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Marina di Montenero e ponte crollato: meno presenze ma anche aria migliore senza Tir

Inchiesta fra gli operatori turistici della zona costiera. Il calo è generalizzato dopo l'interruzione della viabilità sulla Statale 16, ma problemi arrivano anche dai legni ancora spiaggiati dopo l'alluvione

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MARINA DI MONTENERO. Il presentimento che ci sia un calo di fatturato sembra essere generale, ma c'è anche chi intravede nel disastro qualcosa di positivo. Almeno in prospettiva, un effetto collaterale da conservare anche dopo il ritorno alla normalità. Il crollo del ponte sul Trigno lungo la Statale 16 ha i suoi effetti anche sull'economia locale. Un qualcosa che va trattato senza dimenticare che c'è ancora un disperso. Domenico Racanati passava sul ponte mentre crollava, quella mattina del 2 aprile 2026. Il suo corpo non è ancora stato trovato e la zona è ancora sotto sequestro. Alla tragedia umana si uniscono i disagi di una viabilità che non si prevede ripristinata presto. E i danni che sta subendo una zona a forte vocazione turistica.
Quella che segue è una piccola inchiesta fatta da Monteneronotizie, dove sono stati interpellati diversi operatori turistici della Marina di Montenero di Bisaccia. Camping, hotel, residence, varie categorie di strutture ricettive, aperte da tanti anni, più di qualcuno anche quando quella parte di litorale era definita una distesa di cannucce. Definizione poco lusinghiera durata per alcuni decenni, dopo un iniziale e timido avvio nella seconda metà degli anni Sessanta.
La prima domanda posta è se ci sia stato un calo di prenotazioni già dopo la notizia del crollo, quindi a inizio aprile. La risposta è un generale sì. In tal senso gli operatori lamentano qualche allarme di troppo causato dai media e certa confusione dovuta a notizie sulla viabilità non sempre esatte, ma anche solo difficili da interpretare visto il caos di quei giorni. Si ricorderà, infatti, che subito dopo l'alluvione si è risvegliata la grande frana di Petacciato. Per qualche giorno l'Italia è stata spezzata in due, poiché erano chiuse contemporaneamente Statale 16, Autostrada e Ferrovia.
Tornando al ponte sul Trigno crollato e agli effetti che sta avendo sulla stagione balneare in corso, la seconda domanda ha riguardato l'effetto sul turismo cosiddetto itinerante. In primis, pertanto, sui camperisti. Si tratta di una tipologia di avventori che riguarda alcune attività, come i camping ma non altre. Gli operatori parlano di calo, per alcuni sensibile, per altri lieve. C'è anche chi evidenzia come oltre ai camperisti ci siano i ciclisti, che ugualmente si vedono meno con la viabilità della SS16 interrotta. In parole povere, a risentirne di più è il turista di passaggio, specie in bassa stagione. Chi trova il ponte rotto talvolta aggira la Marina di Montenero, dove magari si sarebbe fermato.
Terza domanda è stata se siano diminuiti i bagnanti. In questo caso le risposte non sono state univoche e, a fronte di chi lamenta un calo, c'è chi non osserva differenze apprezzabili. Ma al tempo stesso qualche operatore evidenzia come a scoraggiare i bagnanti potrebbero essere anche, se non di più, i legni trasportati dalla piena del fiume di aprile sulla battigia e non ancora rimossi del tutto, dai quali arriverebbe anche un cattivo odore.
L'ultima domanda ha riguardato una stima del calo di fatturato. Anche in questo caso risposte differenti, da chi ipotizza un cinque per cento in meno, a chi si spinge a temere una flessione del venti per cento.
Vi è infine un aspetto singolare, o quanto meno inaspettato, emerso nelle varie interviste che vale la pena di riportare tal quale, con le parole del diretto interessato. "Approfittiamo dell'occasione per far presente che stiamo traendo notevole vantaggio, in termini di sicurezza pubblica, inquinamento acustico ed atmosferico, dall'interruzione pressoché totale del transito dei mezzi pesanti – ha riferito il titolare di un camping -. Fino alla scorsa estate abbiamo convissuto con i gravi pericoli determinati dal passaggio continuo di camion a velocità anche molto sostenute (90-100 km/h) a pochi metri dal nostro ingresso, dove si concentra un notevole passaggio di persone a piedi e in bicicletta. Tali pericoli sono amplificati dall'assenza di attraversamenti pedonali, che costringe le persone dirette al centro commerciale ad attraversare in maniera azzardata e pericolosa. A fronte dell'enorme costo umano ed economico che il crollo del ponte ha rappresentato, tale inaspettato risvolto positivo dovrebbe far riflettere sulle attuali modalità di gestione del traffico a lungo raggio da parte delle amministrazioni, incompatibile con gli interessi di salute pubblica dei cittadini e fruitori della viabilità della Marina di Montenero".
Dall'emergenza un casuale suggerimento su come impostare in futuro la convivenza fra traffico a motore, ciclisti, pedoni e turisti.
Nella foto una veduta del ponte crollato e sullo sfondo la Marina di Montenero di Bisaccia

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