MONTENERO DI BISACCIA. Si chiamava "Colle della speranza" e stavolta dalle parti del municipio potrebbero confidare nella massima latina del nomen omen. Il nome sia un presagio, speriamo che in questo caso all'Agenzia delle entrate sfugga che nemmeno la vecchia scuola è regolare sotto l'aspetto catastale.
Dopo la tirata di orecchie per l'isola ecologica, potrebbe infatti arrivarne un'altra. E ancora si tratta di un qualcosa non regolarizzato dopo anni, decenni, di uso. Tant'è che dopo centinaia di alunni con grembiulino blu e fiocco bianco a pallini che vi hanno preso la licenza Elementare, adesso vi hanno sede diverse associazioni. E nel frattempo lo stabile è stato persino intitolato al compianto medico Nicola Morrone. Per il catasto, però, rimane una sorta di fantasma.
La scuola Elementare "Colle della speranza" fu edificata nella seconda metà degli anni Settanta. Erano i tempi in cui i nati a Montenero erano sempre oltre le cento unità e ancora era attiva la scuola di via della Pace, fatiscente e inadeguata. Fu chiamata così nonostante l'omonimo colle si trovasse svariate, forse troppe centinaia di metri più sopra. Qualche malpensante, negli anni, ha ipotizzato che chiamarlo con il nome del quartiere, "casa pazza", non fosse appropriato per una scuola. Fatto sta che quell'istituto servì per anni la zona di espansione di Montenero.
Finché non arrivò la colossale nevicata di febbraio 2012, che rese particolarmente costoso e difficile pulire la ripida salita che collega la scuola a via Argentieri. Tremilacinquecento euro in pochi giorni solo per spargere sale ogni mattina e spalare la neve. L'amministrazione comunale guidata da Nicola Travaglini si convinse che era arrivato il momento di dire basta. D'altronde i nati calavano da anni e non servivano più tante aule. L'edificio principale in piazza, per altro rinnovato da poco, sarebbe stato in grado di soddisfare le esigenze del paese.
Inoltre da un po' si pensava a un nuovo polo scolastico, da realizzare in zona Bivio. Un'idea che da allora è stata regolarmente trasferita in successione da un Documento unico di programmazione all'altro. Di triennio in triennio, dopo quindici anni, c'è ancora, anche nel Dup 2026-2028. Nove milioni di euro, ma avendo cura (e stavolta è l'amministrazione di Simona Contucci l'autrice) di far partire il proposito dal secondo anno (2027). Nessuno finora ha mai avuto il coraggio di eliminare quella voce. Nessuno, va da sé, pensa ancora che si farà. Ma tant'è.
Tornando alla scuola fantasma ai fini catastali, che qualcosa non andasse lo ha fatto rilevare soltanto molti anni dopo l'allora consigliere di minoranza Fabio De Risio. Convinto che bisognasse approfittare dei fondi Pnrr per riuscire finalmente a realizzare un nuovo polo scolastico, gli era venuto in mente di farlo nell'area intorno all'ormai ex scuola "Colle della speranza". E in Consiglio comunale, nel marzo 2022, ha spiegato perché non fosse più possibile: "quel terreno non è proprietà del Comune, perché non sono stati conclusi gli espropri". Queste le sue parole, mentre dalla maggioranza silenzio. E attenzione: nessuna smentita, né allora né in seguito, quando l'argomento è stato ripreso.
Arrivando all'attualità, è di questi giorni la notizia che l'intera isola ecologica in contrada Cannivieri non sia accatastata. Risulta ancora terreno agricolo, seminativo e uliveto, nonostante da anni l'area ospiti capannone, pergolati, cassonetti, vasconi di cemento armato ecc. dove parcheggiare i diversi tipi di rifiuti, in attesa che siano portati a destinazione. A costringere il Comune ad aggiornare i dati catastali è stata l'Agenzia delle entrate, a seguito di suo accertamento.
Potrebbe succedere la stessa cosa per l'ex scuola "Colle della speranza"? Andasse così, sarebbe finalmente risolto o anche solo svelato l'enigma degli espropri dopo cinquanta anni? Perché la particella 917, del foglio di mappa 55, risulta ancora iscritta nel Catasto terreni, sotto la voce "ente urbano", ma senza intestatario. Una sorta di bene comunale fantasma, almeno a metà, visto che ha funzionato sempre e lo fa tuttora, con modalità diverse da quelle originarie.
Un bene che non figura nell'elenco degli immobili, diversamente dagli altri tre edifici scolastici di proprietà comunale (Elementari in piazza, Medie e Materna). Ma al tempo stesso qualcosa indicato nel già citato Dup, anche su quello in corso, alla voce: Il contesto interno/Cosa facciamo. "Immobile sito in Via Vittorio Argentieri (ex scuola primaria statale)" è l'undicesima voce tramite la quale si elencano le strutture di cui si avvale il Comune di Montenero di Bisaccia.
L'enigma resta e forse un po' in sintonia con l'antico nome del quartiere lo è. Quando era ancora aperta campagna la zona era conosciuta come "casa pazza", perché vi era stato costruito un locale con mezzi e materiali di fortuna, tanto da avere fondamenta poco solide e una forma bizzarra. Da qui l'appellativo, perché le mura si muovevano e l'aspetto era piuttosto posticcio. Chissà che decenni dopo l'influsso della casa pazza non abbia avuto effetti sull'accatastamento della scuola.
Nella foto in alto l'edificio dell'ex scuola “Colle della speranza”, oggi sede di diverse associazioni;
in basso le schermate del sito del Catasto con la particella, le citazioni sul Dup 2026-2028, le vedute aeree con e senza dettagli catastali






