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Guaina e carbonatazione del cemento: salta il giardinetto al nido in viale Europa

Analisi della relazione di variante del progetto, la sistemazione dell'esterno passa di mano dopo imprevisti. Conviene intervenire su strutture e calcestruzzo così vecchi?

La Redazione
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MONTENERO DI BISACCIA. Per l'esterno si spera nella ditta incaricata del nuovo asilo. Con la speranza, di nuovo, che non ricapitino altri imprevisti. Quali siano sarà analizzato fra alcune righe, dopo un breve riassunto.
L'argomento è stato discusso in giunta comunale a inizio febbraio e riguardava l'asilo nido in corso di realizzazione al posto del vecchio terminal bus in viale Europa. Durante i lavori sono emerse anomalie non prevedibili in fase di progettazione, il ribasso proposto dall'impresa per realizzare la parte esterna servirà per sistemare l'interno. Di conseguenza perizia di variante, ma quali sono questi imprevisti nel dettaglio? Ed era ipotizzabile che capitassero nella trasformazione di una struttura vecchia di trenta anni, abbandonata, soggetta a infiltrazioni, concepita con tecniche dell'epoca per tutt'altro (stazione bus)?
Il primo passo è l'analisi della perizia di variante, cominciata a redigere dall'impresa nell'agosto 2025 e aggiornata nel dicembre dello stesso anno. Mancanza di collegamento fra i muri e la struttura portante, oltre che assenza di "sottofondo armato per la pavimentazione esistente". Queste alcune delle spiegazioni contenute nella perizia, dove vi sono anche foto scattate appena dopo la demolizione del fondo. E si vede che "le strutture portanti dei pilastri, a contatto con un riempimento di terreno ricco di acqua, presentavano fenomeni di carbonatazione del calcestruzzo e rigonfiamenti sotto il piano di calpestio del pavimento". 
La carbonatazione è uno dei principali fenomeni di degrado del calcestruzzo. Il terminal è stato costruito negli anni Novanta, non ha mai funzionato e solo dopo anni è stato sede della Protezione civile. Quest'ultima se l'è data a gambe appena ha potuto, perché quel locale stretto e lungo era oltre che scomodo, freddo d'inverno, rovente d'estate e colava acqua dal tetto. Se per l'isolamento termico si sta agevolmente ponendo rimedio in fase di ristrutturazione, sono proprio le infiltrazioni a costituire l'altro imprevisto che ha fatto rinunciare al giardinetto esterno. 
Perché l'impresa è stata costretta a rimuovere un secondo strato di guaina sulla pensilina e sul tetto. Nessuno si aspettava che ci fosse, ma è stato facile dedurre il perché a suo tempo sia stato posato: colava. E le perdite, questa l'evidenza, non si sono risolte ugualmente, poiché sui muri interni si vedevano le classiche e ampie scolature che si producono quando una copertura non riesce a dirottare altrove la pioggia.
La variante prevede il ripristino della doppia guaina, oltre che la realizzazione di una soletta sotto il pavimento, confinamento dei nodi di fondazione ecc. Questo comporta, come accennato, la rinuncia alla sistemazione dell'area esterna, che la ditta aveva proposto come miglioria in fase di appalto. Ed è la stessa relazione tecnica a suggerire all'amministrazione comunale come rimediare: porre quegli interventi "a base di gara quale offerta migliorativa delle imprese invitate nella procedura di appalto". In sintesi, proporle a chi realizzerà la parte nuova di asilo nido, quasi attaccata al vecchio terminal, e i cui lavori sono iniziati da alcuni giorni. Si vedrà.
Nel frattempo resta da osservare che un intervento di conversione su una vecchia struttura ha presentato il conto: il cemento vecchio che subisce l'aggressione di anidride carbonica e acqua, e un tetto colabrodo che due guaine non hanno risanato trenta anni fa.
Dopo il vecchio terminal, l'amministrazione comunale è in procinto di mettere mano a un altro manufatto di ben altre dimensioni, più vecchio e con criticità già evidenti: il rudere della scuola mai finita in via Gramsci. Avrà pietà la carbonatazione del cemento armato, dopo quaranta anni?
Nelle foto: in alto i due asili nido (terminal da convertire e base del nuovo); in basso particolari degli interni e del tetto dell'ex terminal

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