MAFALDA-ACQUAVIVA COLLECROCE. Creare un'Unione dei Comuni al fine di "sviluppare forme di collaborazione stabile tra enti territorialmente omogenei". Mettersi insieme per meglio gestire i servizi forniti dalle singole amministrazioni, in sintesi. E per questo è già stata convocata una prima riunione.
L'iniziativa è partita dai sindaci di Mafalda Egidio Riccioni e di Acquaviva Collecroce Francesco Troilo, ma coinvolge altri sette paesi del Medio Trigno-Biferno: Castelmauro, Guardialfiera, Montefalcone nel Sannio, Montemitro, Palata, San Felice del Molise e Tavenna.
L'incontro si terrà il prossimo 27 febbraio, presso la sala consiliare di Mafalda. Qui verranno analizzati i seguenti punti:
- condivisione di motivazioni e finalità del progetto;
- valutazione dell’adesione dei Comuni interessati;
- definizione di eventuali gruppi di lavoro, tecnici e politici.
"A seguito dei colloqui informali intrattenuti sull’argomento e delle riflessioni condivise sull’opportunità di avviare un percorso di cooperazione istituzionale più strutturato, riteniamo sia giunto il momento di procedere alla formalizzazione dell’iniziativa volta alla costituzione di una Unione dei Comuni". Questo l'incipit della lettera che i sindaci di Mafalda e Acquaviva hanno indirizzato agli altri sette omologhi di paesi vicini o confinanti.
Unire le forze per "migliorare l’efficienza dei servizi, ottimizzare le risorse e rafforzare la capacità di programmazione e di progettazione". In tal senso la creazione dell'Unione è ritenuta "uno strumento concreto e strategico per affrontare insieme le sfide presenti e future".
Un progetto che fa seguito e diventa diretta evoluzione di altre iniziative, svolte dai centri interessati o gran parte di essi. Un esempio su tutti le due edizioni di Castellelce in festa, nella zona artigianale di Mafalda, dove al divertimento si alternano dibattiti sul futuro dei paesi coinvolti. Tutti molto piccoli.
Diversi i servizi che in genere sono svolti da enti sovra comunali come le Unioni dei Comuni. Uno su tutti la gestione della raccolta rifiuti, dove da tanti micro appalti si passa a uno solo. Ne derivano vantaggi in termini di potere contrattuale, ma anche di "mercato" con dimensioni diverse da quelle esigue del singolo paese, e quindi più appetibili per l'impresa privata.
Vi sono inoltre aspetti puramente burocratici quanto delicati, per esempio l'organizzazione e la gestione delle gare di appalto, possono essere gestiti da un'Unione dei Comuni per tutti i municipi aderenti.
Con ogni probabilità l'assetto della nuova Unione, se si concreterà , non di discosterà da quello della vicina Basso Biferno. Ne diverrebbero pertanto componenti i sindaci e altri due consiglieri per ogni Comune, uno di maggioranza e uno di minoranza. Niente compensi, né gettoni di presenza, sempre che si rifacciano al citato ente già operativo da anni.
Nella foto da sinistra Francesco Troilo ed Egidio Riccioni

