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Grim e acqua: scelta obbligata, caos prevedibile

Il Comune non poteva opporsi all'adesione alla società pubblica regionale che gestisce l'acquedotto, ma il problema delle letture esiste da molto prima

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MONTENERO DI BISACCIA. "Rivendere la sciammerga" è una locuzione che nel dialetto locale può tradursi in scaricabarile. Oppure, definizione più chirurgica, liberarsi di un'incombenza, rifilare ad altri un compito. Più o meno quello che hanno fatto molti Comuni, Montenero compreso, con l'affidamento della gestione idrica alla Grim. Società pubblica partecipata dalle singole municipalità, oltre che da Molise acque. Si occupa di acquedotto, bollette dell'acqua ecc. dal 2022.
Ma in questi giorni e non solo è al centro di accese polemiche. Bollette astronomiche alternate a quelle di un euro, tanto che la commissione applicata dalle Poste per la riscossione è maggiore. Letture dal vero mai prese in considerazione, infine il montaggio di contatori elettronici capaci di trasmettere da soli, via etere, quei dati che il Comune prima, la Grim poi non riescono da anni a far prendere a persone in carne ed ossa. Le teleletture che partono, sì, ma non per tutti. E così ancora fatture di acconto, a volte per un periodo di due mesi, altre di sei. Non si conosce la laurea necessaria per approcciarsi al sistema di fatturazione usato. Forse non c'è.
Le lamentele dei cittadini fioccano, sui social come nelle discussioni dal vivo. Sotto accusa le amministrazioni comunali che hanno affidato a una società, la Grim, ciò che prima gestivano in proprio. A prezzi inferiori e infastidendo di meno gli utenti: una fattura all'anno in luogo delle due-tre non si sa quante attuali. Senza acconti né conguagli.
Ma come stanno le cose? È colpa dei sindaci l'attuale caos, sia pur dovuto in parte alla fase di transizione? Una vicenda che si può ripercorrere, ma non prima di spiegare cos'è la sciammerga della locuzione citata in apertura. Si tratta dell'adattamento montenerese di un termine napoletano (sciammerìa), col quale si indicava un abito seicentesco (probabilmente derivato dal duca di Schoenberg). I monteneresi ne hanno fatto anche una locuzione, ancora oggi in uso: rivendere la sciammerga (arəvann la sciammergh), cioè affibbiare a qualcun altro un compito cui non si vuole adempiere. Più o meno quello che hanno fatto i Comuni con l'acqua (e non solo). Ma era evitabile? Nello specifico poteva l'amministrazione di Montenero continuare a gestire in proprio l'acquedotto e la fornitura? Poteva tenere per sé la sciammerga come ha fatto dal 1962 al 2021? La risposta è no, anche se come sempre il diavolo si annida nei dettagli, che vale la pena di scovare e analizzare.
Il Comune di Montenero cede la gestione del servizio idrico alla Grim (Gestione risorse idriche molisane) dal 1 luglio 2022. Si tratta di una società a partecipazione pubblica, oltre che della Molise acque (l'ente regionale che gestisce fisicamente le risorse idriche). Montenero ha una quota del 2,35%. Durante il Consiglio comunale del 30 maggio 2022 l'assessore al Bilancio Claudio Spinozzi descrive come di portata storica il passaggio alla Grim. "La forza di questa nuova società (la Grim n.d.r.) sarà quella di poter efficientare il servizio idrico (…) e cercare di ottimizzare i costi" un passo del suo intervento. Spinozzi spiega che il servizio è "attualmente gestito dai singoli Comuni senza le risorse per riqualificare la rete idrica", oltre a essere "deficitario".
Gli fa eco dalla minoranza il consigliere Nicola Palombo, che esprime perplessità su chi dovrà occuparsi della manutenzione e propone di aspettare, al fine di chiarire già nello statuto della Grim alcune criticità. Palombo continuerà a dirsi contrario negli anni successivi, da un certo punto in poi corroborato nelle convinzioni dalla scoperta che le tariffe dell'acqua saranno aumentate.
Poteva Montenero non aderire? La risposta è no. La materia è regolata da un decreto legislativo, il 152 del 2006, che impone ai singoli Comuni di unirsi per gestire il servizio idrico. Questi possono continuare a farlo in proprio solo a determinate condizioni, come avere sorgenti proprie di pregio, utilizzo efficiente della risorsa (ma Montenero ha una rete colabrodo come molti altri centri). Ne deriva che non era possibile rifiutarsi, ma solo protestare in sede di assemblea essendo di fatto soci.
A fine novembre 2023 si torna a parlare in Consiglio dell'argomento. Spinozzi spiega che c'è stato addirittura un guadagno per le casse comunali, poiché la Grim è andata in utile nel suo primo anno di attività. Nelle casse comunali vanno appena 4692 euro, ma è un'inversione di tendenza, sembra un buon segnale per un servizio in passato deficitario. Sembra.
Un aspetto importante da considerare è che la Grim gestisce le fatture, i contatori, ma non ancora la manutenzione. Se si rompe un tubo, come spesso succede, è ancora il Comune a incaricare una ditta privata della riparazione. Segue un complicato gioco di giroconti per pagare le spese fra municipio e Grim.
L'illusione che la Grim produca utili dura poco. Nel dicembre 2025 in Consiglio comunale è sempre Spinozzi a spiegare che le perdite nel 2024 sono state di 841.000 euro, dei quali 19000 e passa in capo al Comune. Meno di quanto si perdesse in passato gestendo in proprio, cioè 100.000, la consolazione dell'assessore alle finanze.
Nel frattempo la nuova gestione incontra la diffidenza se non l'ostilità generale da parte dell'utenza. Con le letture non prese da anni, o per qualche motivo mai arrivate a destinazione, capitano conguagli di oltre mille euro, alternati a bollette di uno. Nel maggio 2025 è montato il contatore elettronico, che manda da sé le letture, ma ancora a febbraio, adesso, arrivano bollette dove non c'è nessuna lettura reale, solo quella stimata. Dopo un iniziale aumento, le tariffe sono adeguate ogni anno, cioè aumentate, ma questo era prevedibile. La manutenzione della rete è ancora gestita dal Comune, col complesso sistema di giroconti successivo per imputare le spese alla Grim. Il caos prima della calma? Chissà. Quando il Comune molti anni fa rivendette un'altra sciammerga, la raccolta dei rifiuti, andò tutto liscio dal primo giorno. Qui pare che si chieda abbastanza pazienza.
Infine, è il caso di individuare l'origine di tutti i problemi, delle fatture a quota zero come di quelle astronomiche: la lettura non effettuata nei tempi dovuti. 
Da quando c'è la Grim il sistema delle letture, fatte da addetti o in autonomia, ha mostrato fin troppi limiti. Tanto che parecchi hanno desistito e smesso di inviare la foto del proprio contatore. 
Ma i problemi, nello specifico di Montenero, arrivano da più lontano. Dal 2018 non c'è più stato un dipendente comunale addetto alle letture per i contatori e si è andati avanti dapprima con il dato comunicato in proprio dal singolo utente, per chi lo faceva, poi con personale incaricato ad hoc, ma a singhiozzo. L'ultima volta quando già era affidata alla Grim la gestione, lettura mai comparsa in fattura. Si è andati avanti con stime valutate da chissà quale algoritmo, sperando che prima o poi non arrivi il malaugurato conguaglio da migliaia di euro. Come accaduto.
Prima di rivendere la sciammerga alla Grim, forse, occorreva farsi rivendere i contatori elettronici molti anni fa, visto che già da anni era impossibile prendere con carta e penna le letture.

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