per avere più tempo per progettarla, oppure farla all'ultimo momento per evitare che, in base ai nomi scelti, gli avversari prendano le dovute contromisure sotto forma di candidati strategici (quelli che si presume prendano più voti). Fuga da lontano o sprint finale, ma occorre sempre avere forza nelle gambe
Questo lo scenario a circa tre mesi dalla presentazione delle liste. Si tratti di attendismo strategico o di incertezza totale degli avversari.
Immagine in alto realizzata con intelligenza artificiale Gemini

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