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Il mistero del bagno chimico durante l'alluvione: la minoranza chiede gli atti

Protocollata la richiesta di tutti i documenti riguardanti verbali di somma urgenza: come, dove e da chi sono stati spesi i 3332,22 euro?

La Redazione
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MONTENERO DI BISACCIA. Spulciando fra le carte del bilancio quel bagno chimico deve essere stato l'equivalente di un moscerino nell'occhio. Dove è stato installato e perché? Non c'entra niente con eventuali feste, semmai con un'emergenza alluvionale. E allora, dov'è?
A chiederselo sono i tre consiglieri comunali di minoranza del gruppo Montenero futura: Nicola Travaglini, Andrea Cardinali e Tania Travaglini. Porta infatti la loro firma la richiesta di accesso agli atti protocollata ieri l'altro. 
Chiedono agli uffici municipali tutti i documenti inerenti una delle voci dei debiti fuori bilancio discussi nell'ultimo Consiglio comunale. Sui 120mila euro complessivi, in particolare, c'è un dato minore che non deve convincerli: 3332,22 euro.
Riguardano spese effettuate nell'ambito dell'emergenza alluvione di fine marzo-inizio aprile. Un dato che si ricava dalla citazione dell'ordinanza del capo della Protezione civile n. 1189/2026. Ma al tempo stesso non è indicato il Comune quale soggetto attuatore, sottolineano i consiglieri di minoranza. In sintesi, gravano sul bilancio comunale, ma non è noto chi li abbia spesi, dove, come ecc.
Si sa soltanto che nella proposta di deliberazione sono richiamati "due verbali di somma urgenza, rispettivamente del 17 e del 24 aprile 2026, una relazione e una perizia giustificativa (…), oltre a spese per vitto, alloggio, tavole e bagni chimici.
Ne va che i consiglieri di Montenero futura hanno chiesto tutti gli atti per capire come sia stata spesa tale somma, servita a quanto pare a sfollati durante l'alluvione, per il noleggio di tavole e bagni chimici. In quindici punti sono elencati tutti i documenti richiesti per arrivare a comprendere il perché del debito fuori bilancio.
Fin qui l'ufficialità delle richieste protocollate in municipio. Occorre affidarsi alle indiscrezioni trapelate dagli ambienti di minoranza per saperne di più. O almeno provare a capire perché tanto interesse per una spesa tutto sommato non particolarmente elevata. A quanto pare i tre consiglieri non hanno idea di dove sia stato installato quel bagno chimico e chi abbia noleggiato quelle tavole e perché. Non bastasse, sarebbero soldi spesi richiamando un'ordinanza della Protezione civile nazionale, ma senza che il Comune sia indicato soggetto attuatore. Per questo, nelle quindici richieste, diverse riguardano a chi è stata affidata la fornitura di servizi, le fatture, i preventivi, Durc, iscrizioni camerali ecc. Quasi l'equivalente di un'ispezione fiscale, che dovrà rispondere alla domanda: a cosa è servito e dove è stato installato quel bagno chimico?
Immagine in alto realizzata con intelligenza artificiale

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