MONTENERO DI BISACCIA. Ne saranno nove e saranno in grado di leggere le targhe delle auto, sempre se la richiesta di finanziamento andrà a buon fine. La giunta comunale intende partecipare all'avviso pubblico "per l’attuazione della sicurezza urbana ed installazione di sistemi di videosorveglianza al fine di rafforzare le azioni di prevenzione e di contrasto alle forme di illegalità presenti nel territorio comunale". Ieri il primo passaggio, vale a dire l'approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, redatto dagli uffici comunali.
L'auspicio è di rientrare fra i Comuni che beneficeranno dei finanziamenti stanziati dal Ministero dell'Interno. Nello specifico di Montenero 86.935 euro, cui si aggiungerebbero i 46.757 di fondi comunali, in caso di esito positivo della domanda. La spesa complessiva ammonterebbe pertanto a 133.592 euro.
Il progetto prevede l'installazione di nove telecamere, in aggiunta a quelle già presenti. La novità principale sarà che le nuove saranno in grado di leggere le targhe delle autovetture. L'ubicazione, sempre da delibera, è indicata nelle "principali direttrici di accesso al territorio comunale". Mentre l'obiettivo dichiarato è "rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, migliorando il controllo dei flussi veicolari in ingresso e in uscita dal territorio".
In termini diversi, dopo un furto o altro atto criminoso cercare di scoprire chi sia entrato e uscito in auto dal paese. Questo grazie al riconoscimento veicolare, risalendo alla proprietà di un veicolo tramite la scansione del numero di targa. Le speciali telecamere sono dotate infatti di un sistema chiamato Lpr, che tramite un software trasforma le immagini in caratteri alfanumerici.
Il nodo del regolamento. L'ultima volta che il Consiglio comunale ha messo mano alla videosorveglianza, a come vada fatta, risale a dieci anni fa (delibera n. 34 del 10/10/2016). Ragionevole supporre che, dovesse arrivare il riconoscimento delle targhe, andrebbe aggiornato il regolamento: riunioni varie della commissione e, a fine lavori, approvazione in Consiglio. Diversamente significherebbe lasciare in vigore l'esistente. Oltre che ormai decennale, potrebbe contenere elementi in contrasto con l'aumentata invasività del nuovo sistema sui dati personali. Per esempio: chi potrà vedere i filmati, quindi risalire anche al proprietario delle auto? Il regolamento vigente dà questa facoltà al capo della Polizia locale e al sindaco. Non è dappertutto così, anzi. Il primo cittadino di Montenero conserverebbe questa prerogativa sceriffesca con la nuova videosorveglianza? Se sì, in base a quale criterio?
Quanto alle altre forze di polizia, e di livello superiore a quella locale, potranno vedere da remoto i filmati o dovranno fare richiesta ai vigili? Carabinieri, Polizia di Stato e Finanza entreranno da soli nel sistema o dovranno essere autorizzati? Il regolamento vigente prevede questa seconda ipotesi.
Infine il nodo più spinoso, potenzialmente foriero di ricorsi da parte dei cittadini. Il riconoscimento delle targhe sarà usato anche per rilevare chi non paga l'assicurazione? Se così fosse, occorreranno adempimenti specifici, come valutazione di impatto sulla protezione dei dati (Dpia). Basterà per l'amministrazione guidata da Simona Contucci adagiarsi su un documento redatto dieci anni fa, quando sia la tecnologia sia soprattutto la diffusione di occhi elettronici erano di ben altro tenore?
Rinuncerà al piglio grandefratellesco garantito al sindaco dal regolamento in vigore, cioè di poter visionare i filmati e, col nuovo eventuale sistema, persino risalire ai proprietari?
Immagine in alto realizzata con intelligenza artificiale

