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Nuovo ponte sulla Statale: la lezione del 2003 per capire quanto dovremo aspettare

A qualche giorno dall'alluvione che ha devastato la regione e fatto crollare la struttura l'analisi di come andò col precedente, il ponte sul Trigno crollato nel 2003. Con le dovute differenze

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MONTENERO DI BISACCIA. Quanto occorrerà per ricostruire il ponte crollato della Statale 16 sul Trigno? Domanda da milioni di euro, letteralmente, poiché ne costerà svariati, ma sui tempi si può fare riferimento a un precedente. E si tratta del famoso ponte più a monte, che collega sempre Abruzzo e Molise, ma si trova su strade provinciali anziché statali. In sintesi: quanto tempo occorse dopo il crollo avvenuto nel gennaio 2003?
Prima di iniziare la disamina occorre una precisazione: in quel caso non si procedette subito alla ricostruzione, ma si realizzò dapprima un passaggio provvisorio (bretella). Un fattore che rallentò le fasi preliminari della ricostruzione vera e propria, dal momento che la soluzione tampone di fatto risolse l'emergenza, permettendo il passaggio dei mezzi.
Altra grande differenza è che in quel caso dovettero accordarsi, e sostenere la spesa, due Province: Chieti e Campobasso. Nel caso del ponte attuale, viceversa, c'è un solo ente, l'Anas, che si presume abbia anche più risorse.
La similitudine è invece un'altra. Adesso come nel 2003 non è possibile montare una struttura di ferro, stile ponte militare, a causa dell'eccessiva estensione della parte di ponte andata giù. Era intuibile sulla scorta dell'esperienza precedente, lo ha confermato il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano alcuni giorni fa in una riunione a Termoli.
L'altra volta andò così. La progettazione vera e propria iniziò nella primavera 2004 e se ne occupò la struttura tecnica della Provincia di Campobasso. Questo in base agli accordi presi con gli omologhi di oltre Trigno. Nel mese di maggio furono terminati i sondaggi geologici e si poté partire con calcoli e disegni. Il progetto fu completato intorno alla fine dell'anno e presentato nella sala consiliare a Montenero il 16 gennaio 2005. 
Si confidava di iniziare i lavori entro aprile, così annunciò il vice presidente della Provincia Giuseppe Chiappini. Lui seguiva la vicenda dall'inizio. Ma poi andò diversamente e si dovette aspettare qualche mese in più perché dall'Abruzzo tardarono a ottenere la Valutazione di percezione ambientale e il nulla osta della Sovrintendenza. Questo a dispetto del complesso di inferiorità dei monteneresi, che già allora consideravano gli abruzzesi superiori in tutto. Continueranno ovviamente a farlo, dopo di allora.
E questo nonostante i problemi lato Abruzzo non fossero terminati: completato l'iter si scoprì che la Provincia di Chieti ancora non inseriva in bilancio il suo 1.750.000 euro di competenza, cioè metà del costo complessivo. Se senza soldi non si canta una messa, come vuole un detto popolare, figurarsi imbastire un cantiere gigantesco. Il paradosso fu che i problemi erano sorti dopo che la Provincia teatina aveva cambiato colore politico, con le elezioni vinte dal centrosinistra. Detto più facile: quando Campobasso e Chieti erano "avversarie" andavano d'accordo, quando diventarono tutte e due dello stesso colore non più. Ciò che scatenò proteste bipartisan e interregionali.
Infine i soldi arrivarono e partì la gara di appalto nel mese di agosto 2005. I lavori iniziarono il 21 dicembre e il ponte fu inaugurato un anno dopo.
Riepilogando: sei mesi di progettazione e un anno di lavori, un mese e mezzo per la gara di appalto.
In termini più realistici, significa che opere del genere richiedono una tempistica di due anni, nella migliore delle ipotesi. Quella volta si sforò soprattutto perché Chieti, col cambio di colore politico, per un po' dimenticò nel cassetto il progetto e tenette stretti i cordoni della borsa qualche mese di troppo.
Tornando all'attualità, la tempistica analizzata può essere di riferimento. La differenza è che stavolta quasi certamente non ci sarà un passaggio provvisorio e per due anni, almeno, occorrerà bypassare il ponte rotto attraverso la Provinciale 55 e poi la Statale 157. Meglio ancora usare l'Autostrada, nel cui tratto Montenero-Termoli è stato sospeso il pagamento del pedaggio.
C'è infine un'altra differenza rispetto all'altra volta ed è che adesso non potrà esserci nessun complesso di inferiorità verso l'Abruzzo con annesse leggende metropol-monteneresi. Non si assisterà al remake della frottola “se non fosse stato per gli abruzzesi...”
Farà tutto l'Anas.
Nella foto in alto il vecchio ponte sulla Provinciale 55 crollato nel gennaio 2003. In basso alcune fasi della ricostruzione: demolizione, prima auto che passò sulla bretella, apertura del nuovo ponte. Più in basso il ponte sulla Statale 16 crollato il 2 aprile 2026 a causa dell'alluvione




 

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