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Un sindaco che ha fatto discutere a lungo: Antonino Vitulli

Suoi il primo Piano regolatore e altre opere, ma anche le sopraelevazioni dei Settanta. Cinquanta anni dopo divide ancora

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MONTENERO DI BISACCIA. A distanza di cinquanta anni ne rimangono diverse opere, realizzate o concepite, e anche idee in seguito divenute realtà. Ed è stato soprattutto il sindaco del primo Piano regolatore generale di Montenero. Antonino Vitulli (1924-1988) è stato per anni dopo la fine del mandato amato o detestato con analoga veemenza, ciò che basta a lasciarne ai posteri almeno l'immagine di persona con carattere. Fu sindaco per cinque anni filati e lo fu in un periodo che, prima e dopo di allora, non sempre vedeva durare tutta la legislatura i primi cittadini. Questo e tanti altri fattori più o meno fortuiti, ne fanno un amministratore che ha lasciato il segno. Vediamo come.
Antonino Vitulli era commerciante di auto e mezzi agricoli, nonché titolare di un laboratorio dove si producevano cosmetici (la Kaaral, con sede oggi a San Salvo, ne è la diretta derivazione). Entrò in Consiglio comunale la prima volta nel 1960 e, riconfermato cinque anni dopo, passò praticamente nell'anonimato i suoi primi dieci anni in Comune. Nel 1970 il colpaccio: la sua lista civica Torre ottenne solo quattro seggi, contro i nove della Democrazia cristiana, di cui era una costola "distaccata". Non si riusciva a comporre una maggioranza e dagli inizi di giugno si dovette attendere la fine di luglio per veder cessato lo stallo: Vitulli si alleò con il Partito comunista (sei seggi) e ottenne l'appoggio di due dc che non rispettarono gli ordini di scuderia. La maggioranza era fatta e in cambio del "tradimento" i due democristiani ottennero la nomina ad assessore (uno supplente). Cominciava un quinquennio amministrativo destinato a far discutere a lungo.
Antonino Vitullli tolse la denominazione di frazione e chiamò "Marina di Montenero" la fascia costiera, mentre altre opere concepite, discusse, continuate da precedente mandato o avviate furono: mercato coperto, stadio vicino la Madonna di Bisaccia, adesione al Nucleo industriale del Vastese per poter far lavorare i monteneresi nelle fabbriche di San Salvo, indicazione di Montenero sul casello autostradale. Altre idee cui si cominciò a pensare furono poliambulatorio, Istituto tecnico commerciale, asilo nido. Il primo c'è ancora, il secondo è durato parecchi anni, il terzo sarebbe stato costruito ma usato come normale asilo statale, non per i neonati. Nel luglio 1974 fu affidato l'incarico a una ditta per realizzare la rete cittadina del metano, che sarebbe arrivata nel successivo mandato (sventrate tutte le strade del paese, ma cambiò la vita a tutti in meglio). E nel 1975 fu votata all'unanimità la costruzione di un nuovo edificio per la scuola Professionale, che avrà una storia travagliata e senza fine, come esaminato qualche giorno fa.
Di Antonino Vitulli, in ogni caso, si ricordano soprattutto gli strumenti urbanistici adottati, come il Piano particolareggiato alla Marina, dove si erano da poco insediati i primi camping, e infine il Piano regolatore generale. Tradotto in termini pratici, Montenero aveva uno strumento che pianificava e dettava gli indirizzi su come, dove e cosa costruire a seconda delle zone e della vocazione. Un Prg, come sanno tutti gli addetti ai lavori, è qualcosa di diverso e più completo rispetto al normale Piano di fabbricazione. Lo sviluppo socio-economico, l'aspetto di costruzioni e strade e tanto altro, e per gli anni a venire, questo è un Prg.
E un Piano regolatore, sotto sotto, è il sogno più o meno inconfessato di ogni sindaco: ognuno vorrebbe metterci mano, riuscire a firmarne una variante generale, magari senza farsi male, che però è impresa complicata che non sempre riesce. Basti dire che dopo il 1974 il Prg di Montenero fu aggiornato solo nel 1983 (parzialmente), per poi diventare una specie di bestia nera in quel del Comune, passata da un'amministrazione alla successiva di volta in volta finché, nel 2002, non arrivò la variante generale tuttora in vigore.
Tornando ad Antonino Vitulli, passò parte della legislatura successiva (1975-1980) in minoranza, poi in maggioranza quando la sua lista rientrò nell'ovile democristiano e si pose fine all'alleanza impropria tra Dc e Pci (il famoso compromesso storico montenerese ante litteram). Si candidò di nuovo nel 1980, sempre a capo della sua Torre e stavolta la maggioranza tutta bianca, fra civica e Dc ufficiale, fu subito formata e durò cinque anni filati. Vitulli non entrò in giunta, ma piazzò due dei suoi. Dopo il quinquennio 1980-85 sarebbe cominciato un periodo turbolento quanto avvincente nella politica locale, ma il sindaco del primo Prg non avrebbe assistito che alle battute iniziali, morendo infatti a sessantaquattro anni nel 1988. Nel frattempo era uscito dalla politica.
Inevitabile a questo punto la domanda su cosa resti della sua eredità amministrativa. Ci sono le varie opere concepite o portate avanti se delle passate amministrazioni, ci sono le sopraelevazioni che in quegli anni, dappertutto, spesso prendevano la mano e c'è il Piano regolatore. Dopo di allora le volumetrie e altezze sono state ridotte e adattate ai nuovi standard, sia al mare sia in paese, ma anche in ambito agricolo.
Eppure, forse anche con un pizzico di ambizione eccessiva che gli derivava dal suo essere imprenditore, fu lui il primo a pensare in grande o capire che un territorio di 9300 ettari, dai 405 metri di altitudine delle colline più altre al mare, sebbene con densità di popolazione non rilevante, richiedesse una visione proiettata nel futuro. E allora, per quanto il suo Prg sia inevitabilmente superato, come prescindere dal fatto che guardò avanti, e di parecchio. Nella foto proposta è ritratto nell'appena inaugurato poliambulatorio (primi anni Ottanta), una delle sue creature in fondo, arrivata per mano di altri ma pensata quando era lui a capo del Comune. Antonino Vitulli resta un sindaco che ha fatto discutere e diviso a lungo. Anche solo per questo, sia concesso, non è stato uno qualunque.

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