MONTENERO DI BISACCIA. Non va sempre bene al Comune e capita che prenda una bella scoppola dalla Corte di giustizia tributaria. Trentunomila e passa euro fra restituzione di importi non dovuti e spese giudiziarie. Il tutto dopo sette anni di cause. E stavolta a vincere sono stati i cittadini che sostenevano di aver pagato troppa Imu o di non essere tenuti alla dichiarazione, ritenuta viceversa obbligatoria dal Comune. Per le casse comunali un maggior esborso di oltre quindicimila euro. Per i cittadini anni di attesa per vedere riconosciute le proprie ragioni e ancora altri anni per essere rimborsati. Nel mezzo ricorsi in appello che hanno allungato i tempi e si sono conclusi con altre sconfitte. Sempre per il Comune.
È datata 5 marzo, ma pubblicata oggi sull'albo pretorio dell'ente municipale, la determina che provvede a liquidare gli importi dovuti ad alcuni cittadini. Questi ultimi autori di cinque ricorsi presentati alla Corte tributaria di Campobasso in un periodo che va dal 2019 al 2022. Le Imposte municipali uniche di riferimento erano invece datate dal 2013 al 2016.
In due casi il Comune di Montenero ha negato il rimborso richiesto dagli interessati, convinti di aver versato più tassa di quanto dovuto. Entrambi i ricorsi sono stati accolti in primo grado nel 2020 e anche in appello, presentato dal Comune, nel 2023 e 2025. Vale la pena di fare attenzione a quanto tempo sia passato fra primo e secondo grado di giudizio, perché si tramuta in attesa per il cittadino.
La somma complessiva che il Comune di Montenero dovrà liquidare per questi due primi contenziosi è di 18.283 euro.
I restanti tre ricorsi (persi) riguardano invece l'omessa dichiarazione di aree edificabili e sono datati 2021. Per tutti il Comune ha proposto appello dopo la sconfitta in primo grado. In tutti e tre ha perso di nuovo, con l'aggiunta di spese, va da sé.
I soli cinque appelli sono costati ulteriori 5709 euro ai contribuenti, oltre a prolungare gli iter giudiziari nel migliore dei casi di 624 giorni, nel peggiore di 1983 (febbraio 2020-luglio 2025). Infine ulteriore attesa per arrivare alla liquidazione vera e propria, la parola fine, a inizio marzo 2026. Il risultato finale, la scoppola per il Comune, è di 31668,03 euro, di cui la metà composta da interessi di rimborso, spese di giudizio, spese generali, Iva ecc.
Immagine in alto realizzata con intelligenza artificiale

