MONTENERO DI BISACCIA. A qualcuno ricorderà un pregiato quanto sconosciuto materiale usato per costose selle di bicicletta. Ad altri un minerale letto per caso nel bugiardino del multivitaminico. Cos'è il manganese che contamina l'acquedotto e da ieri rende meno tranquilli migliaia di cittadini bassomolisani, compresi quelli di Montenero? E l'ordinanza sindacale che vieta l'uso alimentare dell'acqua è una novità locale o succede anche altrove di trovare questo manganese?
La risposta a quest'ultima domanda è sì e per verificarlo basta una veloce ricerca su internet. Magliano Romano, Lercara, Montemaggiore Belsito, Caccamo, Budoni, Mussomeli, Portoscuso, Olbia, Nepi, Longone: località sparse in tutta Italia, dalla Sicilia al Nord Italia, dalla Sardegna al "Continente". L'eccesso di manganese (da non confondere con il magnesio) riguarda sia l'acquedotto pubblico, sia pozzi, sia la parte privata di rete idrica, a seconda dei casi.
A Montenero è stato trovato dopo la riattivazione della parte di rete collegata alla diga del Liscione. L'acqua di lago da qualche anno non serve più il Basso Molise per usi domestici, tranne in caso di carenza di quella di sorgente, quando va a integrarla. L'acqua sorgiva arriva dal Matese (Rio Freddo) ed è facilmente riconoscibile perché esce più fredda dell'altra dal rubinetto. È di elevata qualità e può essere bevuta. Il problema è che tre giorni fa l'acqua in diverse abitazioni (ma non in tutte) di Montenero come di Guglionesi, è uscita torbida. Da lì l'allarme di alcuni cittadini e l'attivarsi delle procedure di controllo da parte della filiera Comune-Molise acque-Arpam.
Il resto, è riportato nei documenti ufficiali, è riassumibile così: l'eccesso di manganese è dovuto all'acqua lacustre, che da alcuni giorni serve il Basso Molise. La Molise acque aveva i risultati dal 9 settembre, li ha comunicati al Comune di Montenero l'11. Contestualmente arrivavano i risultati dell'Arpam e usciva l'ordinanza di divieto per usi alimentari e igiene orale. Difatti anche dopo bollitura il manganese, che è un metallo, non va via.
L'eccesso è valutato in 17 ug/L: anziché 50, come da limite fissato dalla normativa, la Molise acque ne rileva 67. In conclusione: si sa che il parametro è fuori misura il 9, ma la comunicazione arriva al municipio due giorni dopo e lo stesso giorno esce l'ordinanza di divieto.
Come può essere arrivato il manganese nell'acquedotto? In questo caso dichiarazioni ufficiali non ve ne sono, pertanto occorre affidarsi alle indiscrezioni trapelate. Il manganese arriva nell'acqua tramite terreno e roccia. L'evidenza è che nell'invaso del Liscione ne è giunto un po' più del normale e il sistema di potabilizzazione non è riuscito a rimuoverlo.
Quanto manganese c'è nell'acqua di Montenero di Bisaccia? Come accennato il dato disponibile, riportato sull'ordinanza sindacale di ieri, parla di 67 ug per litro, 17 in più del consentito. Per avere un'idea di quanto minerale vi sia, basti fare un paragone con un multivitaminico, che ne contiene 2 milligrammi (mg). Una quantità che, per raggiungere la quale, occorre bere circa trenta litri di acqua contenente i citati 67 ug. Ma se a Montenero l'eccesso è modesto, non può dirsi lo stesso per altre località italiane, dove si è arrivati fino a sette volte oltre la soglia consentita.
Gli effetti dell'eccesso di manganese sugli esseri umani. In questo caso va detto anche anche l'Autorità europea per la sicurezza alimentare ci va cauta: "L’eccessiva assunzione alimentare di manganese può portare a effetti avversi sulla salute, come la neurotossicità ". Così è riportato sul sito efsa.europa.eu. Di contro, come si può intuire dalla presenza in tutti gli integratori di vitamine, è anche un minerale essenziale per il corpo umano, distribuito nelle ossa, nel fegato, nei reni, nel pancreas, come spiegato sul sito my-personaltrainer.it. A fare la differenza è la quantità assunta.
Cosa vieta in particolare l'ordinanza sindacale. Nel documento si parla di divieto per scopi idropotabili e alimentari (incluso il lavaggio di alimenti e l'igiene orale). Sembra di capire che bisogna evitare ogni possibilità che l'acqua possa finire in bocca, direttamente, indirettamente e anche sciacquando i residui di dentifricio.
La funzione del Liscione alla luce dell'accaduto. Gli indizi, ma anche i documenti, portano a pensare che il problema sia nato nell'acqua di lago, non in quella che sgorga sui monti del Matese e che alimenta il cosiddetto acquedotto Molisano centrale. Montenero dal 1994 ai primi anni Duemilaventi è stato servito dall'invaso del Liscione. Acqua di lago, potabile e controllata tutti i giorni, ma con un sapore sicuramente non degno di nota. Tuttavia questa soluzione risolse un problema annoso, quello della carenza idrica nelle case, laddove capitava che mancasse per tre giorni.
Dopo anni di lavori, l'acqua di sorgente arrivò infine a Montenero, anche se non vi fu nessun annuncio in pompa magna. Monteneronotizie ne parlò già nell'agosto del 2020. I lavori nel frattempo sono andati avanti, però manca ancora l'allaccio al Molisano centrale anche della Marina. Quando quella di sorgente non basta, per esempio nel periodo estivo con l'afflusso turistico o in caso di siccità , si integra con quella del Liscione. Fattore che, in questi giorni, ha fatto arrivare anche il manganese e, una volta in più, ha confermato il vantaggio dell'acqua di sorgente a Montenero. Anche se non se n'è accorto nessuno in questi anni.
Immagine in alto realizzata con intelligenza artificiale

