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Dall'acclamazione di Lama al silenzio odierno: l'allergia politica di Montenero a pochi mesi dalle comunali

Da una foto del 1987 l'analisi di una crisi amministrativa, l'ascesa di un sindaco, gli alti e i bassi, lo scontro Dc-Pci, quando la partecipazione non prevedeva i social

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MONTENERO DI BISACCIA. Sarà perché non c'erano gli svaghi digitali e televisivi tanto di moda oggi, ma quando c'era un comizio si riempiva la piazza. Non per qualsiasi comizio, è inteso, ma se lo organizzavano il Partitone rosso e il suo braccio sindacale, allora ancora più forte di oggi, il successo era garantito. Come spesso accade, lo spunto per ripercorrere un pezzo di storia recente arriva da una foto di Gorizio Pezzotta, da poco pubblicata da Antonio Assogna sul proprio archivio su Facebook.
L'evento ripreso nelle foto è il comizio di Luciano Lama, storico segretario della Cgil e allora candidato al Senato. Ovviamente nelle file del Partito comunista italiano, essendo il sindacato retto per sedici anni, allora come oggi, costola della sinistra. Era infatti il 6 giugno 1987, un assolato sabato pomeriggio in piazza della Libertà. Accanto all'ospite di eccezione, il gotha locale del Pci, compreso il sindaco in carica da due anni Nicola D'Ascanio.
Come si può notare, la piazza era piena. Oggi per farlo non bastano più politici di grido, ma occorrono costosi cantanti. A parte questo, le foto di quel tempo e di quell'occasione danno il la alla ricostruzione di quel periodo. Molto particolare, anche se non si poteva ancora sapere, se non in maniera parziale. Infatti su quella piazza aleggiava lo spettro del Galaxy One, mega progetto antesignano del South Beach di tanti anni dopo. Ma è meglio arrivarci per gradi. Inoltre: il consenso elettorale alla sinistra crebbe una volta che arrivò sul massimo scranno cittadino?
Il Partito comunista italiano era al potere da due anni e per la prima volta aveva indicato il sindaco (D'Ascanio). Non aveva vinto tecnicamente le elezioni, non c'era il sistema maggioritario di oggi, ma aveva fatto il colpo grazie all'alleanza (post voto) con una lista civica di ispirazione democristiana. In sintesi, il Pci si alleava con centristi in dissenso con la Balena bianca ufficiale, come avvenuto negli anni Sessanta e soprattutto nel 1970 e 1975. La differenza è che stavolta aveva molto più potere e sarebbe durato a lungo. Eppure in quel 1987 sembrò essere vicino alla fine.
In primavera un imprenditore italo-canadese aveva presentato in municipio un'idea progettuale per la Marina. Si consideri che all'epoca la fascia costiera montenerese contava solo alcuni camping e praticamente zero infrastrutture. Il volenteroso investitore lo aveva chiamato Galaxy One e prevedeva, a sud del fiume Trigno, fabbricati, tensostrutture ecc. di grandi dimensioni, fino a pochi metri dalla riva del mare. Era prevista anche una fiera permanente e un cavalcavia sulla Statale 16 (che, in tutt'altro contesto, sarebbe arrivato solo diciassette anni dopo).
Dopo questo primo approccio all'amministrazione comunale non sarebbero più prevenute notizie del canadese. Eppure il Galaxy One scatenò ugualmente una crisi politica. Perché se il Pci era contrario, pur chiedendo lumi a professionisti esterni in merito, i centristi della lista civica Spiga erano favorevoli.
Si arrivò allo scontro in agosto, passate le elezioni politiche e questo è un aspetto che sarà affrontato fra poco. La maggioranza biancorossa traballò ma non cadde, la crisi rientrò e, col senno di allora come di adesso, si può dire che fu un crash test dovuto non solo alle differenze ideologiche. Non c'era solo la contrapposizione fra chi voleva fare troppo (i bianchi) e chi troppo poco (i rossi), tra fautori dello sviluppo costi quel che costi e ambientalisti più o meno radical chic. Probabilmente è proprio nell'analisi della data della foto, e quindi del comizio, che bisogna cercare l'altro motivo: si cominciava a temere la crescita di prestigio e fama di Nicola D'Ascanio. E ce n'era ben donde.
Come detto nel giugno 1987 era in corso la campagna elettorale per le elezioni politiche. Luciano Lama a Montenero parlò sul palco che apparteneva al Pci, verniciato di rosso, Ral 3001 la tinta. Si votò il 14 e 15 giugno e la lista dei compagni prese a Montenero 1690 voti (36,55%) alla Camera. un risultato ben al di sotto di quello ottenuti dagli amici della Dc (2412, 52,16%), ma leggermente superiore ai 1400 voti e qualcosa che il Partito comunista otteneva normalmente alle elezioni per il Parlamento.
Detto in voti, la Democrazia cristiana manteneva, ma vedeva crescere l'avversario storico (sebbene talvolta alleato in amministrazione). Dopo le politiche 1987 la Dc capì di essere ancora molto forte a Montenero, ma anche che il primo sindaco compagno sapeva essere popolare. Troppo. Si rafforza pertanto l'ipotesi che allo scontro ideologico sul concetto di sviluppo costiero, si sia aggiunto il timore che quel sindaco stesse alzando troppo la cresta. Finito il voto, fatte le solite analisi, si pensò di poter dichiarare guerra. Poi la Dc non riuscì ricompattarsi del tutto, la crisi rientrò e solo due anni dopo ci fu un altro tentativo di defenestrare Nicola D'Ascanio. Riuscì, ma fu qualcosa di effimero, perché tornò al potere poco dopo e vi sarebbe rimasto a lungo.
E difatti un altro dato da analizzare, dopo quel comizio del 1987, è che il Pds (erede del vecchio Pci) aumentò eccome i voti alle successive politiche del 1992. Ottenne 2311 voti alla Camera (49,54%), la Dc alla sua ultima apparizione con lo scudocrociato scese a 1790 (38,37%). Il dominio della sinistra prima, e del centrosinistra poi, a Montenero era cominciato. Sarebbe durato fino al 2010. Nel giugno 1987, mentre Zucchero spopolava nelle radio con "Senza una donna", non sbagliava chi vedeva in D'Ascanio qualcuno da temere. Politicamente, si intende.
Nel 1987 Montenero di Bisaccia aveva 7382 residenti, ma è una cifra che comprende anche molti che da anni vivevano all'estero, poi depennati negli anni successivi. Una cifra più vicina alla realtà può essere poco sopra i settemila.
Al voto di giugno di trentanove anni fa andarono 4858 elettori, contro i 2740 delle ultime politiche nel 2022. Una diminuzione drastica, non spiegabile solo con la diminuzione di abitanti (6191). Quel che si può senz'altro affermare è che quella politica coinvolgeva i cittadini con apparente facilità e li portava alle urne anche quando non si votava per il Consiglio comunale. Oggi non succede più, anche perché gli attuali inquilini dei Palazzi, di Montenero come altrove, cambiano casacca come prima era più raro osservare. C'erano i partiti, adesso non più, anche perché ne combinarono di ogni. C'erano solo i comizi, a malapena qualche giornale di carta regionale, adesso ci sono più mezzi di comunicazione e i social.
E c'era lotta politica a livello locale. Oggi? Una domanda che vale la pena di porsi a pochi mesi dal voto a Montenero.
Nelle foto (tutte di Gorizio Pezzotta, archivio fotografico Antonio Assogna) vari momenti del comizio di Luciano Lama a Montenero di Bisaccia nel 1987

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