Riceviamo e pubblichiamo:
IANEZ
“Cattivi Praticanti”
dal 17 Aprile l’album che mette a nudo le crepe del presente
In uscita su tutte le piattaforme digitali, il primo lavoro in studio del cantautore Ianez accompagnato dal videoclip della title track, ideato e realizzato dallo stesso artista.
https://youtu.be/0HtwNXB2_hw
Il 17 aprile esce “Cattivi Praticanti”, il primo album del cantautore abruzzese Ianez. Un disco che si configura come una mappa delle fratture sociali, politiche ed emotive del presente, osservate con uno sguardo lucido e disincantato. In contemporanea è disponibile anche il videoclip della title track, che racconta il cortocircuito tra lavoro, identità e consumo.
Prodotto e masterizzato da Satellite Rec di Fabio Tumini, il progetto si muove in un territorio ibrido dove cantautorato, elettronica, rock e spoken word convivono in equilibrio. La tracklist include i singoli pubblicati negli ultimi anni, qui ripensati e rimasterizzati, insieme all’inedito che dà il titolo al disco.
“Cattivi Praticanti” attraversa le contraddizioni del dibattito contemporaneo, mettendo a fuoco l’ipocrisia diffusa e la superficialità del moralismo. Brani più diretti, che colpiscono l’opinionismo compulsivo e la ritualità dei social, si alternano a momenti più intimi come “Minerva” e “L’addio”, dove la tensione lascia spazio a una malinconia lucida e a una riflessione sulle dipendenze affettive.
La title track immagina un punto di rottura: quello in cui i ‘randagi’ smettono di essere definiti ‘risorse’ e prendono coscienza della propria condizione. Il videoclip, firmato dallo stesso Ianez, utilizza un’animazione volutamente artificiale per trasformare i corpi in simboli intercambiabili, restituendo il rumore di fondo di un sistema ormai interiorizzato.
“Il disco non cerca redenzione e non offre soluzioni. Preferisce stare dalla parte dei dubbi e delle parole che non chiedono il permesso per essere pronunciate.” - Racconta Ianez.
“CATTIVI PRATICANTI” - TRACK BY TRACK
NEW BLACK - Apre il disco con una critica tagliente alla società dello share, dove la democrazia scivola verso derive autoritarie tra indifferenza e aperitivi rituali. Un mondo di popolarità tossica e vanità sistemica, in cui il buonsenso viene sacrificato sull’altare dell’apparenza.
MINERVA - Una riflessione notturna sulla dipendenza affettiva e sul bisogno di liberarsi da un ricordo invasivo. Tra bugie e malinconie d’aprile, il brano cerca una via d’uscita da quella sensazione di vivere la propria vita come spettatori.
L’ADDIO - Un distacco consumato nel rumore di una metropolitana, tra parole rimaste sospese e una speranza che ritorna, filtrata dalla necessità di lasciarsi. Nessun eroismo, solo la consapevolezza che provare a cambiarsi a vicenda è stato l’errore più grande.
BLU - Il ritratto di una donna che attraversa le giornate senza abitarle davvero, costretta a reinventarsi per sopravvivere ai propri fantasmi. Dietro la superficie, resta il desiderio ostinato di sentire ancora qualcosa in un mondo che ha svenduto le emozioni.
ANALISTI NE ABBIAMO? - Un attacco ironico alla tuttologia contemporanea e all’opinionismo compulsivo. Tra riferimenti pop e corto circuiti culturali, il brano smaschera chi si traveste da esperto nella giungla dei cliché.
VASCA ROSSA - Un viaggio visionario tra fuga e vertigine, che parte dai confini per puntare verso l’ignoto. Tra domande sul silenzio di Dio e scenari distorti, emerge un’umanità in cui vittime e carnefici finiscono per somigliarsi.
CATTIVI PRATICANTI - La title track segna il punto di rottura: i ‘randagi’ smettono di subire e si trasformano in una forza collettiva pronta a incrinare il sistema. Una ribellione simbolica che mette fine alla messinscena.
SIAMO STATI NOI - Un confronto disilluso tra due persone ormai incapaci di comunicare. Nei silenzi e nei rumori di fondo, resta la presa di coscienza di un legame che si spegne, lasciando spazio a un addio definitivo.
GHIACCIO - Chiude il disco con una tensione che si deposita lentamente nel rancore e nella resistenza. Un ultimo sguardo sull’indifferenza e sul bisogno umano di essere riconosciuti, anche quando tutto sembra ormai congelato.
BIOGRAFIA - IANEZ:
Ianez, all’anagrafe Andrea Iannone, è un cantautore e scrittore di Vasto, Abruzzo che dal 2021 vive a Montenero di Bisaccia in Molise. Nel 2012 con i Renè Golconda entra in rotazione radiofonica nazionale il brano “Eri Distratta” prodotto da Andrea Gallo e arrangiato da Gigi De Rienzo, bassista dei Napoli Centrale che vanta collaborazioni di rilievo da Edoardo Bennato a Pino Daniele. Nel 2018 Ianez esce con il romanzo “Sette foglie di oleandro” edito da Lupieditore. Il libro, catalogato come “Noir gotico urbano metafisico” ottiene consensi dalla critica aggiudicandosi diversi premi letterari e riconoscimenti. Dopo una breve pausa dalla musica inizia una collaborazione con il bassista Lorenzo D’Annunzio e Fabio Tumini della Satellite Rec. Prende vita Ianez, il suo primo progetto italiano solista. Dopo i primi due singoli “Siamo stati noi” e “Piscina (anche il mare si scorda di te)” esce “Figli delle sberle”, ma è con “Blu”, brano di denuncia contro la violenza sulle donne, che Ianez definisce il suo personale genere musicale. Dopo “New Black” un brano distopico, che percorre le affollate strade del degrado sociale e politico e “Minerva”, canzone onirica e romantica, Ianez propone “Analisti ne abbiamo?” in cui affronta con ironia e un pizzico di sarcasmo il tema attualissimo dei tuttologi da social network. Vince una serata del contest Radio Sonica live show e apre il concerto di Canarie a Largo Venue di Roma. Il singolo “L’Addio” descrive in una immagine malinconica i sentimenti scatenati da ciò che resta di una importante storia d’amore finita, i ricordi che ci fanno chiedere come sarebbe stato per un sentimento mai del tutto smarrito. Vince le finali di zona di Sanremo Rock 2023 aggiudicandosi la partecipazione alle finali nazionali presso il teatro Ariston. A dicembre 2024 pubblica il brano “Vasca Rossa”, un racconto sulla persistenza della guerra attraverso la storia umana che ottiene un’ottima recensione su Rockit. A Maggio 2024 pubblica “Tony Pastello”, una critica alla società moderna, alla televisione e alle abitudini quotidiane che hanno definito un’intera generazione, affrontando il tema dell'idealizzazione del passato, un fenomeno che interessa sia chi ha vissuto direttamente certi periodi, sia chi li conosce solo attraverso i racconti di altri. Il 9 maggio 2024 pubblica “Ghiaccio”, un brano intimo, angosciante e poetico che affronta il tema dell’emarginazione e della perdita, trasformando l’esperienza personale in un grido collettivo sommerso e necessario.

