MAFALDA. Chiusura del reparto di emodinamica dell'ospedale di Termoli, anche la giunta mafaldese dice no. Porta il numero 47 e la data di ieri la delibera approvata dai tre membri dell'esecutivo comunale, sindaco Egidio Riccioni e i due assessori Pierluigi Rossi e Sabrina Di Pietro. Obiettivo: partecipare al ricorso al Tar insieme ad altri Comuni per contrastare la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale.
Il tema è il riordino della sanità che tiene banco negli ultimi tempi in Regione. Il commissario ad acta per la Sanità del Molise, difatti, ha fissato al 31 ottobre 2026 la chiusura del laboratorio di emodinamica al San Timoteo di Termoli.
"La soppressione della emodinamica presso il San Timoteo, come servizio tempo-dipendente – si legge sulla delibera -, non colpisce esclusivamente la città di Termoli, ma espone a un gravissimo e imminente rischio del diritto alla salute (art. 32 Cost.) l'intera popolazione del comprensorio del Basso Molise, privato del presidio salvavita per le patologie cardiache acute, tra cui anche il comune di Mafalda". Da qui il ruolo di capofila assunto dall'amministrazione comunale di Termoli nell'azione giudiziaria da intraprendere presso il Tribunale amministrativo regionale. Ne consegue che tutti i Comuni che partecipano devono conferire l'incarico al legale che si occuperà del ricorso, vale a dire l'avvocato Vincenzo Iacovino. Questi come scritto nell'accordo stipulato è "scelto e remunerato dal Comune capofila" (Termoli).
Ai Comuni sottoscrittori è chiesto di "fornire tempestivamente al Comune Capofila e ai legali ogni dato statistico, informazione epidemiologica, documentazione sulle infrastrutture viarie e comunque ogni altro atto, provvedimento, deliberazione utile a dimostrare il danno specifico subìto dalla propria popolazione a causa del depotenziamento del presidio San Timoteo".

