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"L'area fitness del vecchio stadio già degradata e abbandonata"

Il gruppo di minoranza Montenero futura interpella la maggioranza sull'opera pubblica non ancora inaugurata ma che versa in condizioni definite (e fotografate) di incuria

La Redazione
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MONTENERO DI BISACCIA. L'obiettivo in teoria sarebbe "riqualificazione di aree degradate", ma ciò che si vede dà piuttosto l'idea "di evidente incuria e mancata fruibilità dell’area". Nuova interpellanza del gruppo di minoranza Montenero futura, che stavolta prende di mira l'ex stadio Capolaserra, nei pressi del santuario della Madonna di Bisaccia.
Una struttura che da qualche anno non era più usata per il compito originario, ospitare partite di calcio. L'amministrazione guidata da Simona Contucci, sfruttando un finanziamento Pinqua poi inglobato nel Pnrr, ne ha fatto un'area fitness per over 60 in metà campo. L'altra metà diventerà un'area camper a sua volta oggetto di dibattito, ma non in questo caso.
Nicola Travaglini, Andrea Cardinali e Tania Travaglini, infatti, chiedono lumi solo sull'intervento già effettuato. E che a loro giudizio, con tanto di foto, mostra già segni di abbandono e degrado. Prima dell'inaugurazione.
Nell'elenco di quindici punti non lo dicono espressamente, ma sembrano alludere al rischio di classica incompiuta, opera pubblica flop.
"L’area prescelta per l’intervento non costituiva uno spazio privo di identità o di precedente funzione – si legge sull'interpellanza -, ma ospitava il vecchio campo di calcio di Madonna di Bisaccia, luogo che per intere generazioni di monteneresi ha rappresentato molto più di un semplice impianto sportivo". Ne consegue che "la sua trasformazione poteva essere giustificata soltanto dalla realizzazione di un’opera capace di restituire alla collettività un’utilità nuova, concreta, durevole e almeno equivalente sotto il profilo sociale". Secondo i consiglieri di Montenero futura non è un obiettivo raggiunto dalla riqualificazione del vecchio campo sportivo. 
"(…) lo stato attuale dell’area rende ancora più amaro il bilancio dell’intervento, perché al sacrificio di un luogo che aveva accompagnato la vita di tante generazioni non sembra essere corrisposta, allo stato, la creazione di un servizio effettivamente fruibile, curato e capace di diventare un nuovo punto di riferimento per la comunità".
Tant'è che la perdita sarebbe doppia: "da un lato la cancellazione di uno spazio identitario e della sua funzione storica; dall’altro l’incapacità, almeno fino ad oggi, di sostituirlo con un bene pubblico realmente vivo, gestito e valorizzato, così che un sacrificio presentato come funzionale alla rigenerazione urbana rischia di apparire, nei fatti, privo di un risultato proporzionato al valore sociale del luogo cui si è rinunciato".
Senza stadio, senza ciò che al suo posto si è pensato di realizzare, almeno finora. A dimostrazione di "una situazione complessiva di evidente incuria e mancata fruibilità dell’area", i tre consiglieri hanno allegato al documento una serie di fotografie. Queste mostrano "vegetazione spontanea e secca diffusa, rifiuti e materiali abbandonati, cataste di tavolame e pallet, recinzioni deformate o divelte con elementi metallici sporgenti, superfici deteriorate e sporche, arredi e attrezzature circondati da sterpaglie, cestini colmi e rifiuti a terra, nonché ulteriori elementi che richiedono una verifica immediata sotto il profilo della sicurezza e della corretta custodia del bene". 
E succede in un'area, sottolineano, "destinata anche a bambini, famiglie e attività ludico-ricreative". Si tratta difatti di un luogo di passeggio, vicino vi sono il parco dei Calanchi, il santuario e un'area per i cani.
Infine, si chiede alla sindaca e agli assessori competenti di "chiarire se l’intervento sia stato formalmente ultimato, collaudato e consegnato al Comune oppure se risulti ancora tecnicamente in corso". In sintesi, che sia terminato o meno, "occorre una spiegazione puntuale". Perché se l'opera fosse finita "emergerebbe un serio problema di gestione e manutenzione"; se invece fosse ancora un cantiere "occorrerebbe conoscere le ragioni dell’attuale assetto, le misure di custodia e sicurezza adottate e i tempi certi per la conclusione e la piena fruizione".
Come per altre interpellanze presentate da Montenero futura, anche quest'ultima sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale. Qui Simona Contucci o altro esponente di giunta dovrà rispondere ai quindici quesiti che chiudono l'interrogazione. Hanno soprattutto carattere tecnico, ma l'ultimo guarda anche al domani: "quali iniziative politiche e amministrative si intendano assumere per assicurare che la politica di acquisizione dei finanziamenti sia accompagnata, per ogni futura opera pubblica, da un preventivo e concreto piano di utilizzo, gestione, manutenzione e sostenibilità economica nel medio-lungo periodo".
In termini diversi: prima di fare le opere pubbliche e trasformare una struttura che ha visto generazioni di monteneresi giocarci a calcio pensateci meglio.

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