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Le gomme Nexen raccontate da Sergio Vitale, CEO di Euroimport Pneumatici

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Stessa misura, stessi indici, prezzi che nel preventivo del gommista possono differire del cinquanta per cento o più. È la domanda che gli automobilisti fanno più spesso, e riguarda soprattutto la fascia intermedia del mercato, quella dove stanno diversi produttori asiatici arrivati in Europa negli ultimi vent’anni. Tra questi c’è Nexen, marchio coreano che in Italia è cresciuto parecchio proprio grazie alla vendita online.

«La reazione tipica è diffidenza, e la capisco», spiega Sergio Vitale, CEO di Euroimport Pneumatici. «Se un prodotto costa molto meno la prima cosa che uno pensa è che ci sia una fregatura da qualche parte. Poi si guarda chi c’è dietro e la questione cambia».

Un’azienda del 1942, non una sottomarca

Nexen Tire nasce in Corea del Sud nel 1942 con il nome Heung-A Tire e produce il suo primo pneumatico negli anni Cinquanta. Il nome attuale arriva nel 2000, insieme all’espansione internazionale. Oggi ha la sede principale a Yangsan, stabilimenti in Corea e in Cina e una fabbrica europea in Repubblica Ceca, aperta nel 2018 a una settantina di chilometri da Praga, costruita proprio per servire le case automobilistiche del continente. I suoi pneumatici sono distribuiti in oltre centoventi paesi.

I primi equipaggiamenti sono il dato che conta

È il punto su cui Vitale insiste di più. Nexen fornisce pneumatici di primo equipaggiamento a diverse case: la Porsche Cayenne è stata equipaggiata con N’Fera RU1, la BMW Serie 5 di ottava generazione monta N’Fera Sport, e nell’elenco dei costruttori compaiono anche Volkswagen, Skoda, Seat, Fiat, Renault, Hyundai e Kia.

«Il primo equipaggiamento è l’unico giudizio che non si compra», dice Vitale. «Una casa automobilistica sceglie la gomma che monterà su una vettura nuova dopo mesi di prove, e se sbaglia paga lei. Quando leggo che una Cayenne esce dalla fabbrica con delle Nexen, quello per me vale più di qualsiasi campagna pubblicitaria».

Le gamme divise per uso

Il catalogo è organizzato per destinazione e i nomi sono riconoscibili. La linea N’Fera raccoglie le gomme ad alte prestazioni, dalle sportive alle UHP per SUV. La linea N’blue è orientata al comfort e ai consumi, con una resistenza al rotolamento contenuta, ed è quella che si trova spesso su utilitarie e berline compatte. Roadian è dedicata a SUV e trasporto leggero, con versioni stradali e altre più orientate allo sterrato, mentre Winguard è la famiglia invernale. I prezzi per ogni modello e misura sono consultabili su euroimportpneumatici.com, dove accanto a ciascuna voce compaiono gli indici e l’etichetta europea, che resta il metro di confronto più onesto tra un modello e l’altro.

Dove finisce la differenza di prezzo

La fascia intermedia costa meno per ragioni industriali, non perché tolga qualcosa alla gomma. Sono produttori con volumi molto alti, una presenza sportiva ridotta e budget pubblicitari lontani da quelli dei marchi premium, e quella differenza si scarica sul listino. Il salto più grande, in termini di prestazioni, sta tra la fascia budget e quella intermedia, mentre tra intermedia e premium il prezzo cresce più in fretta del vantaggio misurabile, che spesso riguarda condizioni limite.

«Non dico a nessuno che i premium siano soldi buttati, sarebbe una sciocchezza», chiarisce Vitale. «Dico che vanno scelti da chi ne ha bisogno davvero. Per un’auto di famiglia che fa ventimila chilometri l’anno tra pendolarismo e ferie, un marchio come Nexen copre tutto quello che serve, e quello che avanza resta in tasca».

Il consiglio finale è di guardare due numeri prima del prezzo: la classe di aderenza sul bagnato dell’etichetta europea, che si traduce direttamente in metri di frenata, e gli indici di carico e velocità, che vanno confrontati con quelli del libretto. «Il resto è abitudine», chiude Vitale.

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